Tag articolo: amore

XXVIII domenica del tempo Ordinario, anno B

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di , 14 Ottobre 2015

, 11 ottobre 2015 Mc 10,17-30

XXVI-Domenica-T.O.-Anno-BMentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna? ». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!».

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17 Domenica del Tempo Ordinario

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di , 22 Luglio 2015

17e-B-67521_395x210Letture: 2Re 4,42-44; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15
Siamo tutti un unico corpo 1 «Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione». Chiamati a far parte della famiglia di Dio mediante il battesimo, siamo costituiti anche come un unico corpo, in Cristo Gesù. Da qui l’esortazione paolina a «vivere in umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandoci a vicenda nell’amore». Siamo tutti un unico corpo: abbiamo a cuore di conservare una comunione vera e profonda per mezzo del vincolo della pace. Proviamo a trarre delle conseguenze pratiche da tutto questo. S.siamo un unico corpo, significa che la fame del fratello è anche la mia fame, il freddo che sente nelle sue ossa è anche il freddo che indurisce le mie membra, il giudizio che gli cade addosso, perché diverso da me, perché straniero, ammalato, povero, è il giudizio mortificante che sento pesare anche sopra il mio capo. Possiamo anche cercare di obiettare: cosa possiamo fare noi, di fronte a tante ingiustizie, di fronte a tanto dolore e disperazione? Abbiamo solo venti pani d’orzo. Abbiamo solo cinque pani e due pesci. C’è poco nelle mani dei poveri, e quel poco rischia di non essere sufficiente per nessuno. «Il venti per cento della popolazione mondiale consuma risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alle future generazioni ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere»

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Festa del SS.Redentore

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di , 19 Luglio 2015

Letture: Ez 34,11-16; Rm 5,5-11; Gv 3,13-17
Anche la Chiesa deve invocare guarigione

La festa più sentita dai veneziani è quella del Redentore. La grande epidemia di peste del 1575, che investì tutta l’Italia, fece a Venezia cinquantamila vittime. Vista l’inutilità di ogni rimedio, il doge esortò il popolo a pregare e deliberò la costruzione di un tempio votivo dedicato al Redentore non appena la pestilenza fosse terminata. S.decretò che la terza domenica di luglio, mese in cui il morbo cessò, fosse per sempre dedicata al pellegrinaggio di tutta la città al tempio votivo, costruito poi da Andrea Palladio.

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Chi si lascia toccare dalla carne del Signore vive

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di , 25 Giugno 2015

13° Domenica del Tempo Ordinario (anno B)
Letture: 1,13-15; 2,23-24; 2Cor 8,7.9.13-15; Mc 5,21-43

unnamed Chi si lascia toccare dalla carne del Signore, vive 1 «Si radunò attorno a Gesù molta folla, ed egli stava lungo il mare». La folla, che si muove ancora dentro l’orizzonte delle istituzioni giudaiche, vede in quest’uomo una speranza nuova. Gesù «stava lungo il mare»: il mare è il luogo di tutti, dove tutte le esperienze umane si incrociano; in questo senso è il simbolo dell’universalità: Gesù è in terra giudaica, ma il suo messaggio è per tutti.

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Solo l’amore di Cristo può possedermi fino in  fondo

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di , 19 Giugno 2015

12° Domenica del Tempo Ordinario (anno B)

Letture: Gb 38,1.8-11; 2Cor 5,14-17; Mc 4,35-41

Ges e la tempesta sedata«Se.uno è in Cristo è una nuova creatura». Me la ricordo bene questa parola, perché ha determinato la conversione della mia vita. I lettori mi scuseranno se, allora, parlerò un poco della mia storia, ma lo faccio solo nella speranza di dare concretezza alla Parola della Scrittura. Molti sapranno degli avvenimenti che segnarono la fine degli anni sessanta del secolo scorso. Era appena terminato il Concilio, nato dalla profezia di papa Giovanni, che voleva un profondo rinnovamento della Chiesa, affinché fosse in grado di dialogare con la modernità. Anche dal mondo delle università e delle fabbriche, da ogni luogo dove si guardava al futuro con uno sguardo di rinnovata speranza, dilagava come un’onda di piena, un irresistibile movimento popolare e giovanile che premeva a gran voce per il cambiamento rapido delle strutture e delle istituzioni.

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Festa del SS.Corpo e Sangue di Cristo

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di , 6 Giugno 2015

corpo di cristo  Letture: Es 24,3-8; Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26 Una Parola che è come un pane per nutrire l’esistenza

1 «Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore». All’inizio di quella complessa realtà che noi siamo soliti chiamare ‘Parola di Dio’ c’è dapprima una esperienza, una storia. C’è, per esempio, la vicenda esemplare di un uomo come Mosè, allevato alla corte del faraone, travolto dalla paura per aver ucciso un egiziano, fuggiasco nel deserto, pastore di un gregge che non gli appartiene, adoratore di quel Dio che era stato il Dio dei suoi antenati, scoperto oltre il deserto, in una fiamma ardente. A questo pastore viene affidato il compito di condurre alla libertà una massa di schiavi rassegnati e stanchi, capaci solo di levare al cielo rumorose grida. Ma sembra che Dio ascolti più il grido degli oppressi, che le devote preghiere senza storia e senza dramma, e Mosè accetta questo incarico perché Dio stesso gli ha parlato. Come e quando gli ha parlato? In una lingua a noi incomprensibile: «Vi furono lampi, unanuvola densa sul monte e un suono fortissimo di corno» (Es 19,16). E ancora: «Il monte Sinai era tuttofumante…tutto il monte tremava molto.
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Preghiera alla Santa Trinità

