Tag articolo: comunione

La mano di Cristo, il pastore buono

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di , 17 aprile 2016

IV domenica di Pasqua  Gv 10,27-30 27

unnamedLe mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». Il capitolo 10 del vangelo secondo Giovanni contiene una lunga discussione tra Gesù e alcuni farisei che egli dichiara in una situazione di peccato, perché credono e dicono di vedere mentre in realtà non vedono e non operano un discernimento circa l’identità di Gesù e la qualità della sua azione (cf. Gv 9,40-41). Con una parabola Gesù cercare di rivelare loro come egli non sia un ladro ma sia il pastore che entra ed esce attraverso la porta dell’ovile, non in incognito, il pastore che cammina davanti a pecore che lo seguono perché riconoscono la sua voce. Prosegui la lettura 'La mano di Cristo, il pastore buono'»

Santi perché tutti figli di Dio

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di , 1 novembre 2015

Letture: Ap 7,2-4.9-14; 1Gv 3,1-3; Mt 5,1-12a

imagesCelebriamo la solennità di tutti i santi. Il termine biblico ‘santo’ deriva da una radice che significa mettere a parte, separare. Dio in quanto santo è distinto e diverso da tutto ciò che è mondano. Egli è il ‘totalmente altro’. “Tu solo sei il Santo” cantiamo nel Gloria quando celebriamo l’Eucaristia. L’incontro con la santità di Dio ha perciò, per l’uomo dell’Antico Testamento, qualcosa di spaventoso. Possiamo incontrare Dio, come Mosè al roveto ardente, solo con il volto coperto (Es 3,6). Nessun uomo può vedere Dio senza morire (Es 19,29). Quando Dio appare ad Isaia nel tempio, gli appare in tutto il fulgore della sua divinità, al punto che il profeta viene colto dallo spavento e dal terrore: questa visione lo scuote fin nelle profondità della sua esistenza (Is 6,1-5). In Osea l’esperienza della santità di Dio è l’esperienza della sua compassione e del suo amore, che sconvolge e capovolge letteralmente tutte le categorie umane e mondane (Os 11,8 ss. ). Attraverso la sua santità, espressa in una misericordia e in un amore che si comunica, Dio è vicino all’uomo e lo fa partecipare alla propria vita e alla propria santità. Lo ha fatto «molte volte e in diversi modi». Da ultimo lo ha fatto per mezzo del Figlio. «Dio ci ha donato tutto quello che è necessario per una vita vissutasantamente» (2Pt 1,4). «Dio vuole farci partecipi della sua santità»

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17 Domenica del Tempo Ordinario

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di , 22 luglio 2015

17e-B-67521_395x210Letture: 2Re 4,42-44; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15
Siamo tutti un unico corpo 1 «Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione». Chiamati a far parte della famiglia di Dio mediante il battesimo, siamo costituiti anche come un unico corpo, in Cristo Gesù. Da qui l’esortazione paolina a «vivere in umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandoci a vicenda nell’amore». Siamo tutti un unico corpo: abbiamo a cuore di conservare una comunione vera e profonda per mezzo del vincolo della pace. Proviamo a trarre delle conseguenze pratiche da tutto questo. S.siamo un unico corpo, significa che la fame del fratello è anche la mia fame, il freddo che sente nelle sue ossa è anche il freddo che indurisce le mie membra, il giudizio che gli cade addosso, perché diverso da me, perché straniero, ammalato, povero, è il giudizio mortificante che sento pesare anche sopra il mio capo. Possiamo anche cercare di obiettare: cosa possiamo fare noi, di fronte a tante ingiustizie, di fronte a tanto dolore e disperazione? Abbiamo solo venti pani d’orzo. Abbiamo solo cinque pani e due pesci. C’è poco nelle mani dei poveri, e quel poco rischia di non essere sufficiente per nessuno. «Il venti per cento della popolazione mondiale consuma risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alle future generazioni ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere»

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Chi si lascia toccare dalla carne del Signore vive

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di , 25 giugno 2015

13° Domenica del Tempo Ordinario (anno B)
Letture: 1,13-15; 2,23-24; 2Cor 8,7.9.13-15; Mc 5,21-43

unnamed Chi si lascia toccare dalla carne del Signore, vive 1 «Si radunò attorno a Gesù molta folla, ed egli stava lungo il mare». La folla, che si muove ancora dentro l’orizzonte delle istituzioni giudaiche, vede in quest’uomo una speranza nuova. Gesù «stava lungo il mare»: il mare è il luogo di tutti, dove tutte le esperienze umane si incrociano; in questo senso è il simbolo dell’universalità: Gesù è in terra giudaica, ma il suo messaggio è per tutti.

