Category: Testimonianze

Testimonianze Gruppi d’ascolto

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di , 1 novembre 2014

nessunoMaria – Io ho frequentato solo la quinta elementare e non so esprimermi come vorrei. Comunque così, semplicemente, posso dire che ho frequentato i gruppi di ascolto fin dal primo anno: è una bella esperienza, non richiede molto tempo (e comunque non è tempo perso); basta n un po’ di buona volontà. Non è una lezione biblica, ma uno stare assieme ad altre persone, leggere il Vangelo e riflettere su quello che la Parola vuole dirci. Personalmente mi sono accorta che mi ha aiutato a crescere nella fede, e posso vedere più da vicino l’amore di Dio e anch’io sentirmi più vicina a Lui!

Siate servitori limpidi e coraggiosi …

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di , 3 marzo 2012

Sabato scorso 18 Febbraio, in Basilica di S. Pietro a Roma, Papa Benedetto XVI ha indetto il IV Concistoro del suo Pontificato elevando alla Dignità Cardinalizia 22 nuovi Vescovi della Chiesa Cattolica Universale. Durante la Celebrazione di investitura, alla consegna dell’anello e della berretta cardinalizia il Pontefice si è rivolto ai neo porporati con questa esortazione: ” camminate nella logica del Vangelo,non cercate gloria e potere, siate servitori della Chiesa limpidi e coraggiosi con amore e vigore”. In una società come la nostra, dove la logica del potere e del successo personale è diventata un ambito traguardo da raggiungere ad ogni costo, queste parole del Papa rivolte ai Presuli riuniti attorno a lui sono echeggiate come un monito e un rimando delle parole rivolte da Gesù ai suoi Apostoli “chi vuol essere il primo si faccia il servo di tutti”. Parole forti, pronunziate con fermezza e austerità ma in piena sintonia con la volontà dell’annuncio messianico che esige da ogni credente umilta’ servizio, carità e libertà da ogni condizionamento che il mondo propone. A questi Pastori,c he assieme al Papa formano e sono l’espressione più alta del Collegio Apostolico, assicuriamo la nostra preghiera e il nostro più vivo sostegno, e nell’attesa di accogliere anche noi come Chiesa di Venezia il nuovo Patriarca, Mons. Francesco Moraglia chiediamo al Signore il dono della santità per coloro che ci guidano nella fede, affinché il loro Ministero sia conforme a Cristo Signore che ha effuso il suo sangue per la salvezza di ogni uomo.  [Gianluigi Bertola]

Pensieri …

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di , 3 marzo 2012

Il profeta Ezechiele prega il Signore così: “Donaci Signore un cuore nuovo. Togli da noi il cuore di pietra e donaci un cuore di carne” E iniziata la Quaresima e vorrei suggerire di provare a riviverla con uno spirito nuovo, rivolgendo la nostra attenzione a coloro che soffrono: non ci sono soltanto la malattia e l’infermità. Ci sono anche la solitudine, la tristezza, il senso di inutilità, la mancanza di speranza, la stanchezza del vivere. Il nostro Patriarca Francesco nel suo messaggio ci ha detto : “Sarò collaboratore della vostra gioia”. Per prepararci alla gioia della Risurrezione, cerchiamo di rivolgere ogni giorno della Quaresima una piccola attenzione, una visita breve, anche solo una telefonata o un sorriso a coloro che attorno a noi hanno bisogno di sentirsi ricordati e amati.  [Adriana]

