Prima Comunione
Domenica 13 maggio ore 11.00 – Basilica di San Donato
Domenica 13 maggio ore 11.00 – Basilica di San Donato
Messaggio di Papa Benedetto (continua…)
Le vocazioni, dono della Carità di Dio
Cari Fratelli nell’episcopato, cari presbiteri, diaconi, consacrati e consacrate, catechisti, operatori pastorali e voi tutti impegnati nel campo dell’educazione delle nuove generazioni, vi esorto con viva sollecitudine a porvi in attento ascolto di quanti all’interno delle comunità parrocchiali, delle associazioni e dei movimenti avvertono il manifestarsi dei segni di una chiamata al sacerdozio o ad una speciale consacrazione. È importante che nella Chiesa si creino le condizioni favorevoli affinché possano sbocciare tanti “sì”, quali generose risposte alla chiamata di amore di Dio. Sarà compito della pastorale vocazionale offrire i punti di orientamento per un fruttuoso percorso. Elemento centrale sarà l’amore alla Parola di Dio, coltivando una familiarità crescente con la Sacra Scrittura e una preghiera personale e comunitaria attenta e costante, per essere capaci di sentire la chiamata divina in mezzo a tante voci che riempiono la vita quotidiana. Ma soprattutto l’Eucaristia sia il “centro vitale” di ogni cammino vocazionale: è qui che l’amore di Dio ci tocca nel sacrificio di Cristo, espressione perfetta di amore, ed è qui che impariamo sempre di nuovo a vivere la “misura alta” dell’amore di Dio. Parola, preghiera ed Eucaristia sono il tesoro prezioso per comprendere la bellezza di una vita totalmente spesa per il Regno. Auspico che le Chiese locali, nelle loro varie componenti, si facciano “luogo” di attento discernimento e di profonda verifica vocazionale, offrendo ai giovani e alle giovani un saggio e vigoroso accompagnamento spirituale. In questo modo la comunità cristiana diventa essa stessa manifestazione della Carità di Dio che custodisce in sé ogni chiamata. Tale dinamica, che risponde alle istanze del comandamento nuovo di Gesù, può trovare eloquente e singolare attuazione nelle famiglie cristiane, il cui amore è espressione dell’amore di Cristo che ha dato se stesso per la sua Chiesa (cfr Ef 5,32). Nelle famiglie, «comunità di vita e di amore» , le nuove generazioni possono fare mirabile esperienza di questo amore oblativo. Esse, infatti, non solo sono il luogo privilegiato della formazione umana e cristiana, ma possono rappresentare «il primo e il miglior seminario della vocazione alla vita di consacrazione al Regno di Dio» , facendo riscoprire, proprio all’interno della famiglia, la bellezza e l’importanza del sacerdozio e della vita consacrata. I Pastori e tutti i fedeli laici sappiano sempre collaborare affinché nella Chiesa si moltiplichino queste «case e scuole di comunione» sul modello della Santa Famiglia di Nazareth, riflesso armonico sulla terra della vita della Santissima Trinità. Con questi auspici, imparto di cuore la Benedizione Apostolica a voi, Venerati Fratelli nell’episcopato, ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi, alle religiose e a tutti i fedeli laici, in particolare ai giovani e alle giovani che con cuore docile si pongono in ascolto della voce di Dio, pronti ad accoglierla con adesione generosa e fedele.
5ª di Pasqua
Prima Lettura (At 9,26-31)Bàrnaba raccontò agli apostoli come durante il viaggio Paolo aveva visto il Signore.
Salmo responsoriale (Sal 21) A te lamia lode, Signore, nella grande assemblea.
Seconda Lettura (1Gv 3,18-24) Questo è il suo comandamento: che crediamo e amiamo.
Vangelo (Gv 15,1-8) Chi rimane in me ed io in lui fa molto frutto.
Le prime due letture di oggi mettono in evidenza la presenza e l’azione dello Spirito, che in un caso (Atti) aiuta la Chiesa primitiva a consolidarsi nel timore del Signore e crescere numericamente e nella lettera di Giovanni a credere in Gesù e a riconoscere il Dio che è in noi. San Luca però ci dice anche che quella comunità che “cresceva di numero con il conforto dello Spirito Santo” non era esente da paure e diffidenze nei confronti di coloro che la pensano ed agiscono in modo diverso dai nostri schemi, come ad esempio san Paolo, anche se lo fanno nel nome del Signore. Barnaba conosce bene la situazione e pur sapendo che era un covo di vipere lo presenta alla comunità. Però a nulla valsero infatti i tentativi di Barnaba per superare questo atteggiamento e il prezzo per la pace fu quello di allontanare colui che creava diffidenza. Anche noi oggi, nelle nostre comunità avremmo bisogno di qualche Barnaba che rompendo l’atteggiamento del tanto non ne vale la pena, ci aiutasse ad essere capaci di aprirci al dialogo e al confronto. Giovanni nella sua lettera indica i criteri di autenticità dell’amore: i fatti (non a parole, né con la lingua), nella verità. Ci ricorda inoltre che Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. A volte siamo prigionieri del nostro cuore (il nostro mondo interiore), che, proprio perché giudica, impedisce di guardare noi stessi e di guardare gli altri con lo sguardo di Dio. L’ invito è ad avere un cuore grande e misericordioso come quello di Dio. Il comandamento che Dio ci ha dato è: credere in Gesù, amare tutti coloro che il Signore mette sulla nostra strada, non solo a parole (ne sappiamo trovare sempre delle bellissime, ma che a volte nascondono l’ipocrisia), ma con azioni e in verità.