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Festa del SS.Corpo e Sangue di Cristo

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di , 6 giugno 2015

corpo di cristo  Letture: Es 24,3-8; Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26 Una Parola che è come un pane per nutrire l’esistenza

1 «Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore». All’inizio di quella complessa realtà che noi siamo soliti chiamare ‘Parola di Dio’ c’è dapprima una esperienza, una storia. C’è, per esempio, la vicenda esemplare di un uomo come Mosè, allevato alla corte del faraone, travolto dalla paura per aver ucciso un egiziano, fuggiasco nel deserto, pastore di un gregge che non gli appartiene, adoratore di quel Dio che era stato il Dio dei suoi antenati, scoperto oltre il deserto, in una fiamma ardente. A questo pastore viene affidato il compito di condurre alla libertà una massa di schiavi rassegnati e stanchi, capaci solo di levare al cielo rumorose grida. Ma sembra che Dio ascolti più il grido degli oppressi, che le devote preghiere senza storia e senza dramma, e Mosè accetta questo incarico perché Dio stesso gli ha parlato. Come e quando gli ha parlato? In una lingua a noi incomprensibile: «Vi furono lampi, unanuvola densa sul monte e un suono fortissimo di corno» (Es 19,16). E ancora: «Il monte Sinai era tuttofumante…tutto il monte tremava molto.
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Discorso di Papa Francesco

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di , 23 maggio 2015

Cari fratelli, buon pomeriggio!

imgresSaluto tutti e saluto i nuovi nominati dopo l’ultima Assemblea, e anche i due nuovi Cardinali, creati dopo l’ultima Assemblea. Quando io sento questo passo del Vangelo di Marco, io penso: ma questo Marco ce l’ha con la Maddalena! Perché fino all’ultimo momento ci ricorda che lei aveva ospitato sette demoni. Ma poi penso: e io quanti ne ho ospitati? E rimango zitto. Vorrei innanzitutto esprimervi il mio ringraziamento per questo incontro, e per il tema che avete scelto: l’Esortazione apostolicaEvangelii gaudium.

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Catechismo degli adulti

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di , 8 maggio 2015

Presentazione Agli adulti, uomini e donne del nostro Paese, ai loro catechisti e alle comunità ecclesiali, i Vescovi italiani consegnano questo libro della fede, il catechismo

La verità vi farà liberi. Lo fanno con sentimenti di gioia e di gratitudine al Signore, sapendo quanto lungo e impegnativo è stato il cammino del testo, ed insieme nutrendo grande speranza per un suo diffuso e sapiente impiego nell’opera della nuova evangelizzazione. Di fronte a noi sono i bisogni di fede degli adulti italiani e le loro attese. Vivono e soffrono un tempo di cambiamento e di crisi, che tocca la globalità della vita, le verità fondanti, i valori etici elementari e coinvolge la stessa possibilità di pervenire a certezze di fede oggettive e universali. Eppure, anche in questo clima di incertezza e talvolta di smarrimento, non vi è per lo più un rifiuto preconcetto della componente religiosa dell’esistenza.

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Tommaso, compagno d’incredulità, maestro della fede

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di , 8 aprile 2015

Pasqua 2, anno B

Con grande forza gli Apostoli davano testimonianza della Resurrezione del Signore Gesù.
Dare testimonianza della resurrezione è diventare un popolo che ha un cuore solo e un’anima sola, vincendo la frantumazione dei pensieri e l’affermazione orgogliosa della propria individualità, che ci separa e ci divide dai fratelli. Se Gesù è risorto, non viviamo più per noi stessi, ma per colui che ha dato la vita per noi. In Gesù risorto apparteniamo gli uni agli altri. Diventiamo un corpo nel quale batte un cuore solo. Respiriamo con il medesimo soffio dello Spirito “la cui gioia segreta sarà sempre lo stabilire la comunione e il ristabilire la somiglianza, giocando con le differenze” (Frére Christian, monaco trappista, martire in Algeria).

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Anche Gesù va in collera

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di , 17 febbraio 2015

untitled.png sestaCristo e i lebbrosi – VI domenica del tempo Ordinario, anno B –  Mc 1,40-45

Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito 44e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione  quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

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Che cosa cercate?

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di , 19 gennaio 2015

761a4a107a7da075dca541076dc7f202 Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che  passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio!”. E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così,  seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: “Che  cosa cercate? “. Gli risposero: “Rabbì – che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori? “. Disse  loro: “Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero  con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia” – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa” – che significa Pietro.

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