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SINODO PER LA FAMIGLIA 2015

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di , 9 ottobre 2015

Fate-ponti-in-questa-società-dove-c’è-l’abitudine-di-fare-muri-500x354INTRODUZIONE DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Aula del Sinodo Lunedì, 5 ottobre 2015 [Multimedia]

 

Cari Beatitudini, Eminenze, Eccellenze, fratelli e sorelle, La Chiesa riprende oggi il dialogo iniziato con la convocazione del Sinodo Straordinario sulla famiglia – e certamente anche molto prima – per valutare e riflettere insieme sul testo dell’Instrumentum laboris, elaborato a partire dalla Relatio Synodi e dalle risposte delle Conferenze Episcopali e degli organismi aventi diritto. Il Sinodo, come sappiamo, è un camminare insieme con spirito di collegialità e di sinodalità, adottando coraggiosamente la parresia, lo zelo pastorale e dottrinale, la saggezza, la franchezza, e mettendo sempre davanti ai nostri occhi il bene della Chiesa, delle famiglie e la suprema lex, la salus animarum (cfr Can. 1752). Vorrei ricordare che il Sinodo non è un convegno o un “parlatorio”, non è un parlamento o un senato, dove ci si mette d’accordo. Il Sinodo, invece, è un’espressione ecclesiale, cioè è la Chiesa che cammina insieme per leggere la realtà con gli occhi della fede e con il cuore di Dio; è la Chiesa che si interroga sulla sua fedeltà al deposito della fede, che per essa non rappresenta un museo da guardare e nemmeno solo da salvaguardare, ma è una fonte viva alla quale la Chiesa si disseta per dissetare e illuminare il deposito della vita.

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Discorso di Papa Francesco

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di , 23 maggio 2015

Cari fratelli, buon pomeriggio!

imgresSaluto tutti e saluto i nuovi nominati dopo l’ultima Assemblea, e anche i due nuovi Cardinali, creati dopo l’ultima Assemblea. Quando io sento questo passo del Vangelo di Marco, io penso: ma questo Marco ce l’ha con la Maddalena! Perché fino all’ultimo momento ci ricorda che lei aveva ospitato sette demoni. Ma poi penso: e io quanti ne ho ospitati? E rimango zitto. Vorrei innanzitutto esprimervi il mio ringraziamento per questo incontro, e per il tema che avete scelto: l’Esortazione apostolicaEvangelii gaudium.

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La giornata di Cafarnao

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di , 3 febbraio 2015

Paolo RubensIV domenica del tempo Ordinario, anno B – Mc 1,21-28

Giunsero a Cafàrnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed     erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24dicendo: “Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!”. 25E Gesù gli ordinò severamente: “Taci! Esci da lui!”. 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: “Che è mai questo?

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Per non dimenticare

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di , 29 gennaio 2015

ebrei Marcel Callo 6/12/1921, Rennes (Francia). 19/3/1945, Mathausen (Germania). 23 anni

A Mauthausen, il 19 marzo 1945, spirava Marcel Callo, scout e martire. Il Papa Giovanni Paolo II lo ha solennemente proclamato “beato”, in San Pietro in Roma, il 4 ottobre 1987: unoScout de France, Marcel Callo. Marcel Callo, quando era un giovanissimo Scout de France Al di là della notizia, un giovane, Marcel Callo, morto santamente in un campo di sterminio tra i più terribili, Mauthausen, la sera del 19 marzo 1945, a non ancora 24 anni. Era stato portato in Mauthausen dal lager di Flossemburg, e qui dal lager di Gotha, e qui dal campo di lavoro di Zella Mehlis, con una sentenza di condanna; troppo cattolico, “zu vile Katholisch”: se non si fosse manifestato “troppo cattolico”, sarebbe probabilmente rimasto in un campo di lavoro, e le bastonate, gli estremi sfinimenti forse gli sarebbero stati risparmiati.

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Omelia di S.E.R. Card. Angelo Scola, Arcivescovo di Milano

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di , 9 dicembre 2014

Basilica di Sant’Ambrogio, Milano, 7 dicembre 2014

1.Dio ci sorprende

Dio, ripete spesso Papa Francesco, ci sorprende sempre. La vita di Sant’Ambrogio ne è un esempio clamoroso.  Un’improvvisa acclamazione di popolo lo costrinse, mentre era un brillante funzionario della Roma imperiale (tral’ltro non ancora battezzato) ad interrompere la sua promettente carriera politica e a dedicarsi totalmente a Dio e ai  fratelli nel ministero episcopale. Così fu anche per san Paolo: «Io sono divenuto ministro secondo il dono della grazia  di Dio, che mi è stata concessa secondo l’efficacia della sua potenza» (Epistola, Ef 3,7).

