Testimonianza di Elie Wiesel

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di , 30 gennaio 2015

28 gennaio28 GENNAIO GIORNATA DELLA MEMORIA”

Il 27 gennaio, nel giorno in cui 70 anni fa furono abbattuti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, si celebra per la 15^ volta il Giorno della Memoria, istituito con la legge del 20 luglio 2000 al fine di “ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”. Per non dimenticare …

 

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Per non dimenticare

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di , 29 gennaio 2015

ebrei Marcel Callo 6/12/1921, Rennes (Francia). 19/3/1945, Mathausen (Germania). 23 anni

 

. A Mauthausen, il 19 marzo 1945, spirava Marcel Callo, scout e martire. Il Papa Giovanni Paolo II lo ha solennemente proclamato “beato”, in San Pietro in Roma, il 4 ottobre 1987: unoScout de France, Marcel Callo. Marcel Callo, quando era un giovanissimo Scout de France Al di là della notizia, un giovane, Marcel Callo, morto santamente in un campo di sterminio tra i più terribili, Mauthausen, la sera del 19 marzo 1945, a non ancora 24 anni. Era stato portato in Mauthausen dal lager di Flossemburg, e qui dal lager di Gotha, e qui dal campo di lavoro di Zella Mehlis, con una sentenza di condanna; troppo cattolico, “zu vile Katholisch”: se non si fosse manifestato “troppo cattolico”, sarebbe probabilmente rimasto in un campo di lavoro, e le bastonate, gli estremi sfinimenti forse gli sarebbero stati risparmiati.

 

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L’ora della vocazione

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di , 27 gennaio 2015

 III   domenica del tempo Ordinario, anno B Mc 1,14-20

 

untitled.png  figli Zebedeo Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il  vangelo di Dio, e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete  nel Vangelo”. Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: “Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini”. E subito lasciarono le reti e lo seguirono. 19Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui. Prosegui la lettura 'L’ora della vocazione'»

Che cosa cercate?

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di , 19 gennaio 2015

 anno B  Giovanni 1,35-42

761a4a107a7da075dca541076dc7f202 Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che  passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio!”. E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così,  seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: “Che  cosa cercate? “. Gli risposero: “Rabbì – che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori? “. Disse  loro: “Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero  con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia” – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa” – che significa Pietro. Prosegui la lettura 'Che cosa cercate?'»

Discorso del papa sul terrorismo islamico

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di , 13 gennaio 2015

Discorso del papa al corpo diplomatico della Santa Sede

Lunedi 12-01-2015

papa-francesco-udienza-generaleIl terrorismo fondamentalista «rifiuta Dio stesso», e di fronte ai risvolti «agghiaccianti» per il dilagare del terrorismo «auspico che i leader religiosi, politici e intellettuali specialmente musulmani, condannino qualsiasi interpretazione fondamentalista ed estremista della religione» che giustifica la violenza. È quanto ha detto Francesco questa mattina ricevendo il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, nel tradizionale incontro d’inizio anno, occasione per il Papa di presentare uno sguardo sulla situazione del mondo.

Il Papa ricordando i racconti della natività, ha detto che fin da subito Gesù Bambino viene scartato, lasciato fuori al freddo. «E se così è stato trattato il Figlio di Dio, quanto più lo sono tanti nostri fratelli e sorelle!». Emblema di questo atteggiamento è il re Erode, che fa uccidere tutti i bambini di Betlemme: Il pensiero corre subito al Pakistan, dove un mese fa oltre cento bambini sono stati trucidati con inaudita ferocia», ha detto Francesco, assicurando vicinanza alle famiglie delle vittime.

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Battesimo di Gesù

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di , 8 gennaio 2015

battesimo di gesùGv 1,1-18 – In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.

