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Affidiamo il nuovo anno a Maria e preghiamo per la pace nel mondo

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di , 30 dicembre 2013

DSC_0043 - CopiaMaria (in ebraico: מרים, Myrhiàm; aramaico: Maryām; greco: Μαρίαμ Mariam, Μαρία María; arabo: مريم, Maryam) è il nome della madre di Gesù. È venerata come “Santissima Madre di Dio” dai cattolici e dagli ortodossi (che la onorano del titolo di Θεοτόκος, Theotókos); la sua santità è comunque riconosciuta dalla Comunione anglicana e anche da confessioni protestanti come quella luterana. È usato anche il titolo di Madonna. Le è dedicata una sura nel Corano e anche per l’Islam la sua figura è degna di venerazione Nel cristianesimo il culto di Maria madre di Gesù ha origini remote, probabilmente risalenti alla chiesa primitiva. Un’antica tradizione narra che, laddove sorge la Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, un tempo sorgeva la “casa di Maria”. Ricerche archeologiche condotte alla fine degli anni sessanta dall’italiano Bellarmino Bagatti, documentano che l’attuale Basilica dell’Annunciazione è stata edificata su una più antica basilica bizantina del V secolo, che a sua volta è stata costruita su una chiesa del III secolo. Sotto quest’ultima è stata scoperta una costruzione rurale sulla cui parete sono stati ritrovati graffiti in lingua greca risalenti al II secolo, nei quali è scritto: “Luogo sacro a Maria” e “Kaire Maria” (Greco: XE MAPIA; ital.: “Ave Maria”

La Chiesa latina, come anche le chiese orientali, ha sviluppato il culto per Maria sia nella liturgia che nella devozione privata. Oltre a ciò, Maria è vista anche come modello di imitazione. Dal punto di vista teologico, la sua opera di mediazione tra Dio e l’umanità si spiega con l’investitura che ricevette da Gesù sulla croce, quando venne “donata” agli uomini per farli sentire più vicini a Lui. Soprattutto dopo l’ascensione di Gesù, Maria rimase il punto di riferimento per la comunità dei credenti appena sorta, preservandone l’unità di fronte alle nuove sfide e alle potenziali discordie che caratterizzarono la primissima era cristiana. Il culto verso la Beata Vergine andò poi aumentando fino a quando si arrivò a una notevole diffusione dopo il Concilio di Efeso (431), che la riconobbe ufficialmente come “Madre di Dio”.

Nell’esortazione apostolica Marialis Cultus di papa Paolo VI del 1974 al culto di Maria vengono date le seguenti indicazioni: esso deve attingere il più possibile alle Sacre Scritture, va collocato nel ciclo annuale delle liturgie ecclesiastiche, ha un orientamento ecumenico (volto cioè a promuovere l’unità dei cristiani), e guarda a Maria come a un modello di vergine, di madre e di sposa. Nell’esortazione apostolica sono presenti anche descrizioni e suggerimenti circa la preghiera del rosario, uno dei principali esercizi attraverso cui la Chiesa manifesta la propria devozione a Maria; sul rosario è tornato papa Giovanni Paolo II con la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariaedel 2002 per aggiungere ai quindici tradizionali misteri della gioia, del dolore e della gloria, cinque «misteri della luce» riguardanti la vita pubblica di Gesù (Battesimo, Nozze di Cana, Predicazione del Regno, Trasfigurazione, Istituzione dell’eucaristia). Giovanni Paolo II nel 1986 ha anche fatto pubblicare un nuovo messalecomprendente messe specifiche da dedicare alla Beata Vergine. Per la Chiesa cattolica, il dogma di Maria “Santissima Madre di Dio” poggerebbe anche nel passo del vangelo secondo Luca 1: 43, in cui Elisabetta si rivolge a Maria in questi termini: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento della Parola del Signore”.