Ambrogio si arrese a Dio solo dopo una strenua resistenza. Molti anni dopo in una commovente preghiera così si rivolgerà al Signore: «Adesso custodisci il dono che tu allora mi hai fatto nonostante le mie ripulse» (Ambrogio, De paenitentia). La vita è vocazione; e dalla totalità del nostro sì a Colui che ci ama e ci chiama dipende la nostra umana felicità e riuscita.

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Murano ha festeggiato S.Nicolò, Patrono dei vetrai

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di , 6 dicembre 2014

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Anche se la Crisi Economica internazionale da anni sta mettendo “in ginocchio” il Comparto della Vetraria, la Comunità Cristiana dell’Isola si e ritrovata ieri sera presso la Chiesa Parrocchiale di S.Pietro Martire per Celebrare nel segno della “fede e della speranza” la Festa di S.Nicolò Patrono dellArte Vetraria Muranese. In un clima di gioia e di preghiera adulti e bambini hanno accolto sua Eccellenza Mons. Dino De Antoni, Vescovo Emerito di Gorizia che su invito del Parroco Don Alessandrto Rosin ha Presieduto l’Eucarestia Concelebrata dal Parroco e due Sacerdoti Muranesi Don Umberto Bertola e Padre Giancarlo Lazzarini. Mons Dino sottolineando nella sua omelia le “virtù e le doti” di S.Nicola Vescovo di Mira ha voluto affermare a tutti noi che la Fede e la Carità vissute nell’ottica “dell’amore e del servizio ai fratelli”sono i pilastri portanti della vita del cristiano e ci aprono alla prospettiva della salvezza di Cristo che è venuto nel mondo non per essere servito ma per servire e donare la sua vita per la salvezza del mondo. Al termine della Celebrazione vissuta da tutti nel raccoglimento e nella preghiera la Famiglia Marcato ha voluto come tradizione offrire “il Pane di S.Nicolò”ricordando il caro Giovanni Marcato “Titolare del Panificio” che ogni anno confezionava con orgoglio e passione questo”dono” in memoria della carità del Santo Nicola. Dopo la S.Messa Mons Dino assieme a Don Alessandro e ai sacerdoti, si sono recati presso la Sala Pio X° nell’attiguo Patronato per aprire ufficialmente la “Mostra Vetraria” che come tradizione ogni anno viene allestita dall’Associazione Scuola di S.Nicolò con il contributo gratuito dei Maestri Vetrai che offrono i vetri il cui ricavato della vendita viene devoluto per le opere caritative delle Parrocchie di Murano. Oggi 6 Dicembre, la Festa di S.Nicolò ha avuto un ulteriore prolungamento con varie manifestazioni nell’arco della giornata con intrattenimenti musicali, degustazione di prodotti tipici e infine con una fiaccolata, che in serata ha visto “l’arrivo di S.Nicolò” che ha distribuito per la gioia dei più piccoli dolciumi e golosità in rispetto della tradizione secolare di questa festa.

Pellegrinaggio Mariano a Murano con il Patriarca

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di , 5 maggio 2014

DSC_1076 Sabato mattina il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia ha guidato a Murano il Pellegrinaggio Diocesano nel segno di Maria. Accolto dal parroco Don Alessandro Rosin e da Mons.Rino Vianello nella Chiesa di S.Maria degli Angeli gremita di fedeli ha proseguito processionalmente con la recita del S.Rosario per le fondamenta dell’isola fino alla Basilica dei SS.Maria e Donato dove con la Celebrazione Eucaristica e l’Atto di Affidamento alla Madonna ha concluso questo intenso momento di fede e di preghiera.Nella sua Omelia Mons.Moraglia ha voluto sottolineare in riferimento a Maria alcuni aspetti della nostra vita cristiana ribadendo con fermezza che :”La Fede è Fede Apostolica o è mancanza di Fede”e “Dio in ogni momento è sulle stracce di ogni uomo e vuole continuamente incontralo e ricevere da lui il suo “si”come lo ha fatto la Vergine nel Mistero della sua Annunciazione dove si è completamente affidata al progetto di Dio.Dopo la Celebrazione il Patriarca ha voluto soffermarsi con i fedeli salutandoli e intrattenendosi con loro a colazione sul campo antistante la basilica,dopodichè nel pomeriggio ha incontrato i ragazzi che si stanno preparando a ricevere il sacramento della Confermazione e alle ore 16,30 nella Parrocchia di S,Pietro Martire ha amministrato le S.Cresime concludendo in un clima di festa questa giornata che è rimasta nel cuore di tutti noi.

