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Sempre e comunque

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di , 19 settembre 2014

masci_logo_ufficialeCarissimi, come era nelle cose si è incominciato l’anno scolastico e tutte le attività tipiche del nostro tempo autunnale, è necessario prendere coscienza che sarà un autunno ed un inverno importantissimo per il nostro Paese Italia, le scelte necessarie sono quelle di una radicale rivisitazione dei nostri “stili di vita” perchè una vita più sobria sarà anche una condizione necessaria per non subire ma per governare il necessario cambiamento… non mi voglio addentrare in discorsi che ci porterebbero a chiaccherare per ore senza arrivare a nulla, ma io penso, che sia sotto gli occhi di tutti il bisogno di affrontare tuo ciò con mentalità diversa perchè tutto non è come prima!!!!

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Venezia e il “suo Carnevale”.

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di , 26 febbraio 2014

DSC_0531-2Le sue origini sono antichissime: la prima testimonianza risale ad un documento del Doge Vitale Falier del 1094, dove si parla di divertimenti pubblici e nel quale il vocabolo Carnevale viene citato per la prima volta.
L’istituzione del Carnevale da parte delle oligarchie veneziane è generalmente attribuita alla necessità della Serenissima, al pari di quanto già avveniva nell’antica Roma (vedi panem et circenses), di concedere alla popolazione, e soprattutto ai ceti sociali più umili, un periodo dedicato interamente al divertimento e ai festeggiamenti, durante il quale i veneziani e i forestieri si riversavano in tutta la città a far festa con musiche e balli sfrenati.
Attraverso l’anonimato che garantivano maschere e costumi, si otteneva una sorta di livellamento di tutte le divisioni sociali ed era autorizzata persino la pubblica derisione delle autorità e dell’aristocrazia. Evidentemente tali concessioni erano largamente tollerate e considerate un provvidenziale sfogo alle tensioni e ai malumori che si creavano inevitabilmente all’interno della Repubblica di Venezia, che poneva rigidi limiti su questioni come la morale comune e l’ordine pubblico dei suoi cittadini
Il primo documento ufficiale che dichiara il Carnevale di Venezia una festa pubblica è un editto del 1296, quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo il giorno precedente la Quaresima.
In quest’epoca, e per molti secoli che si succedettero, il Carnevale durava sei settimane, dal 26 dicembre al Mercoledì delle Ceneri, anche se i festeggiamenti talvolta venivano fatti cominciare già i primi giorni di ottobre.
Durante il Carnevale le attività e gli affari dei veneziani passavano in secondo piano, ed essi concedevano molto del loro tempo a festeggiamenti, burle, divertimenti e spettacoli che venivano allestiti in tutta la città, soprattutto in Piazza San Marco, lungo la Riva degli Schiavoni e in tutti i maggioricampi di Venezia. È comunque nel XVIII secolo che il Carnevale di Venezia raggiunge il suo massimo splendore e riconoscimento internazionale, diventando celeberrimo e prestigioso in tutta l’Europa del tempo, costituendo un’attrazione turistica ed una mèta ambita da migliaia di visitatori festanti.
Sono di quest’epoca le famigerate avventure che videro protagonista, a Venezia, uno dei più celebri personaggi del tempo: Giacomo Casanova. Scrittore veneziano molto prolifico, fu tuttavia maggiormente conosciuto come uno dei massimi esponenti dell’aspetto libertino della Venezia di quel tempo. Citato ancora oggi per la sua nomea di seduttore, creò il suo personaggio quasi mitico grazie alle partecipazioni a feste tra le più lussuriose, agli episodi amorosi più piccanti e alle incredibili traversie alle quali andò incontro nella sua vita sregolata, che portarono avventure, scandalo e vivacità ovunque si recasse.
Nel 1797, con l’occupazione francese di Napoleone e con quella successiva austriaca, nel centro storico la lunghissima tradizione fu interrotta per timore di ribellioni e disordini da parte della popolazione. Solamente nelle isole maggiori della Laguna di Venezia, come Burano e Murano, i festeggiamenti di Carnevale proseguirono il loro corso, anche se in tono minore, conservando un certo vigore ed allegria.
Solo nel 1979, quasi due secoli dopo, la secolare tradizione del Carnevale di Venezia risorse ufficialmente dalle sue ceneri, grazie all’iniziativa e all’impegno di alcune associazioni di cittadini e al contributo logistico ed economico del Comune di Venezia, del Teatro la Fenice, della Biennale di Venezia e degli enti turistici.
Nel giro di poche edizioni, grazie anche alla visibilità mediatica riservata all’evento e alla città, il Carnevale di Venezia è tornato a ricalcare con grande successo le orme dell’antica manifestazione, anche se con modalità ed atmosfere differenti
Le singole edizioni annuali di questo nuovo Carnevale sono state spesso contraddistinte e dedicate ad un tema di fondo, al quale ispirarsi per le feste e gli eventi culturali di contorno. Alcune edizioni sono state anche caratterizzate da abbinamenti e gemellaggi con altre città italiane ed europee, fornendo in questo modo un ulteriore coinvolgimento dell’evento a livello internazionale
L’attuale Carnevale di Venezia è diventato un grande e spettacolare evento turistico, che richiama migliaia di visitatori da tutto il mondo che si riversano in città per partecipare a questa festa considerata unica per storia, atmosfere e maschere. Auguriamoci che anche questa edizione 2014 sia per tutti oltre che motivo di gioia e di festa, un’occasione per scoprire Venezia nella sua “vera realtà” di città unica al mondo “bella,fragile “ ma soprattuto ancora “ una città a “ dimensione umana” che sa offrire al mondo il suo aspetto immutabile di arte storia e cultura universale.

