Category: Catechesi

Famiglia: mobilitazione nazionale il 20 giugno a Roma

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di , 19 giugno 2015

Manifestazione a piazza San Giovanni

images “Per promuovere il diritto del bambino a crescere con mamma e papà, vogliamo difendere la famiglia naturale dall’assalto a cui è costantemente sottoposta da questo Parlamento, vogliamo difendere i nostri figli dalla propaganda delle teorie gender che sta avanzando surrettiziamente e in maniera sempre più preoccupante nelle scuole”. Il comitato “Difendiamo i nostri figli”, spiega così la convocazione a Roma per il prossimo 20 giugno di una manifestazione che si annuncia imponente a difesa dell’istituto del matrimonio, della famiglia composta da un uomo e da una donna, del diritto del bambino ad avere una figura materna e una paterna, senza dover subire già dalla scuola dell’infanzia la propaganda dell’ideologia gender definita da Papa Francesco “un errore della mente umana”. Spiegano i promotori: “Chiamiamo alla mobilitazione nazionale tutte le persone di buona volontà, cattolici e laici, credenti e non credenti, per dire no all’avanzata di progetti di legge come il ddl Cirinnà che dell’ideologia gender sono il coronamento e arrivano fino alla legittimazione della pratica dell’utero in affitto.

Pellegrinaggio dei giovani con il Patriarca alla Salute

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di , 12 novembre 2013

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Tradizionale appuntamento per i ragazzi dalla prima alla quinta superiore preparato dalla Pastorale Giovanile di Venezia … Il ritrovo è per le 17.30 alla fermata del Museo e finita la processione tutti a mangiarsi la pizza!!!

Le Beatitudini al centro dei temi scelti dal Papa per le prossime tre Gmg

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di , 7 novembre 2013

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Papa Francesco ha stabilito i temi delle tre prossime edizioni della Giornata Mondiale della Gioventù, scandendo le tappe dell’itinerario di preparazione spirituale che nell’arco di tre anni condurrà alla celebrazione internazionale con il Papa prevista a Cracovia nel luglio 2016. Per la Gmg diocesana del 2014, il tema sarà “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5,3); per la Gmg del 2015: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8). Infine, per la Gmg di Cracovia del 2016: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5,7).

I tre temi sono tratti dalle Beatitudini evangeliche. A Rio de Janeiro, Papa Francesco aveva chiesto ai giovani, “con tutto il cuore”, di rileggere le Beatitudini per farne un concreto programma di vita.

Gmg di Cracovia: dal 25 luglio al primo agosto 2016

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di , 7 novembre 2013

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Si riuniranno tra il 25 luglio e il primo agosto 2016 a Cracovia i partecipanti alla Giornata mondiale della Gioventù, in programma nella città che ha dato i natali a Giovanni Paolo II. Ad annunciarlo – riferisce l’Osservatore Romano – è stato il cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanisław Dziwisz, secondo quanto riportato da un comunicato del Catholic Pilgrim Office. Sull’evento, subito dopo l’annuncio dato a Rio de Janeiro da Papa Francesco, è stato attivato il sito www.krakow2016.com nel quale è possibile trovare tutte le informazioni utili per la preparazione della Giornata.

Messaggio del Papa per la Giornata mondiale del malato

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di , 18 febbraio 2012

«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!» (Lc 17,19)  (continua…)

3. Dalla lettura dei Vangeli, emerge chiaramente come Gesù abbia sempre mostrato una particolare attenzione verso gli infermi. Egli non solo ha inviato i suoi discepoli a curarne le ferite (cfr Mt 10,8; Lc 9,2; 10,9), ma ha anche istituito per loro un Sacramento specifico: l’Unzione degli Infermi. La Lettera di Giacomo attesta la presenza di questo gesto sacramentale già nella prima comunità cristiana (cfr 5,14-16): con l’Unzione degli Infermi, accompagnata dalla preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché allevi le loro pene e li salvi, anzi li esorta a unirsi spiritualmente alla passione e alla morte di Cristo, per contribuire così al bene del Popolo di Dio. Tale Sacramento ci porta a contemplare il duplice mistero del Monte degli Ulivi, dove Gesù si è trovato drammaticamente davanti alla via indicatagli dal Padre, quella della Passione, del supremo atto di amore, e l’ha accolta. In quell’ora di prova, Egli è il mediatore, «trasportando in sé, assumendo in sé la sofferenza e la passione del mondo, trasformandola in grido verso Dio, portandola davanti agli occhi e nelle mani di Dio, e così portandola realmente al momento della Redenzione» (Lectio divina, Incontro con il Clero di Roma, 18 febbraio 2010). Ma «l’Orto degli Ulivi è… anche il luogo dal quale Egli è asceso al Padre, è quindi il luogo della Redenzione…