Il Patriarca Francesco “è venuto tra noi”

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di , 22 febbraio 2014

DSC_0134 Giovedì scorso 20 Febbraio la nostra Unità Pastorale di Murano è stata” allietata”nel pomeriggio dalla visita del nostro Patriarca Francesco Moraglia. Sua prima sosta, nella Basilica dei SS.Maria e Donato, chiesa “madre “dell’isola dove ad attenderlo in preghiera si erano riuniti numerosi fedeli accomunati dalla recita del santo rosario. Qui Mons. Francesco, dopo aver compiuto ” L’Atto di Affidamento dell’Isola” nelle mani della ” Vergine Orante”, ha ricevuto l’accoglienza da parte del Parroco Don Alessandro Rosin, che con brevi ma toccanti parole ha presentato la realtà delle nostre Comunità Cristiane e l’espressione artistica delle nostre Chiese Parrocchiali in cui queste sono “inserite”. Il Patriarca dopo i saluti ha voluto sottolineare il nostro “privilegio” di vivere la fede attorniati da questi”stupendi capolavori d’arte” e ha invitato i presenti a ricordare nella preghiera “coloro che ci hanno preceduto e che ci hanno lasciato in dono queste “preziose eredità” che rappresentano i valori autentici di una fede vissuta e tradotta in immagini ed in forme “ineguagliabili”. Accompagnato da Don Alessandro, poi Mons. Moraglia ha voluto procedere a piedi verso S.Pietro Martire dove lo attendevano una numerosa assemblea di ragazzi accompagnati dalle giovani famiglie.

DSC_0293Anche con loro, il Patriarca ha voluto intrattenersi per un dialogo “cordiale e fraterno”rispondendo alle varie domande proposte dai ragazzi e successivamente incontrando in Sala Zanetti il mondo giovanile degli “Scout di Murano”. Alle 19 è iniziata in S.Pietro la solenne Concelebrazione Eucaristica, a cui oltre al Vescovo erano presenti il Parroco Don Alessandro, Mons. Dino Pistolato, Mons. Rino Vianello, Don Umberto Bertola, Don Luciano Barbaro e Don Morris segretario particolare di sua Eccellenza. Nella sua omelia il Patriarca ha voluto sottolineare il ruolo della “famiglia e degli educatori”nella società del nostro tempo e l’impegno che il cristiano deve assumere con “coraggio e speranza”nelle sfide che la vita continuamente propone. Al termine della S.Messa, molti presenti hanno voluto salutare personalmente il Patriarca davanti al presbiterio con una parola e una fraterna stretta di mano per poi proseguire nella Sala Pio X° dove dopo un “momento conviviale” Mons. Francesco si è accomiatato con la promessa di far ritorno in primavera per il Pellegrinaggio Mariano alla Basilica di S.Maria e Donato e per l’Amministrazione a S.Pietro del Sacramento della Confermazione.

Visita Pastorale del Santo Padre ad Aquileia e Venezia

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di , 24 aprile 2011

Sabato 7 maggio 2011

  • 16.15 Arrivo all’Aeroporto di Ronchi dei Legionari (Gorizia).
  • 16.45 Incontro con la cittadinanza nella piazza Capitolo di Aquileia. Saluto del Santo Padre.
  • 17.00 Assemblea del secondo convegno di Aquileia nella Basilica di Aquileia. Discorso del Santo Padre.
  • 18.15 Partenza in elicottero dall’Area di Mercato adiacente alla Basilica di Aquileia per Venezia.
  • 18.45 Arrivo all’Eliporto del Collegio Navale “F. Morosini” a Sant’Elena.
  • 19.00 Incontro con la cittadinanza nella piazza San Marco di Venezia. Discorso del Santo Padre.
    E’ possibile stare in piazza San Marco ad accogliere il Papa
  • 19.30 Venerazione delle Reliquie di San Marco nella Basilica San Marco di Venezia.

