Tag articolo: Papa

Come si crea l’armonia

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di , 7 aprile 2016

PAPA FRANCESCO MEDITAZIONE

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Per vivere in armonia e nel sostegno reciproco la comunità cristiana deve rinascere dallo Spirito Santo. E ci sono due segni per capire di essere sulla strada giusta: il disinteresse verso il denaro e il coraggio di testimoniare Cristo risorto. Lo ha affermato Papa Francesco nella messa celebrata martedì mattina, 5 aprile, nella cappella della Casa Santa Marta. Un’indicazione accompagnata dall’avvertenza di non confondere la vera armonia con una tranquillità negoziata o ipocrita. «Gesù dice a Nicodemo che si deve rinascere, ma rinascere dallo Spirito: è proprio lo Spirito che ci dà una nuova identità, ci dà una forza, un modo di agire nuovi»: ecco la chiave di lettura proposta dal Pontefice, alla luce del passo evangelico di Giovanni (3,7-15) proposto dalla liturgia del giorno.

 

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Gesù, tentato come noi

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di , 11 febbraio 2016

1-avv[1] È la prima domenica del tempo di Quaresima, tempo severo ma “favorevole” (2Cor 6,2) per il cristiano: soprattutto, tempo di lotta contro le tentazioni. Per questo la chiesa all’inizio di questo tempo ci offre sempre il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto, tentazioni che secondo Luca saranno sempre presenti nella sua vita, fino alla fine (cf. Lc 23,35-39). Anche Gesù sapeva che sta scritto: “Figlio, se vuoi servire il Signore, preparati alla tentazione” (Sir 2,1). Gesù era stato immerso nel Giordano dal suo maestro Giovanni il Battista, e durante quell’immersione lo Spirito santo era sceso su di lui dal cielo aperto, mentre la voce del Padre gli diceva: “Tu sei il mio Figlio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento” (Lc 3,22).

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Un’immersione per la remissione dei peccati

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di , 9 dicembre 2015

 

1 DOMENICA AVVENTO[1] I domenica di Avvento Anno C, notte del 6 dicembre 2015
Lc 3,1-6

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:

Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate isuoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

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17 Domenica del Tempo Ordinario

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di , 22 luglio 2015

17e-B-67521_395x210Letture: 2Re 4,42-44; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15
Siamo tutti un unico corpo 1 «Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione». Chiamati a far parte della famiglia di Dio mediante il battesimo, siamo costituiti anche come un unico corpo, in Cristo Gesù. Da qui l’esortazione paolina a «vivere in umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandoci a vicenda nell’amore». Siamo tutti un unico corpo: abbiamo a cuore di conservare una comunione vera e profonda per mezzo del vincolo della pace. Proviamo a trarre delle conseguenze pratiche da tutto questo. S.siamo un unico corpo, significa che la fame del fratello è anche la mia fame, il freddo che sente nelle sue ossa è anche il freddo che indurisce le mie membra, il giudizio che gli cade addosso, perché diverso da me, perché straniero, ammalato, povero, è il giudizio mortificante che sento pesare anche sopra il mio capo. Possiamo anche cercare di obiettare: cosa possiamo fare noi, di fronte a tante ingiustizie, di fronte a tanto dolore e disperazione? Abbiamo solo venti pani d’orzo. Abbiamo solo cinque pani e due pesci. C’è poco nelle mani dei poveri, e quel poco rischia di non essere sufficiente per nessuno. «Il venti per cento della popolazione mondiale consuma risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alle future generazioni ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere»

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Festa del SS.Redentore

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di , 19 luglio 2015

Letture: Ez 34,11-16; Rm 5,5-11; Gv 3,13-17
Anche la Chiesa deve invocare guarigione

La festa più sentita dai veneziani è quella del Redentore. La grande epidemia di peste del 1575, che investì tutta l’Italia, fece a Venezia cinquantamila vittime. Vista l’inutilità di ogni rimedio, il doge esortò il popolo a pregare e deliberò la costruzione di un tempio votivo dedicato al Redentore non appena la pestilenza fosse terminata. S.decretò che la terza domenica di luglio, mese in cui il morbo cessò, fosse per sempre dedicata al pellegrinaggio di tutta la città al tempio votivo, costruito poi da Andrea Palladio.