Durante l’Anno liturgico della Chiesa cattolica sono varie le feste e memorie che ricordano Maria; non tutte celebrate per obbligo od in tutta la Chiesa; ad eccezione delle feste e delle solennità mariane:

  • 1º gennaio – Maria Santissima Madre di Dio – solennità
  • 2 febbraio – Presentazione al Tempio di Gesù e purificazione di Maria – festa
  • 11 febbraio – Nostra Signora di Lourdes – memoria
  • 25 marzo – Annunciazione del Signore – solennità
  • 13 maggio – Nostra Signora di Fatima – memoria
  • 24 maggio – Maria Ausiliatrice – memoria
  • 31 maggio – Visitazione della Beata Vergine Maria – festa
  • III sabato dopo la Pentecoste – Cuore Immacolato di Maria – memoria
  • 16 luglio – Beata Vergine Maria del Monte Carmelo – memoria
  • 5 agosto – Madonna della Neve – memoria
  • 15 agosto – Assunzione di Maria – solennità
  • 22 agosto – Beata Vergine Maria Regina – memoria
  • 8 settembre – Natività della Beata Vergine Maria – festa
  • 12 settembre – Santissimo Nome di Maria – festa
  • 15 settembre – Beata Vergine Maria Addolorata – memoria
  • 7 ottobre – Beata Vergine Maria del Rosario – memoria
  • 21 novembre – Presentazione della Beata Vergine Maria – memoria
  • 8 dicembre – Immacolata Concezione – solennità
  • 10 dicembre – Beata Vergine Maria di Loreto – memoria

In questa Solennità della S.Madre di Dio siamo invitati dalla Chiesa Universale ad implorare il Dono della Pace nel Mondo. Uniamoci alla preghiera di Papa Francesco affinchè la S.Vergine che ci ha donato il “Gesù redentore”interceda per il bene dell’umanità e apra il cuore di ogni uomo al dialogo e alla pacifica convivenza tra i popoli e le culture della terra. Madre di Dio, prega per noi

Il peccato è il nemico da combattere

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di , 23 maggio 2010

La Parola di Benedetto XVI al Regina Coeli

Grazie per questa vostra presenza e fiducia, grazie!  Quest’oggi il mio primo saluto va ai fedeli  laici venuti da tutta Italia, e al Cardinale Angelo Bagnasco che li accompagna come Presidente  della Conferenza Episcopale.  Vi ringrazio di cuore, cari fratelli e sorelle, per la vostra calorosa  e nutrita presenza!  Raccogliendo l’invito della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali,  avete aderito con entusiasmo a questa bella e spontanea manifestazione di fede e di solidarietà,  a cui partecipa pure un consistente gruppo di parlamentari e amministratori locali. 

A tutti desidero esprimere  la mia viva riconoscenza.  Saluto anche le migliaia di immigrati, collegati con noi da Piazza San Giovanni,  con il Cardinale Vicario Agostino Vallini, in occasione della “Festa dei Popoli”.  Cari amici, voi oggi mostrate  il grande affetto e la profonda vicinanza della Chiesa e del popolo italiano al Papa e ai vostri sacerdoti,  che quotidianamente si prendono cura di voi, perché, nell’impegno di rinnovamento spirituale e morale possiamo  sempre meglio servire la Chiesa, il Popolo di Dio e quanti si rivolgono a noi con fiducia.  Il vero nemico  da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i  membri della Chiesa. 

Viviamo nel mondo – dice il Signore – ma non siamo del mondo (cfr Gv 17, 14),  anche se dobbiamo guardarci dalle sue seduzioni.  Dobbiamo invece temere il peccato e per questo  essere fortemente radicati in Dio, solidali nel bene, nell’amore, nel servizio.  E’ quello che la Chiesa, i  suoi ministri, unitamente ai fedeli, hanno fatto e continuano a fare con fervido impegno per il bene spirituale e  materiale delle persone in ogni parte del mondo.  E’ quello che specialmente voi cercate di fare abitualmente  nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti: servire Dio e l’uomo nel nome di Cristo. 

Proseguiamo  insieme con fiducia questo cammino, e le prove, che il Signore permette, ci spingano a maggiore radicalità e  coerenza.  E’ bello vedere oggi questa moltitudine in Piazza San Pietro come è stato emozionante per me vedere  a Fatima l’immensa moltitudine, che, alla scuola di Maria, ha pregato per la conversione dei cuori.  Rinnovo  oggi questo appello, confortato dalla vostra presenza così numerosa!  Grazie!

Senza Dio l’uomo non sa dove andare

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di , 15 maggio 2010

Il pellegrinaggio di Papa Benedetto XVI a  Fatima: «Senza Dio l’uomo non sa dove andare»  (alcune riflessioni dall’ultima omelia in Portogallo) 

«Bisogna che uno divenga testimone, insieme a noi, della risurrezione, diceva  Pietro.  E il suo attuale Successore ripete a ciascuno di voi: Miei fratelli e sorelle,  bisogna che diventiate con me testimoni della risurrezione di Gesù»: è l’appello  lanciato questa mattina dal Papa in Portogallo, nell’omelia della messa solenne  celebrata nella città di Porto, sul grande piazzale dell’Avenida dos Aliados.  Benedetto XVI ha chiesto: «In effetti, se non sarete voi i suoi testimoni nel vostro  ambiente, chi lo sarà al vostro posto?  ».  Dopo avere parlato di «sproporzione tra le  forze in campo» nell’annuncio evangelico, ha ricordato che lo stesso Gesù era  «solo o quasi nei momenti decisivi». 