Breve storia del Vetro di Murano

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di , 14 novembre 2013

5376437840_48ff12622c_zIn una leggenda di Plinio il Vecchio (del I°sec.AC.) si narra la nascita del vetro come una “scoperta casuale” di alcuni navigatori Fenici,che accendendo un fuoco in una spiaggia si accorsero che dalla combustione della sabbia a contatto con alghe e frammenti di conchiglie usciva una “pasta viscosa e trasparente” Storicamente nel 3000 AC.in Mesopotamia (area siriaca) appaiono piccoli oggetti in pasta vitrea (scarabei e monili) successivamente in Egitto a partire dal “2000 AC.vengono prodotti i primi recipienti in vetro,fino ad arrivare al I° secolo AC. quando nacque il vetro “ soffiato a stampo o lavorato a mano”. I Romani dopo la conquista dell’Egitto nel 30 AC.importarono e introdussero la lavorazione del vetro nella nostra Cultura Italica e Occidentale.Tra il 1961-62 vicino all’attuale Basilica di Torcello un equipe di archeologi Polacchi diretti dal Prof:Italiano Giampietro Brognetti ( direttore della Fondazione G:Cini di Venezia) riportarono alla luce dei manufatti in vetro a testimonianza che tale attività risaliva presumibilmente ai secoli V° VI°e VII° DC. quando le isole della laguna e la stessa Venezia vennero fondate. I primi “vetrai veneziani” si chiamavano “ fiolai” cioè soffiatori di fiale e di ampolle in vetro chiamate “fiole”.L’Arte vetraria veneziana nel 1291 si sposta dal Centro Storico di Venezia all’isola di Murano per decreto Dogale. La motivazione di fondo era quella di preservare la città di Venezia (allora costruita da abitazioni di legno) dai frequenti incendi che spesso le fornaci provocavano con conseguenze disastrose. Da questa data,inizia per Murano la sua “epoca d’oro del vetro”con la nascita di numerose e fondamentali tecniche sia di composizione che di lavorazione del materiale stesso. I vetrai si costituiscono in “Corporazioni” stabiliscono delle normative precise dette “Mariegole” ed eleggono come loro Patrono S:Nicola di Myra venezianizzando il nome in S.Nicolò. Durante i secoli che si succedettero, fino alla Caduta della Serenissima Repubblica (1797) i vetrai acquisirono particolari privilegi,fondarono “un Libro D’oro”dove venivano ammesse per diritto tutte le famiglie appartenenti “all’Arte Vetraria” in più colui che diventava”maestro vetraio”poteva ambire alla elevatura nella “scala sociale di allora” con la facoltà di sposare una “Nobile Patrizia”.Come controparte però era “prigioniero dell’isola” non poteva spostarsi dal luogo di origine se non per particolari motivi concessi dalle autorità del tempo,doveva assolutamente preservare i segreti e le tecniche vetrarie affinchè l’arte non potesse essere esportata e copiata da altri paesi e tutto era severamente controllato e punito sotto minaccia di “pena capitale”. Fondamentali per Murano furono i vetri del 1400 lavorati dal maestro “Ercole Barovier” (autore della famosa “Coppa Nuziale”) per poi a seguire con i Vetri Rinascimentali,Barocchi e Ottocenteschi. Numerose tecniche di lavorazione e di composizione segnarono le varie epoche: nacquero i vetri bianco opachi detti “lattimi”( simili al colore del latte ) le murrine ( le classiche perle multicolori e di varia foggia) la filigrana,gli zanfirici,il vetro calcedonio (simile come effetto alle venature del marmo) e la famosa avventurina ( una pasta vitrea simile a schegge d’oro ) ottenuta da una particolare fusione di materiali. Nel periodo di fine 1800 primi 1900,il vetro muranese subisce una parentesi di decadenza fino agli inizi degli anni venti,quando per merito di un “lungimirante imprenditore Milanese: Paolo Venini” che fonda assieme all’antiquario veneziano Giacomo Cappellin la Vetreria “ Cappellin Venini) avviene una “nuova rinascita”della vetraria con l’avvento di nuovi stili nella forma degli oggetti,nuove tecniche e delicate colorazioni compositive. Con Paolo Venini,Murano si avvierà verso” l’arte moderna e contemporanea” che vedrà sorgere grandi “designers”e prestigiosi “maestri vetrai” che coniugheranno nuove forme con la continuità della “tradizione”rinnovando radicalmente il vetro di murano e rendendolo “unico e inimitabile”nel mercato mondiale sino ai nostri giorni.

