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Papa Francesco per la quaresiama parla di “Miseria materiale, miseria morale, miseria spirituale”

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di , 4 Febbraio 2014

Papa-Francescorr5“Quante persone hanno smarrito il senso della vita, sono prive di prospettive sul futuro e hanno perso la speranza!”. Papa Francesco lo scrive nel suo primo messaggio per la Quaresima, presentato oggi in Vaticano. Un testo nel quale Bergoglio, tra l’altro, descrive “tre tipi di miseria”, quella “materiale”, quella “morale” – che “può ben chiamarsi suicidio incipiente” perché causata non di rado da mancanza di lavoro, salute ed educazione – e quella “spirituale”. E invita i fedeli a vedere nel periodo che precede la Pasqua un “tempo adatto per la spogliazione”.

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San Martino da Tours, fra storia e leggenda

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di , 1 Novembre 2013

Forse non tutti sanno che, anticamente anche nella nostra Isola di Murano sorgeva una Chiesa e un monastero dedicati a San Martino (scomparsi nel 1815 dopo le soppressioni Napoleoniche) e che il luogo della loro ubicazione era prospicente la fondamenta Navagero vicino a palazzo Trevisan.  Anche a Murano dunque il culto di questo santo era vivo sin dal 1137 data in cui chiesa e monastero furono edificati dalla famigla Marcello.  La devozione a S.  Martino dunque è sempre stata viva anche nella vita di fede della nostra Laguna e ha da secoli suscitato un fascino particolare nel cuore della nostra gente e soprattutto neirimmaginario dei bambini che ancora oggi nel giorno della sua festa (11 novembre) chiedono dolciumi e cantano una filastrocca accompagnata dal suono di pentole e coperchi.  Le fonti storiche raccontano che Martino nacque nel 316 o 17.  in Pannonia (attuale Ungheria) e che il padre Tribuno Militare dell’Impero Romano lo chiamò con tale nome in onore a Marte,dio della guerra.  Iniziato sin dalla sua adolescenza alla carriera militare,Martino diventò presto un soldato e con il grado di “circitor”(caporonda di notte e addetto all’ispezione dei posti di guardia) durante uno di questi compiti avvenne il fatto miracoloso che cambiò definitivamente la sua vita.  Un giorno di freddo autunno presso la città francese di Amiens(allora Gallia) incontrò ai bordi della strada un poveraccio seminudo coperto solo di pochi stracci che a stenti si teneva in piedi.  Preso da compassione mise la mano nella sua borsa in cerca di qualche soldo ma la trovò vuota perchè aveva già dato tutto in elemosina e malgrado la sua paga da ufficiale era rimasto al verde.  Allora con un colpo della sua daga tagliò metà del suo rosso mantello e lo mise sulle spalle del viandante salvandolo così da morte certa.  La tradizione vuole che subito il freddo si addolcì il cielo si rasserenò e il sole con i suoi raggi riscaldò l’aria gelida di quel mattinole fu “l’estate di S.  Martino.  “Nella notte succesiva a Martino apparve Gesù in sogno coperto dalla metà del suo mantello che diceva:”Martino tu mi hai vestito anch’io darò a te una nuova armatura’\Al risveglio trovò accanto il suo mantello ancora intero e l’elsa della spada trasformata in forma di croce.  Allora, subito capì il volere divino e si fece battezzare la Pasqua seguente.  Dopo aver ricevuto il battesimo nel(339) Martino rimase ancora nell’esercito per una ventina di anni e condusse una vita da autentico cristiano,poi ormai quarantenne decise di lasciare le armi e si fece monaco.  Predicò contro l’arianesimo in difesa della fede e il 4 Luglio del 371 gli abitanti di Tours lo acclamarono loro Vescovo.  Uomo di preghiera e di azione visse una vita di carità e giustizia fino alla morte avvenuta nella città di Candes((8/1 l/397).  Lesue spoglie furono portate a Tours l’I lnovembre e collocate nella Cattedrale della città alla venerazione di tutto il mondo cristiano.

La Parola della Domenica

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di , 14 Aprile 2012

2ª di Pasqua – Della divina Misericordia
Prima Lettura (At 4,32-35) Un cuore solo e un’anima sola. 
Salmo Responsoriale (Sal 117) Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per  sempre. 
Seconda Lettura (1Gv 5,1-6) Chiunque è stato generato da Dio  vince il mondo. 
Vangelo (Gv 20,19-31) Otto giorni dopo venne Gesù.  È il giorno dopo il sabato. 