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Oro, incenso e mirra

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di , 6 gennaio 2015

F29ImdA Tre re, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra. Si incontrarono vicino a Gerusalemme e, pur parlando lingue diverse, si compresero e si accorsero di avere la stessa meta; così proseguirono il viaggio insieme.Giunti a Gerusalemme, chiesero a Erode di aiutarli a trovare il bambino predestinato a essere re dei giudei.Erode sostenne di non sapere dove fosse, ma chiese loro di tornare se l’avessero trovato. Avvertiti in sogno del pericolo, i tre non tornarono mai più da Erode.Giunti alla grotta offrirono a Gesù i loro doni, lo adorarono e ripartirono.Secondo un vangelo apocrifo, i loro nomi erano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre e fu Papa Leone Magno che ne fissò il numero a tre.Il numero tre permette di identificare i Magi con le tre razze in cui si divide l’umanità e che discendono, secondo l’Antico Testamento, dai figli di Noè.Gaspare, mistico re dell’Armenia, lasciò l’intero potere a suo fratello Ntikran per andare a cercare Gesù. Era probabilmente un seguace di Zoroastro. Era un giovanotto rude, discendente di Cam, uno dei figli di Noè.Baldassarre, re arabo del deserto, era giovane e di carnagione scura, e discendeva da Jafet, un altro figlio di Noè.Melchiorre era in realtà il soprannome del maharaja indiano Ram, che pure lasciò il potere a suo fratello per partire verso Gerusalemme insieme al saggio Tsekinata suo amico.Il soprannome gli deriva dalla frase che pronuncio’ inchinandosi davanti a Gesù bambino: ‘Cham el chior’ (ho visto Dio). Era anziano, con i capelli bianchi e la barba lunga e discendeva da Sem, figlio di Noè.I Magi portarono a Gesù Bambino tre doni che simboleggiano la sua duplice natura di essere umano e di figlio di Dio: l’oro, il dono riservato ai re, l’incenso, usato per adorare l’altare di Dio, e la mirra, il balsamo per i defunti.I teschi dei Re Magi, con le corone d’oro ingioiellate, sono tuttora tra le reliquie della cattedrale di Colonia.

Esame di coscienza per la Chiesa

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di , 3 gennaio 2015

papa francesco all CURIADiscorso del Papa alla curia romana per gli auguri di Natale

Ecco le malattie che il Papa, nella udienza alla curia per gli auguri di Natale, ha elencato e  analizzato invitando alla riflessione, alla penitenza e alla confessione, in questi giorni che se  parano dal Natale.

La prima é la “malattia del sentirsi immortali, immuni da difetti, trascurando i  controlli” un corpo che non fa “autocritica, non aggiorna e non cerca di migliorarsi, è un  corpo infermo”. Il Papa ha suggerito una “ordinaria visita ai cimiteri, dove vediamo i nomi di tante persone che si consideravano immuni e indispensabili”. Questa malattia, ha commentato il Papa, “deriva spesso dalla patologia del potere, dal narcisismo che guarda la propria immagine e non vede il volto di Dio impresso” negli altri, sopratutto “i più deboli”. “Antidoto a questa epidemia – ha suggerito il Pontefice – è la grazia di sentirci peccatori, e il dire ‘siamo servi inutili'”.

IV domenica di Avvento, annata B

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di , 20 dicembre 2014

Commento al Vangelo di ENZO BIANCHI
Domenica 21 dicembre (I Lc 1,26-38)

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,  a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine  si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te”. A  queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.  L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai  un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo? “. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.

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Testimonianza di famiglia cristiana

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di , 18 dicembre 2014

 Quando il Don ci ha chiesto di preparare una testimonianza sulla nostra famiglia, ci siamo guardati, un po’  imbarazzati e perplessi, non sapendo bene da che parte cominciare… ma questo smarrimento è durato poco, giusto il  tempo di raccogliere le idee: noi, infatti, sappiamo bene come tutto è iniziato… Anche a costo di risultare scontati o  banali, dobbiamo dire che tutto è iniziato da un incontro d’amore che, passo dopo passo, ci ha cambiato la vita.  Abbiamo sperimentato l’amore di Dio nel nostro matrimonio… e questo ci ha toccato i cuori. Di fronte ai test di  gravidanza falliti abbiamo scelto di lasciar fare al Signore. Di fronte alla paura ci siamo stretti a Gesù. Abbiamo  pregato Maria, l’abbiamo cercata… lei ci ha aiutato ad aprire il cuore e ci ha accompagnato costantemente in questi  anni di cammino. Ci ha aiutato a trovare quella pace tanto anelata dai nostri spiriti inquieti e insoddisfatti, quella pace che solo Dio poteva donarci. Tante persone ci hanno sostenuto e continuano a farlo, tanti hanno pregato per noi… la vita è andata avanti, con il suo consueto passo affrettato, scandito dai tanti impegni. E al momento giusto, quello che solo Lui poteva conoscere, abbiamo accolto Mario Antonio, il figlio che, da sempre, Egli aveva pensato per noi.

Francesca e Alessandro

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