Gianluigi Bertola.

AGESCI – Emergenza Terremoto

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di , 2 giugno 2012

Associazione Guide e Scout Cattolici italiani – Emergenza Terremoto

La nostra Associazione Scout è impegnata nella gestione, organizzazione e animazione di una tendopoli a San Felice sul Panaro. Una nostra pattuglia di Venezia sarà nei luoghi del terremoto dal 23 al 30 giugno. E’ stato richiesto per le attività di animazione, degli oltre 40 bambini presenti nella tendopoli, del materiale come giochi, colori, carta, fogli, cartoncini, colle e tutto quello che può aiutare i nostri animatori a proporre delle attività durante il giorno. Come gruppo Scout Murano 1 abbiamo pensato di raccogliere tale materiale ora, alla fine dell’anno scolastico quando i nostri bambini smettono il materiale di scuola. Raccoglieremo tutto Venerdì 8 giugno davanti alla Scuola Cerutti alle ore 12.00, Sabato 9 giugno davanti alla scuola Ugo Foscolo alle ore 12.00. Domenica 10 giugno alla fine delle S.Messe delle ore 9.30 a San Pietro e delle 11.00 a San. Donato. Martedì 12 e giovedì 14 giugno in patronato in Rio dalle 17.00 alle 19.00.

Siamo solidali con chi in questo momento si trova in grande difficoltà.
Domenica 10 giugno colletta speciale della chiesa italiani per i terremotati

Il Presepio parlante

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di , 17 dicembre 2011

Domenica 18 Dicembre alle ore 16.30 in Basilica dei SS.Maria e Donato i bambini dei gruppi di catechesi Arcobaleno & Mamre vi invitano alla sacra rappresentazione “Presepio Parlante, PreghieRime sul Natale” per contemplare con semplicità il presepio ed i suoi protagonisti.

Il mistero del Natale è la storia più bella che possiamo raccontare ai bambini e non solo.  E così, tra le rime, molte voci diverse fanno risuonare la Notte Santa, cercando di svelare la novità  meravigliosa che solo un Dio pazzo d’amore poteva inventare.  Si darà voce ai tanti testimoni di quel evento: dalla Sacra Famiglia all’asino e al bue, dai Magi  alla stella cometa, ai pastori e a molti altri.  rendendo con parole semplici ma accattivanti la  ricchezza e i valori di questo mistero, avvicinando tutti a un racconto che diventa preghiera di  vita quotidiana.  Dentro il percorso di catechesi con questa attività si è sfociati così in una delle  feste più importanti per noi cristiani.  Ringrazio le catechiste e tutte le persone che hanno prestato il loro “servizio” e si sono messi a  disposizione per la realizzazione di questa rappresentazione. 