Unità Pastorale di Murano
Celebrazioni nel VI centenario della morte del Beato Daniele D’Ungrispach
Sabato 12 Maggio 2012
Ore 16.00 – Sala San Gerardo
Presentazione del libro “Daniele D’Ungrispach, Meraviglia e Mistero”
Lunedì 14 Maggio 2012
Ore 18.00 – Basilica dei SS.Maria e Donato
Santa Messa Solenne Presieduta dal Patriarca Mons.Francesco Moraglia
Raccogliamo giocattoli usati in buono stato da utilizzare per la festa di primavera.
Li potete consegnare:
Altri punti di raccolta:
Vi ringraziamo per la collaborazione
Il gruppo Cana
Messaggio di Papa Benedetto
Le vocazioni, dono della Carità di Dio
Cari fratelli e sorelle!
la XLIX Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni… ci invita a riflettere sul tema: Le vocazioni dono della Carità di Dio. La fonte di ogni dono perfetto è Dio Amore – Deus caritas est -: «chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (1 Gv 4,16). La Sacra Scrittura narra la storia di questo legame originario tra Dio e l’umanità, che precede la stessa creazione. San Paolo, scrivendo ai cristiani della città di Efeso, eleva un inno di gratitudine e lode al Padre, il quale con infinita benevolenza dispone lungo i secoli l’attuarsi del suo universale disegno di salvezza, che è disegno d’amore. Nel Figlio Gesù – afferma l’Apostolo – Egli «ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità » (Ef 1,4). Noi siamo amati da Dio “prima” ancora di venire all’esistenza! Mosso esclusivamente dal suo amore incondizionato, Egli ci ha “creati dal nulla” (cfr 2Mac 7,28) per condurci alla piena comunione con Sé. Preso da grande stupore davanti all’opera della provvidenza di Dio, il Salmista esclama: “Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi? ” (Sal 8,4-5). La verità profonda della nostra esistenza è, dunque, racchiusa in questo sorprendente mistero: ogni creatura, in particolare ogni persona umana, è frutto di un pensiero e di un atto di amore di Dio, amore immenso, fedele, eterno (cfr Ger 31,3)… Si tratta di un amore senza riserve che ci precede, ci sostiene e ci chiama lungo il cammino della vita e ha la sua radice nell’assoluta gratuità di Dio. Riferendosi in particolare al ministero sacerdotale, il mio predecessore, il Beato Giovanni Paolo II, affermava che «ogni gesto ministeriale, mentre conduce ad amare e a servire la Chiesa, spinge a maturare sempre più nell’amore e nel servizio a Gesù Cristo Capo, Pastore e Sposo della Chiesa, un amore che si configura sempre come risposta a quello preveniente, libero e gratuito di Dio in Cristo» (Esort. ap. Pastores dabo vobis, 25).
Prosegui la lettura 'Domenica Di Preghiera Per Le Vocazioni'»
Prima Lettura (At 4,8-12) In nessun altro c’è salvezza.
Salmo Responsoriale (Sal 117): La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.
Seconda Lettura (1Gv 3,1-2) VedremoDio così come egli è.
Vangelo (Gv 10,11-18) Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.
Il tema che troviamo oggi nelle letture che la liturgia ci propone è quello della relazione. Non c’è misericordia se non c’è relazione, se non c’è incontro, se non c’è rapporto. È la relazione con un nome, Gesù (prima lettura), è la relazione con il Padre nella quale ci riconosciamo realmente figli (seconda lettura), è la caratteristica di Gesù-Pastore che conosce le sue pecore e a sua volta è conosciuto dal Padre (Vangelo).
Nella prima lettura Pietro dichiara, nella sua arringa davanti al sinedrio, il primato assoluto del Cristo per la salvezza: in nessun altro c’è salvezza. Cristo diventa il punto di coesione “la pietra angolare” attorno a cui si costruisce l’intero edificio della storia e della comunità redenta. La stessa affermazione la troviamo nel Salmo 117, con una ulteriore sottolineatura: “Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi” (cioè dà valore a ciò che apparentemente non lo ha). Giovanni nella sua lettera ci ricorda che Gesù è il dono che il Padre ci ha dato, per essere chiamati figli di Dio, e questo è il nome con il quale ci chiama Dio. Noi lo conosceremo in modo pieno quando Lui si manifesterà, perché saremo simili a Lui. Un messaggio di fiducia per il momento che viviamo noi qui, ora, e un motivo di speranza per il futuro. Nel vangelo troviamo la figura di “Gesù buon pastore”, che offre la sua vita per le pecore, le conosce ad una ad una e vuole condurre all’ovile.