Domenica 8 maggio 2011

  • 10.00 Santa Messa nel Parco San Giuliano di Mestre, omelia del Santo Padre, recita del Regina Coeli, saluto del Santo Padre.
  • 12.30 Partenza in motovedetta da Mestre per la Piazza San Marco di Venezia.
  • 16.45 Assemblea per la chiusura della visita pastorale diocesana nella Basilica San Marco di Venezia, discorso del Santo Padre.
    E’ possibile stare in piazza San Marco ad accogliere il Papa
  • 17.45 Partenza in gondola dalla Piazza San Marco per la Basilica della Salute di Venezia.
  • 18.00 Incontro con il mondo della cultura e dell’economia nella Basilica della Salute di Venezia, discorso del Santo Padre.
  • 18.45 Benedizione al termine dei lavori di restauro della Cappella della SS. Trinità , inaugurazione dei locali della Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia.
  • 19.15 Partenza in motovedetta dalla Sede del Seminario Patriarcale per Tessera.

 Ci troviamo in zona Angeli alle ore 19.00 per salutare il Papa in partenza per Roma

La Parola della Domenica

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di , 19 febbraio 2011

7ª del Tempo Ordinario
Lv 19, 1-2.17-18   Ama il prossimo tuo come te stesso
Sal 102   Il Signore è buono e grande nell’amore
1Cor 3, 16-23   Tutto è vostro, ma voi siete di Cristo è di Dio
Mt 5, 38-48   Amate i vostri nemici

C’è un filo conduttore molto particolare nelle letture che vengono proposte in  questa domenica del tempo ordinario.  In modo molto particolare potremmo  dire che ci viene proposto di fare tutto il contrario di quello che il senso comune del mondo degli uomini ci  imporrebbe di ritenere corretto, intelligente e alla moda.  Ecco, riassumere le Sacre Scritture con una frase  del genere non è certamente da esegeti, ma ci pare perfettamente in linea con le parole di Gesù.  Non dobbiamo  fare i sapienti, scopriremmo di essere sempre ignoranti e limitati, non cerchiamo di imporci sull’altro,  né con la forza, né con l’inganno, ma neppure con il diritto della legge dell’uomo.  I nostri limiti ci impongono  prudenza e umiltà.  E’ il famoso brano evangelico del “porgere l’altra guancia”, “dell’amare il proprio nemico”,  del mettersi al servizio degli altri.  Come è difficile aderire a questa “legge”!  Ma perché Gesù ha imposto una  legge così difficile da osservare?  No, nessuna imposizione.  Gesù ha correttamente riletto le antiche scritture  che la natura umana ha distorto, trasformato a proprio uso e consumo.  E sono leggi che fanno parte della  più antica sapienza, centro del messaggio biblico, ma comune alla gran parte delle religioni.  Iddio disse a  Mosè: “ama il prossimo tuo come te stesso”: ma appare davvero difficile alla natura umana entrare in questo  modo di essere?  Con sincerità dobbiamo riconoscere che abbiamo qualche nemico, qualche persona  insopportabile cui non concediamo non solo il nostro amore, ma cui elargiamo a piene mani odio, insofferenza.  Il nemico politico, il vicino di casa rompiscatole, il parente prepotente, il collega di ufficio invadente, il  “capo” insopportabile.  Dobbiamo amare anche loro!  Ma come si fa?  Come è possibile?  Paolo fa una osservazione  molto forte ed apparentemente esagerata: Dio abita in noi, quindi deve essere tutto possibile.  Dio  mio!  Come fare a seguire questi precetti?  Rileggendo queste letture ci sono venuti alla mente due suggerimenti  molto forti e importanti.  Il primo lo indica il Salmo.  Secondo noi è una preghiera che dà un grande forza  e fiducia nel sostegno del Signore e nelle nostre possibilità.  Il secondo è l’applicare quel “voto all’amore”  che ci viene proposto per essere “simili” a Dio.  Troppo facile amare chi ci ama.  C’è sempre attenzione all’altro?  Quanto ci condiziona il modo di pensare comune, le mode, l’adeguarci al mondo secolarizzato.  Diamo  una svolta alla nostra vita e impareremo a trasformare anche il  mondo che ci circonda.  Abbiamo già ampiamente sperimentato  quanto sia impossibile trasformare il mondo intorno a noi combattendolo,  contrastandolo, cercando di imporre la nostra umana  idea.  Proviamo ad amarlo, ad amarci, ad amare anche il nemico  e l’avversario.  E’ un modo per essere figli di Dio.  La nostra  meta non è questo mondo, cerchiamo di avviarci verso il nostro  obiettivo mano nella mano con i fratelli. 

[omelia frati cappuccini]

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