Eppure – ha aggiunto – «è avvenuto che,  alla fine, dallo stesso amore che ha creato il mondo, la novità del Regno è spuntata  come piccolo seme che germina la terra, come scintilla di luce che irrompe nelle tenebre, come alba di un  giorno senza tramonto».  Il Papa ha quindi sottolineato che tale compito di annuncio compete a ciascun credente, in quanto «il cristiano  è, nella Chiesa e con la Chiesa, un missionario di Cristo inviato nel mondo.  Questa è la missione improrogabile  di ogni comunità ecclesiale: ricevere da Dio e offrire al mondo Cristo risorto».

Le apparizioni di Maria a Fatima

di , 10 maggio 2009

Nostra Signora di Fatima (in portoghese: Nossa Senhora de Fatima) è uno degli appellativi con cui la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù,  Delle apparizioni mariane, quelle relative alla Nostra Signora di Fatima sono tra le più famose.  Nel 1915 una pastorella Lucia dos Santos (IO anni), mentre si trovava con alcune compagne, Maria Rosa, Maria Justino e Teresa Matias a pascolare le greggi presso i possedimenti paterni, vide una misteriosa figura “simile ad una statua di neve”.  Fuggita non volle raccontare nulla ai familiari, cosa che invece fecero le compagne. 

Fu per questo che Lucia preferì recarsi al pascolo di “Cabeco” con i due cugini, Francisco e Giacinta.  Mentre essi si riparavano dalla pioggia e giocavano apparve nuovamente quella figura, “un giovane fra i quattordici e i quindici anni, che il sole rendeva trasparente come se fosse di cristallo”che si rivelò un angelo e precisamente l’angelo della pace.  Questi invitò i bambini a pregare prostrati con lui in riparazione delle offese subite da Dio da parte dei peccatori…  Lucia narra che sia lei che Giacinta ; potevano udire le parole dell’angelo, solo a Francisco risultava impossibile, egli ascoltava le parole ripetute : dalle due compagne.  Riapparso nuovamente nell’estate del 1916 si rivelò come angelo protettore del Porto-!  gallo, ordinando ai pastorelli di fare sacrifici per la salvezza della loro patria, devastata dalle guerre civili li. 

Nell’ultima manifestazione, l’angelo apparve ai tre pastorelli con un calice ed un’ostia sanguinante nelle mani.  Porse il calice a Francisco e Giacinta e ordinò a Lucia di mangiare l’ostia, dopodiché pregò loro di fare sacrifici in riparazione degli oltraggi nei confronti del sacramento dell’Eucaristia.  Scomparso l’angelo, i pastorelli non ebbero più visioni fino al 1917 quando fecero il loro incontro con la Madonna in Cova d’Iria.  Secondo il i racconto tre piccoli pastori, i fratelli Francisco Marto e Giacinta Marto (9 e 7 anni) e la loro cugina Lucia, il 13 maggio 1917, mentre badavano al pascolo in località Conca di Iria, vicino alla cittadina di Fatima, riferirono di aver visto scendere una nube e, dal suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in |mano un rosario: la Madonna. 

Dopo questa prima apparizione la donna avrebbe dato appuntamento ai bambini per il 13 del mese successivo, e così per altri 5 incontri, dal 13 maggio fino al 13 ottobre.  Le apparizioni  continuarono e furono accompagnate da rivelazioni su eventi futuri, I due fratelli Francesco e Giacinta morirono qualche anno dopo a causa di una epidemia di spagnola che in quegli anni decimò la popolazione del Portogallo.  Lucia invece divenne suora carmelitana e mise per iscritto nelle sue memorie gli eventi accaduti a Fatitima così come lei stessa disse averli visti.  Nel 1930 la Chiesa cattolica, proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto.  Il santuario è stato visitato per la prima volta da papa Paolo VI il 13 : maggio 1967 e in seguito da papa Giovanni Paolo II, pontefice molto legato agli avvenimenti di Fatima, che  parecchie volte si recò in pellegrinaggio al santuario.

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