Nella quarta Domenica di Pasqua, 29 Aprile 2012, domenica del Buon Pastore, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, proposta alla Chiesa universale con profetica intuizione, da Papa Paolo VI nel 1964. Il tema che il S. Padre Benedetto XVI propone in questa quarantanovesima Giornata mondiale per la riflessione e la preghiera delle comunità cristiane è: “Le vocazioni dono della carità di Dio” (Deus caritas est, n. 17). Ciò significa riscoprire la gratuità del dono di ogni vocazione e di ogni chiamata a vivere la propria vita nel segno della Beatitudine e dell’Amore, in continuità con quanto afferma Gesù nel vangelo di Matteo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”(Mt 10,8). Lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni della Conferenza Episcopale Italiana è: “Rispondere all’ Amore… si può” Esso si propone come invito a vivere con creatività, responsabilità e fedeltà la propria vocazione. E’ un grande inno all’amore, che riecheggia in tante pagine bibliche, e che si esprime nelle due grandi espressioni e modalità dell’amore: la vita di coppia e la verginità donata nel ministero ordinato del Sacerdote o nella Vita consacrata. Sono due espressioni dell’Amore che si innestano sullo stesso tronco dalle radici profonde, che attingono fecondità dalla sorgente viva che è Gesù, e come due rami fioriti si liberano in alto per cercare gli spazi inifiniti del Cielo. Brani biblici di riferimento: 1 Gv 4,19; Cantico dei Cantici 8, 6-7; Geremia 20,7.
Beata sei tu, Maria Vergine dal cuore infinito.
Intuisci con affetto di Madre le segrete attese di ogni persona,
che cerca il senso autentico della propria Chiamata.
Incoraggia con cuore di Madre il profondo desiderio di ogni vita, che sa farsi dono e servizio nella Chiesa.
Donaci la tua mano dolce, quando la strada delle scelte si fa ardua e faticosa.
Donaci la tua fede trasparente, quando il nostro cuore è dubbioso ed inquieto.
Donaci la tua preghiera fiduciosa per capire, per partire, per servire.
Vergine Madre, semplice nel cuore.
Vergine Sorella, sostegno nel cammino.
Vergine Amica, infinito Sì all’Amore.
Intercedi per noi sante Vocazioni, dono gioioso della Carità di Dio.
Amen
Sono ormai 2 anni che ogni settimana nelle nostre comunità, assieme alla Messa quotidiana, viviamo L’adorazione Eucaristica. Questa esperienza singolare di preghiera personale e nello stesso comunitaria è una opportunità per vivere la nostra fede e sostenerla nella quotidianità così convulsa e frettolosa che viviamo. Però c’è qualcosa che non capisco: Perché qualcuno ha paura di fermarsi davanti all’Eucarestia? Perché tanti di noi non decidono di darsi questo tempo di sosta rigenerante davanti al Signore Gesù Cristo vivo nel Pane consacrato? Forse c’è la paura che stare un po’ di tempo davanti al Santissimo Sacramento sia tempo perso? Forse pensiamo che pregare sia solo per preti e suore, i fedeli hanno tante cose da fare. Ma pregare è una delle dimensioni importanti dell’esperienza del discepolo, del credente. Diciamo di avere fede, di pregare, eppure questa esperienza la lasciamo in disparte: Chiediamoci come mai?
Oggi, comunque, è importante riscoprire il senso dell’adorazione eucaristica: la realtà del “sacramento permanente”, l’Eucaristia, termine della nostra adorazione personale e comunitaria. Si tratta di tener vive le realtà della celebrazione e dell’adorazione. L’adorazione è prolungamento del momento celebrativo e preparazione ad esso e la celebrazione eucaristica è, come ci ricorda Benedetto XVI, il più grande atto di adorazione della Chiesa. I genitori, i parroci e i catechisti aiutino soprattutto i bambini che in diocesi si stanno preparando a ricevere la prima santa Comunione a valorizzare il momento della comunione eucaristica. Quegli istanti che precedono e seguono l’incontro sacramentale con Gesù devono essere vissuti in spirito di vera adorazione, silenzio e raccoglimento interiore ed esteriore. Ricordiamo, infine, la perenne attualità del monito di sant’Agostino: “Nessuno mangia questa carne se prima non l’ha adorata” (Enarrationes in psalmos, 98,9). ” (dall’omelia del Giovedì San- to del Patriarca Francesco). Non abbiamo paura di Gesù, non temiamo di “perdere” un po’ di tempo con Lui, sarà un tempo guadagnato. Vivere l’adorazione Eucaristica è lasciare che Gesù parli al nostro cuore e rispondere a Lui con la nostra umanità. Usciremo dalla preghiera consolati, rinvigoriti e sostenuti nel riprendere il cammino della quotidianità. (Don Carlo)
Panorama Theme by
Themocracy