Tag articolo: Papa

Tommaso, compagno d’incredulità, maestro della fede

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di , 8 Aprile 2015

Pasqua 2, anno B

Con grande forza gli Apostoli davano testimonianza della Resurrezione del Signore Gesù.
Dare testimonianza della resurrezione è diventare un popolo che ha un cuore solo e un’anima sola, vincendo la frantumazione dei pensieri e l’affermazione orgogliosa della propria individualità, che ci separa e ci divide dai fratelli. Se Gesù è risorto, non viviamo più per noi stessi, ma per colui che ha dato la vita per noi. In Gesù risorto apparteniamo gli uni agli altri. Diventiamo un corpo nel quale batte un cuore solo. Respiriamo con il medesimo soffio dello Spirito “la cui gioia segreta sarà sempre lo stabilire la comunione e il ristabilire la somiglianza, giocando con le differenze” (Frére Christian, monaco trappista, martire in Algeria).

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Nutrire il pianeta non sia solo uno slogan

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di , 1 Marzo 2015

La Stampa, 15 febbraio 2015 – di ENZO BIANCHI

La febbre per l’Expo di Milano è salita, e grande è l’attesa per la kermesse, intensa la sua preparazione: ormai è presentata ogni giorno di più come il grande evento, capace di mutare la sorte del nostro paese e del nostro futuro. Dai diversi annunci quotidiani di iniziative e incontri culturali tutto sembra nuovissimo e inedito: si è portati a credere che si stia andando verso un evento escatologico. Anche l’area cattolica si è mobilitata e, come quasi sempre succede, lo sta facendo per lo più appiattendosi sui percorsi più facili e imitandone lo stile, nella speranza di ottenere la stessa performance che eccita tutti. Ormai, lo dico con tristezza, anche la pastorale si è piegata ai temi dell’Expo e perfino nelle omelie domenicali si affrontano quegli argomenti anziché annunciare il vangelo.

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Ascoltate lui, il Figlio amato!

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di , 28 Febbraio 2015

ii domenica di quaresimaII domenica di Quaresima, anno B – Mc 9,2-10

Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

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Per non dimenticare

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di , 29 Gennaio 2015

ebrei Marcel Callo 6/12/1921, Rennes (Francia). 19/3/1945, Mathausen (Germania). 23 anni

A Mauthausen, il 19 marzo 1945, spirava Marcel Callo, scout e martire. Il Papa Giovanni Paolo II lo ha solennemente proclamato “beato”, in San Pietro in Roma, il 4 ottobre 1987: unoScout de France, Marcel Callo. Marcel Callo, quando era un giovanissimo Scout de France Al di là della notizia, un giovane, Marcel Callo, morto santamente in un campo di sterminio tra i più terribili, Mauthausen, la sera del 19 marzo 1945, a non ancora 24 anni. Era stato portato in Mauthausen dal lager di Flossemburg, e qui dal lager di Gotha, e qui dal campo di lavoro di Zella Mehlis, con una sentenza di condanna; troppo cattolico, “zu vile Katholisch”: se non si fosse manifestato “troppo cattolico”, sarebbe probabilmente rimasto in un campo di lavoro, e le bastonate, gli estremi sfinimenti forse gli sarebbero stati risparmiati.

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Discorso del papa sul terrorismo islamico

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di , 13 Gennaio 2015

papa-francesco-udienza-generaleDiscorso del papa al corpo diplomatico della Santa Sede – Lunedi 12-01-2015

Il terrorismo fondamentalista «rifiuta Dio stesso», e di fronte ai risvolti «agghiaccianti» per il dilagare del terrorismo «auspico che i leader religiosi, politici e intellettuali specialmente musulmani, condannino qualsiasi interpretazione fondamentalista ed estremista della religione» che giustifica la violenza. È quanto ha detto Francesco questa mattina ricevendo il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, nel tradizionale incontro d’inizio anno, occasione per il Papa di presentare uno sguardo sulla situazione del mondo.

Il Papa ricordando i racconti della natività, ha detto che fin da subito Gesù Bambino viene scartato, lasciato fuori al freddo. «E se così è stato trattato il Figlio di Dio, quanto più lo sono tanti nostri fratelli e sorelle!». Emblema di questo atteggiamento è il re Erode, che fa uccidere tutti i bambini di Betlemme: Il pensiero corre subito al Pakistan, dove un mese fa oltre cento bambini sono stati trucidati con inaudita ferocia», ha detto Francesco, assicurando vicinanza alle famiglie delle vittime.