Gesù è appena risorto ed è apparso a Maria di Magdala che è corsa subito  a dare la lieta notizia agli Apostoli.  Eppure essi sono ancora increduli, la risurrezione non ha  ancora sbloccato le loro paure.  Le porte di casa sono sprangate, forse anche quelle del cuore.  In  ognuno di essi si mescolano, sovrapponendosi, i sentimenti più contrastanti e complessi: ansia,  eccitazione, tensione e paura.  È sempre lungo e complesso il percorso per raggiungere un’intelligenza  pasquale della fede, l’unica che abbia veramente un senso, l’unica capace di dare un senso  al nostro esistere: eppure, quante volte abbiamo dolorosamente sperimentato su noi stessi questo limite, un’oscurità percepita come soglia  invalicabile, chiusi in una strada senza sbocco.  In questi momenti, il nostro desiderio di farci annunciatori di una novità di vita si esaurisce  in un balbettio inconcludente e i nostri buoni propositi vengono frenati, come per la primitiva comunità di Gerusalemme, dalla scelta meno  rischiosa di una sorta di protezionismo spirituale e ci riduciamo così a vivere di ricordi e di nostalgia anziché affrettarci verso il rinnovamento.  Poi arriva inaspettato, e neppure bussa alla porta sprangata.  Non dice neppure “Guardatemi in volto, sono io?  “.  Non si fa riconoscere dal  suo viso, ma dalle sue ferite.  Per conoscere davvero un uomo o una donna occorre guardare le loro ferite, le loro fatiche attraverso le quali  passa l’amore di Dio.  “La pace sia con voi!  Come il padre ha mandato me, così io mando voi”.  L’atteggiamento fatalistico, la tensione  “religiosa” vissuta spesso come alibi per coprire un’impotenza è il problema del nostro essere cristiani oggi.  Ancora una volta il Cristo ci  allinea, se abbiamo la ventura di incontrarlo, su posizioni scomode.  Ci impegna a storicizzare il passaggio dalla morte alla vita (la Pasqua)  riconvertendo questo evento in modello dinamico di autocomprensione della comunità cristiana nel suo rapporto con il mondo. 

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E’ Pasqua, ripartiamo

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di , 14 Aprile 2012

Carissimi,
le donne “entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui”. Questo è l’annuncio primordiale, il Kerigma della nostra fede ovvero il suo cuore, il suo centro! I primi cristiani, infatti, erano soliti salutarsi così: “Il Signore è risorto, Alleluja”, proprio come l’Angelo il mattino di Pasqua ha salutato le donne giunte al sepolcro per ungere il corpo di Gesù. la Pasqua giunge anche quest’anno a rinvigorire la nostra fede, a dare speranza alle nostre vite, a rafforzare la nostra carità. Le donne, dopo un primo tentennamento, partirono subito a dare l’annunzio della risurrezione ai discepoli i quali a loro volta lo portarono a tutto il mondo giungendo fino a oggi! Siamo sempre un po’ tutti tentati d'”indossare le pantofole”, di vivere una fede abitudinaria e rassicurante che rischia però di diventare stanca e monotona. La Pasqua, invece, non ci consente di stare fermi, ci mette in moto, ci fa correre, imitando quella corsa di Pietro e Giovanni carica di emozione e gioia verso il sepolcro trovato vuoto e che quindi ci assicura che la morte è stata vinta dalla Vita e il male, la disperazione, la tristezza sono stati eliminati per sempre! “Il Signore è risorto”! Ripartiamo dunque “saziati dai sacramenti pasquali” con rinnovato entusiasmo e con la gioia nel cuore, capace di sussistere nonostante le prove, per portare l’Annuncio Pasquale nelle nostre case, nei luoghi di lavoro, tra i nostri amici, nella nostra comunità. Per tutti allora c’è la possibilità di ricominciare e ripartire vivendo appieno il tempo pasquale dei cinquanta giorni che si apre davanti a noi e che culminerà con la Pentecoste compimento della Pasqua!

