Mons. Luigi Caburlotto 

di , 13 Maggio 2015

Il primo sacerdote parroco veneziano che sta per essere beatificato:
Sabato 16 Maggio alle ore 10.30 nella Piazza di San Marco

imgresEgli fondò le Suore Figlie di S. Giuseppe, fu educatore e formatore di educatori in istituzioni pubbliche e private, uomo di dialogo. Figlio di gondolieri, fu educato nella Scuola dei Ven. fratelli Padre Antonangelo e Marco Cavanis, quindi nel Seminario patriarcale. Il 24 settembre 1842 il patriarca Jacopo Monico lo ordinò sacerdote, e l’anno successivo lo assegnò quale cooperatore alla parrocchia di S. Giacomo dall’Orio.

Qui trascorse sei anni di intenso lavoro pastorale studiando la situazione sociale e morale della popolazione e individuando nell’infanzia e nell’adolescenza abbandonata il settore di più urgente intervento. Il 15 ottobre 1849 venne nominato parroco di quella stessa parrocchia, divenuta ancora più povera e bisognosa con la guerra del 1848-1849. Il 30 aprile 1850 diede inizio ad una scuola popolare per le fanciulle più trascurate dalle famiglie. In pochi anni il gruppo di maestre volontarie che sostenevano la scuola divenne un istituto religioso di suore per le quali egli stesso scrisse la Regola e che chiamò Figlie di S. Giuseppe.  Mentre continuava con amore la cura pastorale della sua parrocchia, dando incremento alla formazione catechetica di piccoli e grandi, curando la liturgia, il culto eucaristico, la frequenza dei sacramenti, si preoccupò anche di dare continuità e organizzazione alla carità e all’assistenza per i molti poveri di quell’area della città. Curò pure la formazione scolastico-professionale dei maschi istituendo un patronato maschile serale. Nel 1857 a Venezia nei pressi di S. Sebastiano, accolse le ragazze povere aiutate dalla pubblica assistenza dando vita all’Istituto Manin femminile. Nel 1859 fondò, nella città di Ceneda (oggi Vittorio Veneto – TV) una scuola elementare popolare gratuita per esterne e accanto istituì un collegio con più elevato programma di studi.  Nel 1869 fu chiamato a riorganizzare l’importante Istituto Manin maschile, di arti e mestieri, che da un biennio si trovava in precarie condizioni disciplinari ed economiche.

Da questo momento si trovò al centro del dibattito politico-religioso che rese aspri i rapporti tra cattolici e liberali all’indomani dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia. Regolò le sue scelte interrogando la sua vocazione sacerdotale che gli imponeva di esprimere l’amore per Dio attraverso la cura educativa dei giovani, anche a costo di subire incomprensioni e opposizioni. Poiché la salute si era alquanto indebolita, il Caburlotto nel 1872 rinunciò alla parrocchia per dedicarsi con più energia alle case di educazione. Lavorando gratuitamente poté esercitare una benefica influenza sull’indirizzo educativo di istituti pubblici. Nel 1881 la Congregazione di Carità gli affidò infatti, oltre ai due Istituti Manin anche gli Orfanotrofi maschile ai Gesuati e femminile alle “Terese” dove poté sostituire alle maestre laiche le sue suore, aprendo così la quarta casa della Congregazione.

Accanto a queste attività seppe dare la sua opera per ogni servizio richiesto dal suo Vescovo. Esercitò il ministero della predicazione in corsi di esercizi spirituali a religiose e laici, condusse missioni popolari, tenne conferenze spirituali al clero ecc.

Trascorse gli ultimi anni in quasi totale ritiro, provato da lunghe sofferenze, ma sereno e sempre interessato alle opere che continuava a dirigere. Morì, assistito dal patriarca Giuseppe Sarto (poi S. Pio X) il 9 luglio 1897 invocando la Vergine Maria.
Nel luglio 1994 il Santo Padre Giovanni Paolo II promulgò il decreto nel quale dichiarava che Mons. Luigi Caburlotto visse in grado eroico tutte le virtù cristiane. Nel 2008 la signorina Maria Grazia Veltraino di Roma ottenne una guarigione che gli accertamenti dei Tribunali ecclesiastici nel maggio 2014 dichiararono miracolo ottenuto per intercessione del Venerabile mons. Luigi Caburlotto.

 

 

Spiegazione del “logo”

Gondola, gondoliere, passeggeri

È la famiglia in cui nacque, la città in cui visse, la fede che sostenne questa gente semplice e forte, fortemente legata alla tradizione veneziana.

 

Il libro

È la Parola di Dio sostegno sicuro nel mare del vivere. È la Regola, generata dalla Parola di Dio.

 

La scia luminosa

È l’orientamento del vivere, la strada, la meta, presenza di Dio discreta, ma reale e quasi invisibile che, mentre indica la direzione, fa appello alla libertà di seguirla.

 

I gabbiani

Una sorta di animazione delle pagine del libro, un segno di speranza del più nobile compito affidato da Dio ad ogni generazione umana: EDUCARE, e cioè LIBERARE l’uomo maturo che è dentro ciascun essere umano

 

Il volto luminoso di don Luigi Caburlotto

È un segno rassicurante: “il sentiero che vi indico è quello percorso dai santi, potete camminarvi sicuri”.

 

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