Don Carlo

Nel segno del beato Daniele

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di , 12 novembre 2011

Dall’inizio dell’estate  sino a domenica 16 ottobre si sono svolte tra Cormons, Murano e  Pordenone alcune particolari celebrazioni eucaristiche per ricordare  la nobile figura del beato Daniele d’Ungrispach nel sesto centenario  della sua morte avvenuta per cause violente nel convento camaldolese  di San Mattia di Murano nel mese di settembre del 1411.  Le  varie esperienze di vita vissute da Daniele in questi luoghi ricchi di  storia e di tradizioni spirituali, sono state il filo conduttore che hanno ispirato il Comitato  Organizzatore a riscoprire questo “modello di santità” alla luce dei nostri giorni, quale  esempio di fede , carità e amore verso i poveri e i bisognosi.  Guardando alla sua attività di  facoltoso mercante, di uomo impegnato nella vita politica del suo tempo e di autentico apostolo  della preghiera e della Parola di Verità, sono emerse a poco a poco le sue molteplici  doti umane e le sue autentiche virtù cristiane , che l’hanno forgiato a vivere l’avventura  della sua esistenza sotto il “segno della volontà di Dio”.  A conclusione di queste iniziative  del centenario, che presumibilmente si svolgeranno a fine maggio qui a Murano con una  solenne celebrazione presieduta dal nuovo Patriarca in basilica di San Donato alla presenza  dei vescovi di Gorizia e Pordenone saranno avviati al Vaticano presso le autorità competenti  ulteriori studi e ricerche sulle virtù, sulle opere e in particolare sulle testimonianze di  culto attribuite a Daniele.  Il materiale accuratamente raccolto e studiato, servirà per ufficializzare  definitivamente la causa di beatificazione già allora riconosciuta dal vescovo di Torcello  e riconfermata dalla Chiesa anche dopo la conclusione del Concilio di Trento.  Un mio  particolare ringraziamento lo devo al nostro parroco don Carlo per avermi voluto quale  rappresentate dell’Unità Pastorale di Murano alle varie celebrazioni dandomi così il modo  di approfondire le mie conoscenze su questo “uomo di Dio” che nella nostra isola ha trovato  nell’ascesi , nella contemplazione e nel dono della vita il compimento della sua vocazione.  (Gianluigi Bertola)

Confraternita dei defunti

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di , 5 novembre 2011

Nelle celebrazioni eucaristiche serali del mercoledì a San Donato e del giovedì a San Pietro, la nostra pietà cristiana raccoglie nel suffragio della confraternita dei defunti , le nostre preghiere e il nostro vivo ricordo di coloro che riposano in Cristo risorto. Le parole del canone romano pronunciate dal celebrante ad ogni Santa Messa ci aiutano a penetrare questo mistero :”Ricordati o Signore dei tuoi fedeli che ci hanno preceduto con il segno della fede e dormono il sonno della pace”. In verità la morte resta per l’uomo una insondabile realtà alla quale solo nelle profondità della nostra fede possiamo trovare una risposta. La liturgia ci viene ancora incontro con le sue confortanti esortazioni: “Ai tuoi fratelli o Signore la vita non è tolta ma trasformata”. Alla luce di questa “trasfigurazione” a partire dal mese di novembre dopo le sante messe saremo a disposizione come di consueto per raccogliere le adesioni o le eventuali nuove iscrizioni per l’anno venturo. Le offerte che saranno raccolte verranno devolute alle attività caritative delle nostre parrocchie.