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Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2012

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di , 18 febbraio 2012

«Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb10,24)

Fratelli e sorelle, la Quaresima ci offre ancora una volta l’opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. Infatti questo è un tempo propizio affinché, con l’aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. E’ un percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale. Quest’anno desidero proporre alcuni pensieri alla luce di un breve testo biblico tratto dalla Lettera agli Ebrei: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (10,24). E’ una frase inserita in una pericope dove lo scrittore sacro esorta a confidare in Gesù Cristo come sommo sacerdote, che ci ha ottenuto il perdono e l’accesso a Dio. Il frutto dell’accoglienza di Cristo è una vita dispiegata secondo le tre virtù teologali: si tratta di accostarsi al Signore «con cuore sincero nella pienezza della fede» (v. 22), di mantenere salda «la professione della nostra speranza» (v. 23) nell’attenzione costante ad esercitare insieme ai fratelli «la carità e le opere buone» (v. 24). Si afferma pure che per sostenere questa condotta evangelica è importante partecipare agli incontri liturgici e di preghiera della comunità, guardando alla meta escatologica: la comunione piena in Dio (v. 25). Mi soffermo sul versetto 24, che, in poche battute, offre un insegnamento prezioso e sempre attuale su tre aspetti della vita cristiana: l’attenzione all’altro, la reciprocità e la santità personale… [continua]

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

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di , 21 gennaio 2012

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 18-25 gennaio 2012
“Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore” (1 Cor 15, 51-58)

La preghiera è una realtà potente nella vita di un cristiano. La preghiera è trasformante. Quando i cristiani comprendono il valore e l’efficacia della preghiera in comune per l’unità di quanti credono in Cristo, essi cominciano ad essere trasformati in ciò per cui stanno pregando. Ogni cristiano battezzato nella morte e resurrezione di Cristo comincia un cammino di trasformazione. Morendo al peccato e alle forze del male, i battezzati cominciano a vivere una vita di grazia. Questa vita di grazia permette loro di sperimentare concretamente la potenza della resurrezione di Gesù, e l’apostolo Paolo li esorta: “[… l siate saldi, incrollabili. Impegnatevi sempre più nell’opera del Signore, sapendo che, grazie al Signore, il vostro lavoro non va perduto” (l Cor 15,58). Qual è, dunque, l’opera del Signore? Non è forse l’edificazione del Regno di giustizia e di pace? Non è forse la vittoria sulle forze del peccato e sulle tenebre per la potenza dell’amore e della luce della verità? Nella vittoria Gesù Cristo nostro Signore, a tutti i cristiani viene data la capacità di indossare le armi della verità e dell’amore e di superare tutti gli ostacoli che impediscono la testimonianza del Regno di Dio. Nonostante ciò, un ostacolo permane, e può impedirci di portare a termine il nostro compito. È l’ostacolo della divisione e della mancanza di unità fra i cristiani. Come può il messaggio del vangelo risuonare autentico se non proclamiamo e non celebriamo insieme la Parola che dà la vita? Come può il vangelo convincere il mondo della propria intrinseca verità, se noi, che siamo gli annunciatori di questo vangelo, non viviamo la koinonia nel corpo di Cristo? La preghiera per l’unità, dunque, non è un accessorio opzionale della vita cristiana, ma, al contrario, ne è il cuore.

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A cosa serve l’adorazione eucaristica?