Ecco di seguito i primi appuntamenti parrocchiali in questa prima settimana:

  • Lunedì 16 Aprile: riprende il percorso di catechesi per i bambini delle elementari
  • Giovedì 19 Aprile: ore 18.30 a San Donato, Catechisti Mamre 4
  • Venerdì a San Donato dopo la Santa Messa ricomncia il tempo della “Lectio Divina”
  • Adorazione eucaristica permanente :  San Pietro Martedì dalle 8 alle 12, San Donato Venerdì dalle 15 alle 19
  • Ricominciano i Gruppi di Ascolto: da questa settimana ripartono per l’ultima tappa i Gruppi di Ascolto della Parola sulla lettera di san Paolo ai Galati. Il calendario nell’agenda della settimana

Una Pasqua di Gioia

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di , 1 Aprile 2012

Entriamo oggi nella settimana più santa e gioiosa di tutto l’anno. Santa ci sarà dato ancora di vivere ciò che rende veramente santi: la Risurrezione di Cristo. Gioiosa perché come tutta la natura in questi giorni riesplode di colori e di nuova vitalità, così fa il Signore con ciascuno di noi. La gioia quest’anno è anche motivata dalla presenza del Patriarca Francesco in mezzo a noi. Lo abbiamo accolto con fiducia e affetto, e lui non ha mancato di ricambiare dimostrandosi subito Padre e Pastore della nostra Chiesa. Nella due giorni che ha segnato il suo ingresso ci ha mostrato che veramente gli stiamo a cuore tutti, Anziani e bambini, giovani e adulti, in tutte le fasi e le situazioni della nostra esistenza. Ha voluto salutare tutti e dare una parola a tutti. Noi vogliamo ringraziare il Signore per avercelo donato. Questa gioia dell’accoglienza del Patriarca Francesco accompagni questi giorni nei quali potremmo ancora una vota fare esperienza di quanto Dio ami le persone tanto di morire e risorgere per tutti. Nelle celebrazioni, da questa domenica delle Palme al solenne Triduo Pasquale, soprattutto nella Grande Veglia Pasquale, noi vivremo questi evento d’Amore, Non saranno ricorrenze teatrali di ciò che è avvenuto, ma l’occasione propizia che Dio ancora ci offre. Vivendo con il Suo Figlio Gesù il servire i fratelli tanto da donarsi a loro per sempre nell’Eucarestia, morendo in Croce perché il segno dell’Amore fosse concreto, fino alla vittoria della morte nella Risurrezione, noi vivremo fino in modo pieno tutta la possibilità di vita che Dio quotidianamente ci offre.
A tutti, invitandovi a vivere pienamente le celebrazioni di questa settimana, auguriamo buona Pasqua

Don Carlo,  Don Francesco,  Don Eustachio

Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni

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di , 14 Maggio 2011

Nella 4ª domenica di Pasqua (15 Maggio 2011) detta anche “domenica del buon  Pastore”, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, a  cui diede inizio, con profetica intuizione, papa Paolo VI° nel 1964.  Il tema che il  S.  Padre, Benedetto XVI propone alla riflessione e alla preghiera delle comunità  cristiane è: “L’annuncio -proposta vocazionale nella chiesa locale”.  Proporre  le vocazioni nella Chiesa locale.  Ciò significa riscoprire la comunità cristiana  come un fuoco che arde e dona luce e calore, esprimendo con gioia la  propria interiore vitalità e coerenza di vita.  Lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni CEI,  prende lo spunto dal Vangelo di Marco 6, 33-44, in cui si racconta il miracolo della moltiplicazione  dei pani e dei pesci”. 

“Quanti pani avete?  Andate a vedere… ” (Mc 6,38)  E’ un invito rivolto a ciascuno e a tutta la comunità per verificare i pani (cioè i doni ricevuti!  ), di  cui ognuno è portatore, in un cammino di discernimento e di condivisione umile, disponibile e  feconda.  Il vero problema del nostro mondo non è solo la povertà del pane (che comunque  drammaticamente esiste!  ), ma è soprattutto la povertà di quel lievito  che possa essere fermento di Dio, capace di sollevare ogni vita.  Per questo invochiamo oggi il  Signore, affinché doni il pane a chi ha fame, ma susciti anche la fame di Lui che possa esprimersi  in scelte di vita coraggiose, totali e radicali per vivere la pienezza dell’Amore e del Dono.  Chiediamo al Signore il dono di sacerdoti per la nostra Chiesa di Venezia.