Esperienza di Missione: ringraziamenti dalla Tanzania

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di , 3 marzo 2012

Carissima Maria, prima di tutto buon anno nuovo sperando che lo sia veramente per tutti, anche li in Italia le cose a quanto vedo non vanno tanto bene, probabilmente avete bisogno voi molto più di noi di aiuti… Ho ricevuto il tuo bonifico, il totale in shellini è di 3.021.000. Come è giusto e mia prassi in questi casi, voglio ringraziare te in modo particolare per il tuo impegno costante verso i nostri bambini di Nyumba Yetu e poi tutti i tuoi amici che con le loro offerte hanno contribuito a raggiungere la ragguardevole cifra di 1500 euro! che tu hai poi inviato sul nostro conto. Mi fa piacere ed è mio dovere ricordare ad uno ad uno i tuoi amici per nome, iniziando dalle Signore Campa, Rossetto, Zecchin, Ferro, Bullo, D’Este, Moretti e e il gruppo missionario di cui tu fai parte. Spero che restiate ancora nostri amici, l’orfanotrofio va avanti solo con gli aiuti che provengono dall’Italia, il governo qui non è in grado di fare nulla se non quello di complicarci la vita; perciò dobbiamo far affidamento ai nostri amici che ringaziando il Signore sono molti e sempre disponibili ad assecondare le notre richieste. Grazie ancora di cuore per la vostra generosità, restiamo uniti nel nostro impegno verso i più deboli, noi che siamo stati più fortunati abbiamo il dovere morale e non solo di accorciare il divario economico, sanitario, e dell’istruzione che li separa da noi. Rinnovando ancora a tutti voi l’augurio per un felice anno nuovo, vi mando i saluti e un abbraccio da parte di tutti i nostri bambini, e in allegato ti invio il nostro albero di Natale con tutte le foto dei bambini di Nyumba Yetu.  [Augusto]

Esperienza di Missione: ringraziamenti da Murano

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di , 3 marzo 2012

Cari amici, come probabilmente sapete sono dovuta rimanere qui per salute. Ma non posso non continuare a pensare alla missione in Tanzania e soprattutto ai bambini di cui ho molta nostalgia. I disegni del signore sulla nostra vita nessuno li sa ma credo che in ogni posto dove siamo possiamo renderci utili. Volevo darvi il resoconto del lavoro fatto con il vostro aiuto e la vostra generosità: per Natale ho spedito ad Agrigento una trentina di pacchi inviati poi alla missione con il container. Dentro hai pacchi c’erano vestiti per bambini, sciarpe per i vecchi, lana in gomitoli, tessuti e materiale per la scuola. Tanti alimenti come latte in polvere, olio, pasta ecc. tutte cose necessarie e molto gradite. Poi con le offerte e con la lotterie del presepio scolpita sono riuscita a mandare un primo invio di 1500 € e un secondo dopo un mese di 500€. Nel frattempo ho ricevuto una lettera dell’economo di cui vi faccio copia qui sotto per conoscenza. del secondo invio non ho ancora un riscontro e vi darò notizia non appena mi arriverà la mail. Adesso è quaresima e quindi un momento di sacrifici, preghiera e carità, abbiamo tanti problemi ma cerchiamo di pensare anche a quelli che stanno molto pegi di noi ricordiamoci le parole credo di san Paolo: “La carità copre la moltitudine di peccati”. Con affetto e gratitudine [Maria Barbini]

Guai a me se non annunciassi il vangelo!