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di , 21 gennaio 2012

Nei vangeli, ad un certo punto, si presenta Satana nel deserto che cerca di mettere alla prova Gesù; lo condusse con sé su un monte e gli mostrò tutti i regni del mondo e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò, se prostrandoti, mi adorerai”. Satana vuole essere adorato. Noi non siamo qui sulla terra per fare gli idolatri, il Signore non ci ha dato la vita per andare ad adorare chi non ha potere. Il nemico sicuramente può crearci qualche ostacolo, metterci addirittura alla prova , oppure insinuare qualche tentazione piccola o grande. Se noi rimaniamo incardinati in Cristo, Cristo non permetterà che noi cadiamo, nella vita dei Santi, si nota che se il Signore permette una prova, questa è nella misura in cui serve, perché la fede deve essere affinata, cioè provata. Noi siamo su questa terra, perché tutti siamo chiamati alla santità e tutti dobbiamo rispondere a questa chiamata, anche se ci costa fatica dobbiamo arrivarci a qualunque sacrificio. La preghiera di adorazione significa innanzitutto questo: “Riconoscere che il Signore è l’unico vero Dio”. Soltanto di fronte a Gesù Eucaristia noi ci inginocchiamo, solo di fronte a Lui mettiamo la testa giù, perché veramente vogliamo ricordare a noi stessi, che non siamo nulla e che Lui è tutto. Noi nel prostrarci di fronte a Dio, inginocchiandoci e chinandoci diciamo con quei gesti, che c’è un nostro riconoscere che solo Lui ha potere sopra di noi. Durante l’adorazione, il Signore ci riempie di carica vitale, di forza, di gioia, stare con lui non è tempo perso, a volte non lo sappiamo quello che Dio fa per noi in quell’ora di adorazione ma è certo che non usciremo a mani vuote… dopo un’ora esci che sei completamente trasformato, non te ne accorgi subito, perché la sensibilità spirituale si acquisisce un po’ alla volta. Il Signore risveglia i suoi doni, i suoi carismi, stando in adorazione, si acquistano benefici spirituali, all’inizio potremmo anche non percepire fisicamente e spiritualmente i benefici, ma ci sono senz’altro.

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Educare i giovani alla giustizia e alla pace…

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di , 14 gennaio 2012

Messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della XLV giornata mondiale della pace
“educare i giovani alla giustizia e alla pace”

… È questa la domanda fondamentale da porsi: chi è l’uomo? L’uomo è un essere che porta nel cuore una sete di infinito, una sete di verità non parziale, ma capace di spiegare il senso della vita – perché è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Riconoscere allora con gratitudine la vita come dono inestimabile, conduce a scoprire la propria dignità profonda e l’inviolabilità di ogni persona. Perciò, la prima educazione consiste nell’imparare a riconoscere nell’uomo l’immagine del Creatore e, di conseguenza, ad avere un profondo rispetto per ogni essere umano e aiutare gli altri a realizzare una vita conforme a questa altissima dignità. Non bisogna dimenticare mai che « l’autentico sviluppo dell’uomo riguarda unitariamente la totalità della persona in ogni sua dimensione », inclusa quella trascendente, e che non si può sacrificare la persona per raggiungere un bene particolare, sia esso economico o sociale, individuale o collettivo. Solo nella relazione con Dio l’uomo comprende anche il significato della propria libertà.. Per esercitare la sua libertà, l’uomo deve dunque superare l’orizzonte relativistico e conoscere la verità su se stesso e la verità circa il bene e il male. Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce lo chiama ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, ad assumere la responsabilità del bene compiuto e del male commesso.

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Educare i giovani alla giustizia e alla pace…

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di , 7 gennaio 2012

Messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della XLV giornata mondiale della pace
“educare i giovani alla giustizia e alla pace”

L’inizio di un nuovo anno,  dono di Dio all’umanità, mi  invita a rivolgere a tutti, con  grande fiducia e affetto, uno  speciale augurio per questo  tempo che ci sta dinanzi, perché  sia concretamente segnato  dalla giustizia e dalla  pace.  Con quale atteggiamento  guardare al nuovo  anno?  …  l’uomo di fede attende il Signore « più che le sentinelle  l’aurora » (v.  6), lo attende con ferma speranza, perché  sa che porterà luce, misericordia, salvezza.  Tale attesa nasce  dall’esperienza del popolo eletto, il quale riconosce di essere  educato da Dio a guardare il mondo nella sua verità e a non  lasciarsi abbattere dalle tribolazioni.  Vi invito a guardare il 2012  con questo atteggiamento fiducioso.  Tale attesa è particolarmente  viva e visibile nei giovani, ed è per questo che il mio  pensiero si rivolge a loro considerando il contributo che  possono e debbono offrire alla società.  Vorrei dunque presentare  il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace  in una prospettiva educativa: « Educare i giovani alla giustizia  e alla pace », nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo  e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza  al mondo.  Il mio Messaggio si rivolge anche ai genitori,  alle famiglie, a tutte le componenti educative, formative, come  pure ai responsabili nei vari ambiti della vita religiosa, sociale,  politica, economica, culturale e della comunicazione… Educare  – dal latino educere – significa condurre fuori da se stessi  per introdurre alla realtà, verso una pienezza che fa crescere  la persona. 

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