Tag articolo: adorazione

Gesù, un “Re al contrario”

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di , 22 Novembre 2015

XXXIV domenica del tempo Ordinario B, 22 novembre 2015
Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo Gv 18,33b-37

ImmaginePilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei? ». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me? ». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto? ». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re? ». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

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Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!

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di , 31 Luglio 2015

unnamedGv 6,24-35
24 Quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. 25 Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: “Rabbì, quando sei venuto qua? “. 26 Gesù rispose loro: “In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. 27 Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo”. 28 Gli dissero allora: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio? “. 29 Gesù rispose loro: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”.

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Tommaso, compagno d’incredulità, maestro della fede

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di , 8 Aprile 2015

Pasqua 2, anno B

Con grande forza gli Apostoli davano testimonianza della Resurrezione del Signore Gesù.
Dare testimonianza della resurrezione è diventare un popolo che ha un cuore solo e un’anima sola, vincendo la frantumazione dei pensieri e l’affermazione orgogliosa della propria individualità, che ci separa e ci divide dai fratelli. Se Gesù è risorto, non viviamo più per noi stessi, ma per colui che ha dato la vita per noi. In Gesù risorto apparteniamo gli uni agli altri. Diventiamo un corpo nel quale batte un cuore solo. Respiriamo con il medesimo soffio dello Spirito “la cui gioia segreta sarà sempre lo stabilire la comunione e il ristabilire la somiglianza, giocando con le differenze” (Frére Christian, monaco trappista, martire in Algeria).

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Nutrire il pianeta non sia solo uno slogan

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di , 1 Marzo 2015

La Stampa, 15 febbraio 2015 – di ENZO BIANCHI

La febbre per l’Expo di Milano è salita, e grande è l’attesa per la kermesse, intensa la sua preparazione: ormai è presentata ogni giorno di più come il grande evento, capace di mutare la sorte del nostro paese e del nostro futuro. Dai diversi annunci quotidiani di iniziative e incontri culturali tutto sembra nuovissimo e inedito: si è portati a credere che si stia andando verso un evento escatologico. Anche l’area cattolica si è mobilitata e, come quasi sempre succede, lo sta facendo per lo più appiattendosi sui percorsi più facili e imitandone lo stile, nella speranza di ottenere la stessa performance che eccita tutti. Ormai, lo dico con tristezza, anche la pastorale si è piegata ai temi dell’Expo e perfino nelle omelie domenicali si affrontano quegli argomenti anziché annunciare il vangelo.

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Giovanni, il testimone della luce

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di , 15 Dicembre 2014

b58e7fd7a40a7275abaa085ba2a2243d  14 dicembre III domenica di Avvento, annata B  (Gv 1,6-8.19-28)

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare t    estimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: “Tu, chi sei? “. Egli confessò e non negò. Confessò: “Io non sono il Cristo”. Allora gli chiesero: “Chi sei, dunque? Sei tu Elia? “. “Non lo sono”, disse. “Sei tu il profeta? “. “No”, rispose. Gli dissero allora: “Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso? “. Rispose: “Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia”. Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: “Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta? “. Giovanni rispose loro: “Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo”.

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I Presepi di San Donato e San Pietro Martire