Intenzioni delle sante messe della confraternita per i mercoledì di novembre:

  • Mercoledì 9 Novembre: sacerdoti defunti che hanno guidato le nostre parrocchie
  • Mercoledì 16 Novembre: per religiosi e religiose che hanno collaborato alla vita delle nostre comunitá
  • Mercoledì 23 Novembre: per i defunti benefettori
  • Mercoledì 30 Novembre: per gli educatori animatori e catichisti defunti e per tutti coloro che hanno donato la loro vita per il vangelo (missionari laici e religiosi)

Vacanze di Branco 2011

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di , 18 ottobre 2011

In una giornata calda di luglio sono partiti i lupetti del branco Acque Rapide per una missione speciale: aiutare una persona misteriosa nella lotta contro i cattivi, liberando il suo villaggio. Destinazione, Lastebasse. “Appena arrivati veniamo subito accolti da un gruppo di uomini bizzarri, tra loro la nostra persona misteriosa che,… indovinate un po’…  è Robin Hood, e con lui e i suoi amici trascorriamo la settimana nella foresta di Sherwood imparando il gioco di squadra, la lealtà, la fratellanza, il rispetto per le regole, ma anche ad osservare e amare tutte le bellezze del creato, la natura che ci circonda e il nostro rapporto con lei e il Signore”. L’inizio è faticoso, ma aiutati dal bel tempo, da una cucina favolosa e dalla presenza speciale di Fra’ Tuck (Don Francesco), le attività e la missione hanno successo; tra le attività più belle (a sentire i lupi): la caccia nel bosco per salvare Lady Marian, l’uscita notturna per liberare Robin, il torneo, i giochi nell’acqua, la gara di cucina, la veglia alle stelle e la cena povera dopo la caccia francescana. A fine settimana il villaggio è liberato, Robin Hood si dichiara alla sua Marian e noi torniamo a casa felici, più grandi, con più amici e con il cuore pieno di una nuova avventura vissuta insieme.

Inizia l’estate e…

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di , 5 giugno 2011

Siamo quasi arrivati all’estate, tempo di dispersione e di riposo e di attività formativa.

Dispersione, purtroppo sì, perché un po’ tutti durante il tempo estivo ci disperdiamo chi da una parte chi dall’altra. Mare, montagna, viaggi, e ancora altro, sono le mete di tanti di noi. Anche se ci vedremo in calle o in vaporetto, questo però porta le nostre comunità a disperdersi, soprattutto nell’esperienza centrale delle parrocchie che è l’Eucaristia domenicale.

Riposo, perché è necessario per riprendere le forze.  Facciamolo diventare un riposo bello, occasione per conoscere cose nuove, per leggere, per informarsi. Tra le tante le possibilità, suggerisco la lettura del nuovo libro del Papa “Gesù di Nazareth-seconda parte”; del libro che raccoglie gli interventi papali e non alla recente visita Pastorale di Benedetto XVI a Venezia. Riprendiamo anche la Parola di Dio tra le nostre mani, si potrebbe leggere il Vangelo di Luca, vangelo del prossimo anno liturgico, o la lettera ai Galati di San Paolo, tema dei Gruppi di Ascolto del prossimo anno pastorale. E nei giorni di ferie perché non partecipare anche alle Eucarestie feriali.

Formazione, infatti tanti dei nostri ragazzi e giovani vivranno esperienze che segneranno la loro vita. Partiranno per primi i giovani del noviziato scouts con il campo mobile, poi gli esploratori con il campo estivo e anche i lupetti con le vacanze di Branco. Passeranno il testimone ai giovani del Clan che vivranno la loro route annuale. Chiuderanno questo tempo così emozionante i giovani che andranno a Madrid alla Giornata Mondiale della Gioventù con Papa Benedetto XVI. Saranno occasioni preziose per crescere come persone nella fede del Risorto.

Augurando a tutti una buona estate ci diamo appuntamento con Communio a settembre.
Don Carlo

Tempo di feste parrocchiali

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di , 21 maggio 2011

Con giovedì 2 giugno – solo il pranzo – fino alla domenica 5  giugno, ci sarà la prima delle nostre feste parrocchiali.  Dal 2 al 4 luglio, con una appendice anche il 10 luglio,  vivremo la festa campestre.
Queste sono occasioni per poter stare assieme alcune  serate, nella serenità e nella fraternità.  Non possiamo  nascondere che sono un aiuto economico alle continue  spese ordinarie che le nostre due parrocchie sostengono  per le attività pastorali emantenere in buono  stato le molte strutture che abbiamo. 

  • Festa di primavera: 2-5 Giugno 2011 
  • Festa campestre: 2-4 e 10 Luglio 2011

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