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di , 11 febbraio 2012

Ho letto e riletto con molta attenzione, la lettera di saluto di Mons. Francesco Moraglia, Patriarca eletto di Venezia apparsa su Communio di Domenica 5/2/2012 e mi sono accorto che certi passaggi coincidevano con il brano della Prima Lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi ( 9,16-19. 22-23 ) che la Liturgia proponeva come seconda lettura della Parola di Dio dal Lezionario Domenicale. San Paolo, scriveva così alla Chiesa di Corinto: “Annunciare il Vangelo, non è per me un vanto, è una necessità che mi si impone :guai a me se non annuncio il Vangelo! E’ un incarico che mi è stato affidato gratuitamente e mi sono fatto servo di tutti per salvare ad ogni costo qualcuno. Tutto io faccio per il Vangelo!! Mons. Moraglia quasi in parallelo con queste parole così si è presentato: Sono mandato a voi nella successione apostolica, come vostro Vescovo; non conto su particolari doti e doni personali di scienza o di intelligenza, ma col desiderio e con il proposito di essere il primo servitore della nostra Chiesa che è in Venezia. Sono conscio d’essere mandato a una Chiesa viva, scandita dalla santità anche ordinaria di molti suoi figli e figlie, domando sin d’ora preghiera, aiuto , collaborazione e assunzione di corresponsabilità il Vescovo da solo non può fare nulla. Tutti porto nella mia preghiera, malati, anziani e bambini, chiedo di essere accolto come un fratello che per un disegno della Provvidenza è mandato a voi come Padre, ai giovani con i quali sarebbe fin d’ora mio desiderio di trattenermi a lungo, mi limito a dire: “voglio incontrarvi al più presto”. Personalmente credo che queste concrete affermazioni abbiano fatto breccia nel cuore di tutti noi, al di là del suo vastissimo curriculum teologico, culturale e pastorale Mons. Moraglia penso e ne sono particolarmente convinto venga a Venezia come “uomo e servo di Dio” desideroso di condividere la nostra esperienza di vita e di fede. I mezzi di comunicazione lo hanno descritto anche come uno capace di condividere in prima persona i problemi sociali della sua gente, la recente alluvione che ha colpito La Spezia lo ha visto particolarmente vicino alle famiglie disastrate e a suo tempo impegnato personalmente per la salvaguardia dei posti di lavoro a fianco degli operai della ex San Giorgio riconvertita ad una diversa produzione e salvata come azienda anche dal suo decisivo intervento. Come fedeli della grande Famiglia Cristiana di Venezia lo attendiamo con entusiasmo e affetto fraterno , e nel solco tracciato dai suoi amati predecessori gli auguriamo di operare in umiltà, carità e santità per condividere con lui la gioia della fede nell’unico Maestro e Signore. [Gianluigi Bertola]

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente

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di , 28 gennaio 2012

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 34a Giornata Nazionale per la vita (5 febbraio 2012) “Giovani aperti alla vita”

La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri. Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo” (cfr Lc 22,27), secondo la profezia dell’Antico Testamento. Chi vuol farsi padrone della vita, invecchia il mondo. Educare i giovani a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è una sfida oggi centrale. Se non si educano i giovani al senso e dunque al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica. L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso. In questi anni non solo gli indici demografici ma anche ripetute drammatiche notizie sul rifiuto di vivere da parte di tanti ragazzi hanno angustiato l’animo di quanti provano rispetto e ammirazione per il dono dell’esistenza. Sono molte le situazioni e i problemi sociali a causa dei quali questo dono è vilipeso, avvilito, caricato di fardelli spesso duri da sopportare. Educare i giovani alla vita significa offrire esempi, testimonianze e cultura che diano sostegno al desiderio di impegno che in tanti di loro si accende appena trovano adulti disposti a condividerlo. Per educare i giovani alla vita occorrono adulti contenti del dono dell’esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del divertimento fine a se stesso. I giovani di oggi sono spesso in balia di strumenti – creati e manovrati da adulti e fonte di lauti guadagni – che tendono a soffocare l’impegno nella realtà e la dedizione all’esistenza. Eppure quegli stessi strumenti possono essere usati proficuamente per testimoniare una cultura della vita. Molti giovani, in ogni genere di situazione umana e sociale, non aspettano altro che un adulto carico di simpatia per la vita che proponga loro senza facili moralismi e senza ipocrisie una strada per sperimentare l’affascinante avventura della vita. È una chiamata che la Chiesa sente da sempre e da cui oggi si lascia con forza interpellare e guidare. Per questo, la rilancia a tutti – adulti, istituzioni e corpi sociali –, perché chi ama la vita avverta la propria responsabilità verso il futuro. Molte e ammirevoli sono le iniziative in difesa della vita, promosse da singoli, associazioni e movimenti. È un servizio spesso silenzioso e discreto, che però può ottenere risultati prodigiosi. È un esempio dell’Italia migliore, pronta ad aiutare chiunque versa in difficoltà. Gli anni recenti, segnati dalla crisi economica, hanno evidenziato come sia illusoria e fragile l’idea di un progresso illimitato e a basso costo, specialmente nei campi in cui entra più in gioco il valore della persona. Ci sono curve della storia che incutono in tutti, ma soprattutto nei più giovani, un senso di inquietudine e di smarrimento. Chi ama la vita non nega le difficoltà: si impegna, piuttosto, a educare i giovani a scoprire che cosa rende più aperti al manifestarsi del suo senso, a quella trascendenza a cui tutti anelano, magari a tentoni. Nasce così un atteggiamento di servizio e di dedizione alla vita degli altri che non può non commuovere e stimolare anche gli adulti. La vera giovinezza si misura nella accoglienza al dono della vita, in qualunque modo essa si presenti con il sigillo misterioso di Dio.  [I Vescovi italiani]