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di , 27 Dicembre 2013

DSC_0122Ecco i Presepi delle nostre Comunità Cristiane di Murano, allestiti nelle nostre Chiese con amore e passione per le Festività Natalizie. Da sempre questa bella tradizione si rinnova nel segno artistico e poetico rappresentazione della natività in forme e in modi sempre originali. Quest’anno a S.Donato, la Collaboratrice Parrocchiale Sign. Elena Dal Bon in Pustetto, ha voluto inserire l’artistico presepe in vetro nel contesto della nostra arte vetraria e delle sue sfide che sta affrontando in questi anni di crisi internazionale. Le statuine di pregevole fattura, sono state adagiate sul piano dello “Scagno da lavoro” il banco dove il maestro Vetraio plasma e da forma alla massa incandescente che pian piano diventa espressione artistica e creativa dell’oggetto finale. La natività è posta al centro, affiancata da due angeli e sulla sinistra in atteggiamento di adorazione sono inchinati i Re Magi. Accanto al Bambino Gesù sono stati appoggiati volutamente gli atrezzi da lavoro (Borselle, pinze, forbici e soffietto) in segno di “affidamento e di speranza” affinchè Cristo che nasce sia sorgente di una nuova rinascita anche per la nostra economia. Il presepe invece di S.Pietro, allestito dall’AGESCI nella Cappella Ballarin, ci fa entrare come protagonisti nella Stalla di Betlemme.
DSC_0119Accanto alle statue lignee a grandezza naturale, opera di Artisti della Val Gardena sono state messe a semicerchio alcune sedie affinchè i visitatori si possano sedere accanto a contemplare il Mistero dell’Incarnazione. Maria seduta, tiene fra le braccia Gesù nella sua nudità materiale, accanto S.Giuseppe guarda con amore “il Figlio della Promessa” fanno da corona due pastori adoranti e una pecorella accovacciata. Al limite della travatura della Capanna gli autori hanno posto una grande cometa sulla cui coda a treccia, sono stati inseriti i colori della Pace che scendono obliquamente per tutta la larghezza dell’opera. L’interpretazione è chiara: Gesù è L’Emmanuele il “Dio con Noi” che ci chiama a se per mostrarci la sua umanità. Egli è venuto come “Luce per il Mondo” e come “Principe della Pace” e ci attira a se con il dono del suo amore. In Lui ogni uomo deve sentirsi amato e redento partecipe del suo progetto di salvezza. L’Invito in questi giorni è di soffermarci accanto a queste rappresentazioni per coglierne il profondo significato e tradurlo nei gesti quotidiani della nostra vita di credenti.

 

L’Adorazione Eucaristica Permanente

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di , 22 Aprile 2012

Sono ormai 2 anni che ogni settimana nelle nostre comunità, assieme alla Messa quotidiana, viviamo L’adorazione Eucaristica. Questa esperienza singolare di preghiera personale e nello stesso comunitaria è una opportunità per vivere la nostra fede e sostenerla nella quotidianità così convulsa e frettolosa che viviamo. Però c’è qualcosa che non capisco: Perché qualcuno ha paura di fermarsi davanti all’Eucarestia? Perché tanti di noi non decidono di darsi questo tempo di sosta rigenerante davanti al Signore Gesù Cristo vivo nel Pane consacrato? Forse c’è la paura che stare un po’ di tempo davanti al Santissimo Sacramento sia tempo perso? Forse pensiamo che pregare sia solo per preti e suore, i fedeli hanno tante cose da fare. Ma pregare è una delle dimensioni importanti dell’esperienza del discepolo, del credente. Diciamo di avere fede, di pregare, eppure questa esperienza la lasciamo in disparte: Chiediamoci come mai?

Oggi, comunque, è importante riscoprire il senso dell’adorazione eucaristica: la realtà del “sacramento permanente”, l’Eucaristia, termine della nostra adorazione personale e comunitaria. Si tratta di tener vive le realtà della celebrazione e dell’adorazione. L’adorazione è prolungamento del momento celebrativo e preparazione ad esso e la celebrazione eucaristica è, come ci ricorda Benedetto XVI, il più grande atto di adorazione della Chiesa. I genitori, i parroci e i catechisti aiutino soprattutto i bambini che in diocesi si stanno preparando a ricevere la prima santa Comunione a valorizzare il momento della comunione eucaristica. Quegli istanti che precedono e seguono l’incontro sacramentale con Gesù devono essere vissuti in spirito di vera adorazione, silenzio e raccoglimento interiore ed esteriore. Ricordiamo, infine, la perenne attualità del monito di sant’Agostino: “Nessuno mangia questa carne se prima non l’ha adorata” (Enarrationes in psalmos, 98,9). ” (dall’omelia del Giovedì San- to del Patriarca Francesco). Non abbiamo paura di Gesù, non temiamo di “perdere” un po’ di tempo con Lui, sarà un tempo guadagnato. Vivere l’adorazione Eucaristica è lasciare che Gesù parli al nostro cuore e rispondere a Lui con la nostra umanità. Usciremo dalla preghiera consolati, rinvigoriti e sostenuti nel riprendere il cammino della quotidianità. (Don Carlo)