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Famiglia: mobilitazione nazionale il 20 giugno a Roma

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di , 19 giugno 2015

Manifestazione a piazza San Giovanni

images “Per promuovere il diritto del bambino a crescere con mamma e papà, vogliamo difendere la famiglia naturale dall’assalto a cui è costantemente sottoposta da questo Parlamento, vogliamo difendere i nostri figli dalla propaganda delle teorie gender che sta avanzando surrettiziamente e in maniera sempre più preoccupante nelle scuole”. Il comitato “Difendiamo i nostri figli”, spiega così la convocazione a Roma per il prossimo 20 giugno di una manifestazione che si annuncia imponente a difesa dell’istituto del matrimonio, della famiglia composta da un uomo e da una donna, del diritto del bambino ad avere una figura materna e una paterna, senza dover subire già dalla scuola dell’infanzia la propaganda dell’ideologia gender definita da Papa Francesco “un errore della mente umana”. Spiegano i promotori: “Chiamiamo alla mobilitazione nazionale tutte le persone di buona volontà, cattolici e laici, credenti e non credenti, per dire no all’avanzata di progetti di legge come il ddl Cirinnà che dell’ideologia gender sono il coronamento e arrivano fino alla legittimazione della pratica dell’utero in affitto.

Solo l’amore di Cristo può possedermi fino in  fondo

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di , 19 giugno 2015

12° Domenica del Tempo Ordinario (anno B)

Letture: Gb 38,1.8-11; 2Cor 5,14-17; Mc 4,35-41

Ges e la tempesta sedata«Se.uno è in Cristo è una nuova creatura». Me la ricordo bene questa parola, perché ha determinato la conversione della mia vita. I lettori mi scuseranno se, allora, parlerò un poco della mia storia, ma lo faccio solo nella speranza di dare concretezza alla Parola della Scrittura. Molti sapranno degli avvenimenti che segnarono la fine degli anni sessanta del secolo scorso. Era appena terminato il Concilio, nato dalla profezia di papa Giovanni, che voleva un profondo rinnovamento della Chiesa, affinché fosse in grado di dialogare con la modernità. Anche dal mondo delle università e delle fabbriche, da ogni luogo dove si guardava al futuro con uno sguardo di rinnovata speranza, dilagava come un’onda di piena, un irresistibile movimento popolare e giovanile che premeva a gran voce per il cambiamento rapido delle strutture e delle istituzioni.

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Discorso di Papa Francesco

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di , 23 maggio 2015

Cari fratelli, buon pomeriggio!

imgresSaluto tutti e saluto i nuovi nominati dopo l’ultima Assemblea, e anche i due nuovi Cardinali, creati dopo l’ultima Assemblea. Quando io sento questo passo del Vangelo di Marco, io penso: ma questo Marco ce l’ha con la Maddalena! Perché fino all’ultimo momento ci ricorda che lei aveva ospitato sette demoni. Ma poi penso: e io quanti ne ho ospitati? E rimango zitto. Vorrei innanzitutto esprimervi il mio ringraziamento per questo incontro, e per il tema che avete scelto: l’Esortazione apostolicaEvangelii gaudium.

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VI Domenica di Pasqua

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di , 9 maggio 2015

PasqA6-w2Letture: At 10,25-26.34-35.44-48; 1Gv 4,7-10; Gv 15,9-17

Tutto si risolve solo nell’amore
«In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui». Un tempo molti pensavano che la salvezza fosse ‘meritata’ dalle opere compiute. S.passava la vita ad acquistare meriti per assicurarsi il paradiso. E molti altri, tra i quali il nostro fratello Martin Lutero, leggendo in modo attento le Sacre Scritture, ci hanno fatto comprendere che la verità non era esattamente questa. «A nulla valgono le opere – dicevano –; ci si salva solo mediante la fede». Abbiamo impiegato un po’ di tempo, con dispute infinite e con divisioni laceranti, e alla fine abbiamo ammesso che doveva essere proprio così. Ma abbiamo cambiato solo il vocabolario, non la comprensione della questione. Molti continuano a pensare la fede come ad un’opera. Tant’è che si diceva – e si dice ancora – «Io ho la fede, e dunque mi salvo; ma che ne sarà di coloro che non hanno la fede?

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Aquile randagie

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di , 15 aprile 2015

RaiStoria_AquileRandagieS.facevano chiamare Aquile randagie i ragazzi del gruppo di scout di Milano e Monza che svolgeva attività giovanili clandestine durante il periodo del fascismo. Una legge (la n. 5 del 9 gennaio 1927), una delle cosiddette Leggi Fascistissime, aveva decretato infatti lo scioglimento dei Reparti Scout nei centri inferiori a 20.000 abitanti, e l’obbligo di inserire l’acronimo ONB (Opera Nazionale Balilla) nelle insegne dei rimanenti. Papa Pio XI fu costretto a dichiarare sciolto l’ASCI il 24 gennaio dello stesso anno.

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