La mano di Cristo, il pastore buono

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di , 17 aprile 2016

IV domenica di Pasqua  Gv 10,27-30 27

unnamedLe mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». Il capitolo 10 del vangelo secondo Giovanni contiene una lunga discussione tra Gesù e alcuni farisei che egli dichiara in una situazione di peccato, perché credono e dicono di vedere mentre in realtà non vedono e non operano un discernimento circa l’identità di Gesù e la qualità della sua azione (cf. Gv 9,40-41). Con una parabola Gesù cercare di rivelare loro come egli non sia un ladro ma sia il pastore che entra ed esce attraverso la porta dell’ovile, non in incognito, il pastore che cammina davanti a pecore che lo seguono perché riconoscono la sua voce. Prosegui la lettura 'La mano di Cristo, il pastore buono'»

Come si crea l’armonia

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di , 7 aprile 2016

PAPA FRANCESCO MEDITAZIONE

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Per vivere in armonia e nel sostegno reciproco la comunità cristiana deve rinascere dallo Spirito Santo. E ci sono due segni per capire di essere sulla strada giusta: il disinteresse verso il denaro e il coraggio di testimoniare Cristo risorto. Lo ha affermato Papa Francesco nella messa celebrata martedì mattina, 5 aprile, nella cappella della Casa Santa Marta. Un’indicazione accompagnata dall’avvertenza di non confondere la vera armonia con una tranquillità negoziata o ipocrita. «Gesù dice a Nicodemo che si deve rinascere, ma rinascere dallo Spirito: è proprio lo Spirito che ci dà una nuova identità, ci dà una forza, un modo di agire nuovi»: ecco la chiave di lettura proposta dal Pontefice, alla luce del passo evangelico di Giovanni (3,7-15) proposto dalla liturgia del giorno.

 

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“Io non trovo in lui colpa alcuna”

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di , 27 marzo 2016

GV:18,1-19,37 – Il venerdì santo porta i credenti a misurare la loro fede con una storia di violenza. “Rimetti la spada nel fodero”: le parole di Gesù a Pietro indicano la strada per entrare nella passione al suo seguito e per vivere da cristiani nella storia. La croce è da portare sulle proprie spalle, non da brandire come una spada. S.il racconto giovanneo della passione e morte di Gesù è in verità un cammino di intronizzazione regale che culminerà nella paradossale gloria dell’innalzato sulla croce, il credente lascia che Cristo regni su di lui uscendo dalla logica della violenza, accettando di subire la violenza piuttosto che di infliggerla e imparando a fare qualcosa della violenza subita, a elaborarla come occasione di amore.

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DOMENICA DI PASQUA

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di , 23 marzo 2016

domenica-di-pasqua-risurrezione-del-signore-a-L-ku8LvEGv 11,55-12,11  Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono   a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa? ». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.  Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri? ». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura.

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«Veramente quest’uomo era giusto!»

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di , 21 marzo 2016

Domenica delle Palme e della Passione del Signore anno c

Lc 22,14-23,56  NellaSlider-la-domenica-delle-palme prima domenica di Quaresima, alla fine del racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto abbiamo ascoltato questa precisazione lucana: «dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da Gesù fino al tempo fissato» (Lc 4,13). Ed eccoci giunti al tempo fissato, l’ora della passione, l’ora in cui Gesù è nuovamente tentato dal demonio ed è sottoposto a una prova terribile angosciosa: restare fedele al Padre, anche al prezzo di subire una morte violenta in croce, oppure percorrere altre vie, quelle suggerite dal demonio, che portano come promessa sazietà, potere, ricchezza, successo? La passione secondo Luca è davvero l’ora della grande tentazione non solo di Gesù, ma anche dei discepoli, dunque della chiesa…

Proprio durante la cena pasquale, quando Gesù anticipa con dei gesti sul pane e sul vino e con delle parole ciò che gli sarebbe accaduto nelle ore successive, proprio quando svela che la sua è una vita donata, spesa, offerta fino all’effusione del sangue per i discepoli, questi mostrano di entrare in tentazione e di essere sedotti.

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Gesù, tentato come noi

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di , 11 febbraio 2016

1-avv[1] È la prima domenica del tempo di Quaresima, tempo severo ma “favorevole” (2Cor 6,2) per il cristiano: soprattutto, tempo di lotta contro le tentazioni. Per questo la chiesa all’inizio di questo tempo ci offre sempre il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto, tentazioni che secondo Luca saranno sempre presenti nella sua vita, fino alla fine (cf. Lc 23,35-39). Anche Gesù sapeva che sta scritto: “Figlio, se vuoi servire il Signore, preparati alla tentazione” (Sir 2,1). Gesù era stato immerso nel Giordano dal suo maestro Giovanni il Battista, e durante quell’immersione lo Spirito santo era sceso su di lui dal cielo aperto, mentre la voce del Padre gli diceva: “Tu sei il mio Figlio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento” (Lc 3,22).