Testimoni di Cristo, in ascolto

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di , 14 Aprile 2012

Dal 13 al 15 aprile ad Aquileia la Seconda Assemblea delle Chiese del Nordest

Dopo due anni di intenso lavoro di preparazione, tutto è pronto per celebrare e vivere il secondo convegno ecclesiale delle Chiese del Triveneto, che si troveranno dal 13 al 15 aprile 2012 a Grado e Aquileia, nell’obiettivo di essere Testimoni di Cristo, in ascolto come recita il titolo di quello che finora è stato “Aquileia2”. L’appuntamento che torna a 22 anni dal primo convenire delle chiese nordestine alla chiesa madre. I tre giorni di lavoro si svolgeranno tra Grado, dove si terranno l’apertura, le sessioni assembleari e i lavori di gruppo, e Aquileia per la solenne celebrazione conclusiva di domenica 15 aprile che vede la presenza del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Al convegno parteciperanno oltre 600 delegati provenienti dalle 15 diocesi del Triveneto: Adria-Rovigo, Belluno-Feltre, Bolzano-Bressanone, Chioggia, Concordia-Pordenone, Gorizia, Padova, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Vittorio Veneto. Il convegno è nato dall’esigenza di verificare la situazione della Chiesa a Nordest a 22 anni dal primo confronto nel 1990, in un tempo che ha visto numerose trasformazioni sia sul piano socioeconomico, culturale che religioso e spirituale, per capire cosa lo Spirito chiede e dice oggi alla Chiese di queste terre. Per questo si è lavorato su tre dimensioni: la memoria del percorso fatto in questi vent’anni con l’evidenza dei frutti ma anche delle fatiche o difficoltà; il discernimento sulle attuali situazioni e sfide pastorali per giungere al terzo elemento, la profezia nell’individuare piste pastorali da percorrere insieme come Chiese per una rinnovata evangelizzazione del Nordest, in dialogo con la cultura delle genti che lo abitano e al servizio della costruzione del bene comune … Con la celebrazione del convegno si raggiunge già un primo obiettivo: il convenire delle 15 Chiese in stile comunionale e sinodale, nell’obiettivo di guardare alle possibilità che si aprono nella collaborazione e per la nuova evangelizzazione. Da “Aquileia 2” non ci si aspettano novità eclatanti, ma una rinnovata capacità di essere “Testimoni di Cristo, in ascolto” di un tempo e di un mondo che sta vivendo cambiamenti epocali.

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La Parola della Domenica

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di , 10 Marzo 2012

3ª di Quaresima
(Es 20,1-17) La legge fu data per mezzo di Mosè. 
Salmo Responsoriale (Sal 18) Signore, tu hai parole di vita eterna. 
(1Cor 1,22-25) Annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per gli uomini, ma, per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio. 
Vangelo (Gv 2,13-25) Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere 

Il vangelo della terza domenica di quaresima, quella odierna, offre alla nostra contemplazione  la purificazione del tempio e ci invita a cercarne il significato.  Al tempio si vendevano  vari tipi di animali da offrire in sacrificio, e ciò era importante per quanti, da fuori, arrivavano  a Gerusalemme in pellegrinaggio.  L’unica moneta corrente accettata, dai venditori e dal  tempio, era il mezzo siclo tiriano, giacché le monete romane non potevano essere usate, i  cambiavalute pertanto svolgevano un ruolo necessario.  Questa operazione commerciale,  che probabilmente si svolgeva nel cortile dei gentili, offendeva il significato del tempio e pertanto offendeva Dio, quindi  l’accento non è posto tanto sui trafficanti disonesti che ci poteva essere, quanto sulle istituzioni che lo permettevano.  Altro elemento da prendere in considerazione è la “sferza di cordicelle”.  Questa più che uno strumento offensivo deve  essere considerato un simbolo di autorità.  Gesù, con quel gesto di “pulizia”, mette in discussione l’istituzione più sacra  della tradizione giudaica e soprattutto il modo generalizzato di interpretare il rapporto con Dio: Dio possesso di Israele in  quanto abitante del tempio di Gerusalemme.  Nella purificazione del tempio c’è nell’azione di Gesù l’operazione di  “togliere ciò che è contrario alla comune conoscenza” per aprire lo spazio alla sola adorazione di Dio.  E’ un errore in cui  cadiamo tutti facilmente, ancora oggi, dopo 20 secoli di cristianesimo.  A questo punto è opportuno fare un’altra considerazione  che ci tocca da vicino.  Gesù si dimostra misericordioso verso i peccatori, ma è severo e polemico nei riguardi di  ” coloro che frequentavano il tempio”, nei riguardi di ogni formalismo religioso.  Il suo gesto è un gesto provocatorio che  scatena l’opposizione delle autorità del tempio le quali chiedono, come giustificazione, un segno e Gesù offre come segno:  “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”.  “Ma egli parlava del tempio del suo corpo”, aggiunge  Giovanni.  I “giudei”, invece, interpretano le parole di Gesù alla lettera e durante il suo processo le useranno contro di lui  distorcendole fino al punto di trasformarle in un’imputazione di stregoneria (Mt 26,61).  C’è da chiedersi perché Gesù sia  così severo con i “religiosi” e misericordioso con i “lontani”? 