Oro, incenso e mirra

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di , 6 Gennaio 2015

F29ImdA Tre re, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra. Si incontrarono vicino a Gerusalemme e, pur parlando lingue diverse, si compresero e si accorsero di avere la stessa meta; così proseguirono il viaggio insieme.Giunti a Gerusalemme, chiesero a Erode di aiutarli a trovare il bambino predestinato a essere re dei giudei.Erode sostenne di non sapere dove fosse, ma chiese loro di tornare se l’avessero trovato. Avvertiti in sogno del pericolo, i tre non tornarono mai più da Erode.Giunti alla grotta offrirono a Gesù i loro doni, lo adorarono e ripartirono.Secondo un vangelo apocrifo, i loro nomi erano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre e fu Papa Leone Magno che ne fissò il numero a tre.Il numero tre permette di identificare i Magi con le tre razze in cui si divide l’umanità e che discendono, secondo l’Antico Testamento, dai figli di Noè.Gaspare, mistico re dell’Armenia, lasciò l’intero potere a suo fratello Ntikran per andare a cercare Gesù. Era probabilmente un seguace di Zoroastro. Era un giovanotto rude, discendente di Cam, uno dei figli di Noè.Baldassarre, re arabo del deserto, era giovane e di carnagione scura, e discendeva da Jafet, un altro figlio di Noè.Melchiorre era in realtà il soprannome del maharaja indiano Ram, che pure lasciò il potere a suo fratello per partire verso Gerusalemme insieme al saggio Tsekinata suo amico.Il soprannome gli deriva dalla frase che pronuncio’ inchinandosi davanti a Gesù bambino: ‘Cham el chior’ (ho visto Dio). Era anziano, con i capelli bianchi e la barba lunga e discendeva da Sem, figlio di Noè.I Magi portarono a Gesù Bambino tre doni che simboleggiano la sua duplice natura di essere umano e di figlio di Dio: l’oro, il dono riservato ai re, l’incenso, usato per adorare l’altare di Dio, e la mirra, il balsamo per i defunti.I teschi dei Re Magi, con le corone d’oro ingioiellate, sono tuttora tra le reliquie della cattedrale di Colonia.

Esame di coscienza per la Chiesa

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di , 3 Gennaio 2015

papa francesco all CURIADiscorso del Papa alla curia romana per gli auguri di Natale

Ecco le malattie che il Papa, nella udienza alla curia per gli auguri di Natale, ha elencato e  analizzato invitando alla riflessione, alla penitenza e alla confessione, in questi giorni che se  parano dal Natale.

La prima é la “malattia del sentirsi immortali, immuni da difetti, trascurando i  controlli” un corpo che non fa “autocritica, non aggiorna e non cerca di migliorarsi, è un  corpo infermo”. Il Papa ha suggerito una “ordinaria visita ai cimiteri, dove vediamo i nomi di tante persone che si consideravano immuni e indispensabili”. Questa malattia, ha commentato il Papa, “deriva spesso dalla patologia del potere, dal narcisismo che guarda la propria immagine e non vede il volto di Dio impresso” negli altri, sopratutto “i più deboli”. “Antidoto a questa epidemia – ha suggerito il Pontefice – è la grazia di sentirci peccatori, e il dire ‘siamo servi inutili'”.

Omelia di S.E.R. Card. Angelo Scola, Arcivescovo di Milano

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di , 9 Dicembre 2014

Basilica di Sant’Ambrogio, Milano, 7 dicembre 2014

1.Dio ci sorprende

Dio, ripete spesso Papa Francesco, ci sorprende sempre. La vita di Sant’Ambrogio ne è un esempio clamoroso.  Un’improvvisa acclamazione di popolo lo costrinse, mentre era un brillante funzionario della Roma imperiale (tral’ltro non ancora battezzato) ad interrompere la sua promettente carriera politica e a dedicarsi totalmente a Dio e ai  fratelli nel ministero episcopale. Così fu anche per san Paolo: «Io sono divenuto ministro secondo il dono della grazia  di Dio, che mi è stata concessa secondo l’efficacia della sua potenza» (Epistola, Ef 3,7).