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di , 29 Maggio 2015

imagesBenedetto sii tu, Dio, nostro Padre, tu che hai creato questo mondo e lo hai illuminato con la luce del tuo amore e della tua misericordia. Benedetto sii tu, Figlio di Dio, Gesù Cristo, fratello nostro, tu che ci hai mostrato fino a qual punto si può amare, fino a donare la propria vita, fino a soffrire sulla croce. Benedetto sii tu, Spirito Santo, soffio di vita, che doni ad ognuno di noi la forza e la gioia di amare e rallegri il nostro cuore con ogni amore autentico e vero che sboccia su questa terra e la rende più preziosa e bella.

Spirito Santo

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di , 27 Maggio 2015

B-PENTECOSTE_html_7dd31daaSpirito di Dio, abbatti le alte torri del nostro orgoglio, le folli ideologie del pensiero unico, la tragica ingiustizia di una economia che uccide. Crea, o Spirito multiforme, con la moltitudine dei nostri linguaggi, una straordinaria sinfonia, che dona gioia e danza con le differenze. Spirito di mitezza e di pace, annulla i disegni degli uomini, rendi vani i progetti dei potenti, innalza, con il tuo vento impetuoso tutti gli umiliati della terra. Spirito di profezia riempi tutta la Chiesa e il mondo intero di santi e di martiri, incidendo nella loro carne il tuo prezioso sigillo, come seme di una nuova vita. Dona perseveranza a tanti nostri fratelli, perseguitati a motivo di Cristo. Che ancora i nostri anziani siano capaci di sognare albe di luce e i nostri giovani abbiano visioni che dilatano lo sguardo su spazi infiniti; allora una nuova creazione sarà possibile. Spirito di fortezza, intercedi per noi con il tuo soffio inesprimibile e insegnaci la preghiera dei figli. Spirito che estingui la nostra sete, dissetaci con l’acqua viva che sgorga dal costato di Cristo. Spirito Santo, che elargisci i tuoi doni in abbondanza, donaci ancora amore, gioia, pace; rendi miti i nostri cuori, abitati dalla violenza di Caino, insegnaci l’arte di vivere da fratelli. Quando il Vento avrà fatto il giro della terra in un turbine senza fine; quando il Fuoco, attraverso mille e mille lingue, avrà raggiunto e incendiato d’amore il cuore di tutti; quando la Parola, con voce di Tuono, avrà terminato la sua corsa, e il Pane avrà saziato con abbondanza la nostra fame, allora, finalmente, vedremo il volto di Dio e l’umanità diventerà una famiglia di figli e di fratelli. E, tersa ogni lacrima, spunteranno arcobaleni di pace.

Pentecoste 2015

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di , 23 Maggio 2015

imagesVieni Santo Spirito, soffia con tutta la tua potenza e rompi gli ormeggi della tua Chiesa, spesso rassegnata dalla paura e prigioniera del mondo. Vieni sulla bocca del pastore, vieni come Maestro che parla al cuore e guida alla conoscenza di tutta la Verità. Invadi ogni angolo della terra come un’onda di piena: scendi come Spirito di pace nei luoghi di conflitto, come Spirito di misericordia nelle regioni dell’odio, come Spirito di libertà, dove l’uomo opprime l’uomo, credendosi padrone della storia. Rinnova i prodigi dell’Esodo, apri la via del mare perché chi fugge dalla morte possa trovare un approdo sicuro. Vieni, Spirito di discernimento e di coraggio, sulla nostra Chiesa diocesana, incerta e rassegnata; rendila credente, capace di amore fedele e appassionato, ricca solo di speranza. Apri il cuore dei giovani alla fiducia, rendi saldo l’affetto reciproco degli sposi e serena la vita familiare: che non manchi mai nelle nostre case il pane sulla tavola, e l’accoglienza del povero.

Mons. Luigi Caburlotto 

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di , 13 Maggio 2015

Il primo sacerdote parroco veneziano che sta per essere beatificato:
Sabato 16 Maggio alle ore 10.30 nella Piazza di San Marco

imgresEgli fondò le Suore Figlie di S. Giuseppe, fu educatore e formatore di educatori in istituzioni pubbliche e private, uomo di dialogo. Figlio di gondolieri, fu educato nella Scuola dei Ven. fratelli Padre Antonangelo e Marco Cavanis, quindi nel Seminario patriarcale. Il 24 settembre 1842 il patriarca Jacopo Monico lo ordinò sacerdote, e l’anno successivo lo assegnò quale cooperatore alla parrocchia di S. Giacomo dall’Orio.

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