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Tappa per tappa l’ingresso del Patriarca

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di , 10 Marzo 2012

Prende forma definitiva e si arricchisce di orari e dettagli importanti il programma dell’ingresso del Patriarca Francesco nella diocesi di Venezia. Il primo abbraccio con mons.Moraglia e i primi saluti ufficiali dei rappresentanti della comunità ecclesiale e civile del Patriarcato avverranno sabato 24 e domenica 25 marzo.

Sabato 24 Marzo

  • Alle ore 15 è fissato il primo appuntamento pubblico nella chiesa parrocchiale di S.Nicolò a Mira Taglio dove riceverà il saluto del vicario foraneo di Gambarare e del sindaco di Mira.
  • Alle 16 arriverà sul sagrato della chiesa di S. Antonio a MArghera , per ricevere il saluto delle locali comunità, prima di recarsi nella chiesa di Gesù Lavoratore dove – alle 16.15 – si svolgerà un incontro con il mondo del lavoro alla presenza dei rappresentanti delle diverse realtà socio-economiche, imprenditoriali e sindacali del territorio. Adorazione eucaristica con i giovani della diocesi.
  • Alle 17. 30 nella grande chiesa del Sacro Cuore in via Aleardi, ci sarà l’incontro e l’adorazione eucaristica con tutti i giovani della diocesi – dalla prima superiore in su – convocati dal nuovo Patriarca a riflettere e pregare intorno al tema “Eucaristia, Carità di Cristo e Chiesa”. A servizio nella mensa dei poveri.
  • Subito dopo il Patriarca si trasferirà nella mensa dei poveri di Ca’ Letizia in via Querini. Mons.Moraglia, accompagnato da una piccola rappresentanza di giovani insieme ai volontari della S.Vincenzo, servirà la cena agli ospiti che ogni sera, numerosissimi, si ritrovano nella struttura caritativa mestrina.
  • Seguirà al termine, nell’adiacente Centro pastorale Papa Luciani, un momento d’incontro del Patriarca con i giovani, i seminaristi e i volontari della San Vincenzo. L’incontro con i preti anziani.

Domenica 25 Marzo

  • Il primo momento pubblico sarà, alle ore 10, la visita al Centro Nazareth di Zelarino per l’incontro con preti anziani, ammalati ed operatori della struttura sanitaria; alle 11 è fissata una sosta di saluto nella chiesa parrocchiale intitolata a S. Lorenzo Giustiniani (primo Patriarca di Venezia) 
  • Alle 11.15, è previsto l’arrivo del corteo patriarcale nel centro di Mestre e precisamente sotto la Torre, qui mons. Moraglia verrà accolto dalle autorità civili e religiose della città e a piedi si avvierà verso piazza Ferretto
  • Alle 11.45, sarà nel Duomo di S. Lorenzo per l’incontro con la comunità mestrina A Venezia corteo in Canal Grande. Alle13. 45 attraverso il Ponte di Calatrava e si dirigerà verso il piazzale della stazione ferroviaria di S. Lucia per il tradizionale momento dell’Infiorata a cui sono specialmente invitati i bambini e le famiglie della diocesi
    Dalla stazione, alle 14.15, si formerà e partirà il corteo acqueo destinato a solcare tutto il Canal Grande.
  • Alle 15 il nuovo Patriarca farà tappa alla basilica della Salute per una breve preghiera nel tempo del Longhena intitolato alla Madonna della Salute e per salutare i fedeli lì presenti.
  • Ripreso il corteo acqueo per il tratto finale, mons. Moraglia giungerà infine al molo di piazza S.Marco per il saluto delle autorità civili. Attenderanno il Patriarca Francesco all’esterno della basilica, per accoglierlo tutti insieme, i sacerdoti della diocesi di Venezia che poi, con lui, in processione entreranno nella basilica di S. Marco dove alle 16. 15 avrà inizio la solenne concelebrazione eucaristica di insediamento ed inizio del ministero episcopale veneziano di mons.Moraglia.
  • Al termine della messa mons. Moraglia saluterà i presenti in piazzetta dei Leoncini.

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