Un servizio prestato con il cuore

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di , 10 dicembre 2011

C’è una persona della nostra parrocchia,che da una vita si prende cura presso il cimitero della manutenzione delle tombe, che raccolgono i resti mortali dei sacerdoti muranesi e delle religiose che hanno svolto il loro ministero nella vita delle nostre comunità cristiane. Settimanalmente questa signora,animata da profondo zelo e umiltà,prende scopa,stracci e detergenti per dare decoro e lucentezza a lapidi e croci che che ricordano a noi tutti,volti e figure indimenticabili che hanno contribuito alla nostra formazione umana e cristiana. Mi sembra doveroso a nome di tutti ,ringraziarla di vero cuore per questo servizio che lei con puntualità e devozione svolge con solerzia e amore verso queste sepolture, in modo particolare quelle più dimenticate e abbandonate,che sarebbero purtroppo destinate all’incuria e al degrado del tempo. Termino questo appunto,con una breve ma significativa preghiera,che riassume con poche parole il motivo del nostro “servire in modo gratuito”. Il Signore ci renda capaci di un servizio, umile, semplice, discreto e soprattutto silenzioso. Un servizio conosciuto solo da Dio e che,giunta la sera, lascia sempre nel nostro cuore la sincera convinzione di essere stati servi inutili. Grazie Gina!  [ Gianluigi Bertola ]

Un ricordo particolare

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di , 8 ottobre 2011

In queste 2 settimane nelle Messe che settimanalmente celebriamo il mercoledì a San Donato e il giovedì a San Pietro, quella detta della confraternita dei defunti, ricordiamo delle persone che hanno servito le nostre comunità Cristiane.  La scorsa settimana abbiamo ricordato a san Donato: Rino, Nereo Berioli, Rodano , Bruno Gabrieli , Giuliano Mantoan, Gabriele Mazzucco , Alice Siega.  Questa settimana ricorderemo a San Pietro: Suor Zita e Suor Lorenzina, Milena Santi, Anna Barovier, Tina Nason, Ines Lenzi, Elvira Longega.

Album dell’estate

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di , 1 ottobre 2011

Molte sono state le esperienze estive dei ragazzi della nostra  comunità, riporteremo in queste settimane alcune testimonianze: 24-26 giugno, week end a Piacenza dei gruppi Sichem & Kairós 

  • Siamo stati ospiti in una casa della Parrocchia di  don Massimo dove fanno i Greast estivi.  Grazie don  di averci dato questa bella casa per stare insieme e  grazie per la bella messa!  (Elia) 
  • Per me il week end a Piacenza è stato fantastico: è stato  un modo originale di finire l’anno catechistico.  Mi  sono divertita tanto insieme ai miei amici e anche con i più piccoli sono stata bene.  Grazie!  (Giulia) 
  • Il momento più bello è stata la riflessione al sabato sera quando tutti hanno detto un grazie.  Grazie catechisti che ci volete bene e ci avete portati via, grazie che ci fate stare insieme e ci fate  conoscere Gesù, e grazie alle cuoche per il buon mangiare (Francesca)

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