Ambrogio si arrese a Dio solo dopo una strenua resistenza. Molti anni dopo in una commovente preghiera così si rivolgerà al Signore: «Adesso custodisci il dono che tu allora mi hai fatto nonostante le mie ripulse» (Ambrogio, De paenitentia). La vita è vocazione; e dalla totalità del nostro sì a Colui che ci ama e ci chiama dipende la nostra umana felicità e riuscita.

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Maria immacolata “donna eucaristica”

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di , 7 Dicembre 2014

DSC_0084In preparazione alla festa dell’Immacolata si è svolto ieri presso il centro pastorale diocesano “Card. Urbani di Zelarino” l’incontro prenatalizio formativo per i ministri straordinari della comunione. Tenendo conto della vicinanza di questa solennità mariana il tema dell’incontro è stato “Maria donna eucaristica” e l’animatore nonchè direttore dell’ufficio liturgico mons. Orlando Barbaro ha sviluppato a tutti i presenti lo stretto “rapporto tra Maria e l’Eucarestia” citando alcuni passaggi dell’enciclica di papa S.Giovanni Paolo II intitolata “Ecclesia de Eucaristia”. Nella sua esposizione mons. Barbaro ci ha parlato di “Eucarestia come dono e chiamata” che deve essere accolto, vissuto, testimoniato e donato a sua volta alla comunita’cristiana. in Maria questi atteggiamenti si sono pienamente realizzati e compiuti con il suo “si” e con il suo “eccomi al Signore” diventando attraverso il piano di dio “tabernacolo della sua presenza”. questo “tabernacolo della presenza di dio” non è stato solo un privilegio riservato a maria nel “mistero dell’incarnazione divina, ma in virtù del Battesimo e della grazia dello Spirito Santo è “parte integrante della vita di ogni cristiano” che come dice S.Paolo è “tempio dello spirito e dimora dell’Eterno”. Portare Gesù nella vita quotidiana dunque, non è solo nutrirsi del pane eucaristico ma bensì come lo fu per Maria permeare tutta la nostra esistenza alla luce della Parola, dell’accoglienza del servizio e della testimonianza. Il compito che nelle nostre nostre comunità parrocchiali viene affidato ai “ministri straordinari della comunione” deve far trasparire questa particolare “vocazione alla sequela e al servizio di Cristo”.

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Essere ministri dell’Eucarestia non è un “particolare privilegio riservato a pochi” ma una maniera concreta di vivere la vocazione di discepoli e servi del Signore. Sull’esempio della Vergine Madre, deve trasparire il nostro stretto legame con colui che viene affidato alle nostre mani perchè venga “donato e offerto ai fratelli” e con lui, come per Maria, questo è possibile se in quel “donarlo” ci siamo anche noi con tutta la nostra vita e con tutto il nostro amore.

 

Discorso del Papa a Stasburgo

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di , 28 Novembre 2014

DISCORSO DEL SANTO PADRE AL PARLAMENTO EUROPEO
Strasburgo, Martedì 25 novembre 2014

Signor Presidente, Signore e Signori Vice Presidenti, Onorevoli Eurodeputati, Persone che lavorano a titoli diversi in quest’emiciclo, cari amici,

vi ringrazio per l’invito a prendere la parola dinanzi a questa istituzione fondamentale della vita dell’Unione Europea e per l’opportunità che mi offrite di rivolgermi, attraverso di voi, agli oltre cinquecento milioni di cittadini che rappresentate nei 28 Stati membri. Particolare gratitudine, desidero esprimere a Lei, Signor Presidente del Parlamento, per le cordiali parole di benvenuto che mi ha rivolto, a nome di tutti i componenti dell’Assemblea.

La mia visita avviene dopo oltre un quarto di secolo da quella compiuta da Papa Giovanni Paolo II. Molto è cambiato da quei giorni in Europa e in tutto il mondo. Non esistono più i blocchi contrapposti che allora dividevano il continente in due e si sta lentamente compiendo il desiderio che «l’Europa, dandosi sovranamente libere istituzioni, possa un giorno estendersi alle dimensioni che le sono state date dalla geografia e più ancora dalla storia»[1].

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