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Sinodo della Famiglia

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di , 28 gennaio 2016

Nel percorso sinodale sul tema della famiglia, che il Signore ci ha concesso di realizzare nei due anni scorsi, abbiamo potuto compiere, in spirito e stile di effettiva collegialità, un approfondito discernimento sapienziale, grazie al quale la Chiesa imgresha – tra l’altro – indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”.

Dopo aver ascoltato queste parole pronunciate qualche giorno fa dal Santo Padre, pensiamo che una Associazione educativa che appartiene alla Chiesa ed in essa si riconosce pienamente, no
n possa che tacere, in quanto ogni parola detta potrebbe sminuire la potenza e la forza di quel messaggio chiaro ed inequivocabile.

E’ lo stile di una Associazione educativa di 180.000 soci, di cui la stragrande maggioranza è minorenne, che coinvolge migliaia di famiglie. Aderire a manifestazioni di piazza su opzioni legislative in discussione non attiene al nostro specifico educativo, poiché il discernimento necessario per prendervi parte appartiene alla libera ed autonoma determinazione dei singoli associati adulti che, in quanto maturi e formati, se lo vorranno, potranno partecipare a titolo personale alla manifestazione di sabato prossimo. Peraltro, anche altre associazioni cattoliche nazionali, per gli stessi motivi, hanno maturato identico atteggiamento nei confronti di tale manifestazione.

Ogni manifestazione di pensiero da parte di soci AGESCI, a proposito di tale delicato tema al centro dell’attenzione mediatica, in vista delle votazioni sul provvedimento legislativo a firma della senatrice Cirinnà, in nessun modo impegnano l’Associazione, in quanto esprimono unicamente un parere personale, del quale ciascuno si assume la propria responsabilità. L’utilizzo strumentale e inappropriato dell’uniforme AGESCI non appartiene, peraltro, allo stile ed alla tradizione della nostra Associazione.

Nessun organo associativo, né locale né nazionale, ha espresso pareri o rilasciato interviste su tale questione, in quanto il Magistero della Chiesa e le parole del Santo Padre rappresentano appieno la posizione di tutta la comunità ecclesiale.

Educare “sapienzialmente” le coscienze dei nostri giovani, formare i capi e gli adulti alla vita buona del Vangelo: questo il nostro compito, che come responsabili dell’AGESCI riteniamo in coscienza di garantire a tutti i livelli.

Capo Guida, Capo Scout, Assistente Ecclesiastico Generale e Presidenti del Comitato nazionale Agesci

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di , 25 gennaio 2016

PELLEGRINAGGIO GIUBILARE

Sabato 27 Febbario le parrocchie del nostro vicariato sono invitate a compiere il pellegrinaggio alla Basilica di San Marco per ricevere l’indulgenza dei propri peccati e intraprendere una vera strada di conversione. Il programma prevede: ritrovo alle ore 15.30 davanti alla chiesa di San Moisè a Venezia. Piccola osta di preghiera e pellegrinaggio verso la Basilica di San Marco; Ingresso della Porta Santa e celebrazione Eucaristica presieduta dal Patriarca e concelebrata dai sacerdoti del vicariato Mercoledì 3 Febbraio alle ore 20.30 presso la Sala San PioX (parrocchia San Pietro) verrà mons don Orlando Barbaro per introdurci al senso del pellegrinaggio giubilare.

PELLEGRINAGGIO GIUBILARE COME PARTECIPARE:

Al pellegrinaggio giubilare possono partecipare tutti: famiglie con figli – giovani – adulti – anziani. Raccomandiamo la partecipazione di tutti i chierichetti e del gruppo giovani e scout. E’ necessario raccogliere le adesioni entro domenica 14 febbraio presso le sacrestie di San Donato e San Pietro nell’apposito modulo. Dobbiamo comunicare dieci giorni prima il numero dei partecipanti.

Maria, porta dell’Avvento

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di , 12 dicembre 2015

MariaNel poema della santa liturgia, la Madre di Dio, Maria, sta dinanzi a noi come «porta dell’Avvento». Maria di Nazareth è la Donna dell’annunciazione, la Vergine del «sì», il nuovo «Roveto ardente», in cui il Totalmente Altro si manifesta e si fa presente come Dio Vicino: un cuore aperto all’ascolto di quel Dio che parla e che vuole entrare nella storia degli uomini attraverso la disponibilità e l’accoglienza di una sua creatura. Maria di Nazareth è la Donna della visitazione, «Vergine, cattedrale del Silenzio, anello d’oro del tempo e dell’eterno» (D. M. Turoldo), la nuova «arca dell’Alleanza», la Credente in cammino, carica di quel «Frutto benedetto» che spande una gioia che fa sussultare.

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Un’immersione per la remissione dei peccati

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di , 9 dicembre 2015

 

1 DOMENICA AVVENTO[1] I domenica di Avvento Anno C, notte del 6 dicembre 2015
Lc 3,1-6

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:

Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate isuoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

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