Pasqua di risurrezione, Pasqua di vita eterna

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di , 16 Aprile 2011

 “Cristo è risorto“, è l’evento che sperimentiamo  in questa settimana “Santa”.  Giorni di grazia, di  regali che DIO nella morte e risurrezione del Figlio  Gesù Cristo, vuole fare a ciascuno di noi.  Nelle celebrazioni del Triduo Pasquale: contempleremo  e vivremo, il dono che Gesù fa di se’ nel  Pane e nel Vino, aperto dal gesti d’amore che è  lavare i piedi ai suoi amici.  Ci consegna questo  gesto come il modo consueto di rendere vivo tra  di noi, il suo “dono” Eucaristico. 

Lo seguiremo  lungo le strade di Gerusalemme fino al Calvario,  per rimanere sotto la sua Croce e contemplare  l’Amore che si dona completamente per  noi.  Con lo sguardo triste scorgeremo il gesto pietoso di alcuni amici che lo porteranno al sepolcro,  non per rimanervi, ma per vincere la morte.  Così nel “giorno dopo il sabato” cioè il suo giorno “Domenica = giorno del Signore”,  accoglieremo l’annuncio gioioso delle donne, “è risorto”, e questo annuncio invaderà non  solo la nostra persona, le nostre famiglie, le nostre calli, ma tutto il mondo.  E’risorto significa ha vinto la mia, la tua, la nostra morte, quella che sperimentiamo oggi,  e che vivremo domani. 

Vince la morte della nostra superbia che ci divide con gli altri, del nostro orgoglio che ci fa  giudicare, del nostro desiderio di potere che ci indurisce il cuore, dalla nostra indifferenza che  esclude i fratelli.  Gesù vince la morte, e se crediamo lo potremmo fare anche noi; tutte le morti possono essere  vinte in Cristo, credendo in lui, vivendo in lui, amando in lui, è l’augurio che rivolgo a  tutti, perché tutti in questi giorni possiate fare esperienza di risurrezione in Cristo Gesù. 

Buona Pasqua
don Carlo e don Francesco

Settimana Santa e Pasqua 2011

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di , 9 Aprile 2011

Giovedi Santo 21 Aprile
Giorno dell’ Eucaristia e della fraternità
Riconsegniamo le cassettine “un pane per Amor di Dio”San Donato:
– Ore 07.30  Ufficio delle Letture e Lodi del mattino
– Ore 15.30  Confessioni (fino alle 17.30)
– Ore 18.00  Eucarestia nella cena e lavanda dei piedi
– Ore 18.00  Adorazione all’altare della reposizione (fino alle 23.00)San Pietro:
– Ore 21.00  Eucarestia nella cena e lavanda dei piedi


Venerdi Santo 22 Aprile
Contempliamo la passione di Gesù in croce per amore
Giorno di digiuno ed astinenza

San Donato:
– Ore 19.00  Celebrazione della passione e morte del Signore e processione con la Reliquia della Santa Croce

San Pietro:
– Ore 07.30  Ufficio delle Letture e Lodi del mattino
– Ore 15.00  Via Crucis
– Ore 16.00  Confessioni (fino alle 18.00)


Sabato Santo 23 Aprile
 San Donato:
– Ore 07.30  Ufficio delle Letture e Lodi del mattino
– Ore 09.00  Confessioni (fino alle 12.00)
– Ore 16.00  Confessioni (fino alle 19.00)

San Pietro:
– Ore 09.00  Confessioni (fino alle 12.00)
– Ore 16.00  Confessioni (fino alle 19.00)
– Ore 22.00  Solenne veglia Pasquale 
(Liturgia della Luce, della Parola, Battesimale ed Eucaristica)


Domenica di Resurrezione 24 Aprile
E’ risorto ed è vivo in mezzo a noi. Alleluia!

San Donato:
– Ore 09.30  S.Messa
– Ore 18.00  Vesperi
– Ore 18.30  S.Messa

San Pietro:
– Ore 08.00  S.Messa
– Ore 11.00  S.Messa


Lunedì dell’Angelo 25 aprile
 San Donato:
– Ore 18.30  S.Messa

San Pietro:
– Ore 11.00  S.Mess

Battesimo di Id-Elisabetta

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di , 2 Aprile 2011

Prosegue il cammino di Id-Elisabetta verso il battesimo, che sarà celebrato la notte di Pasqua a San Marco.

Questa settimana vivremo con lei 2 momenti significativi: mercoledì nella Messa delle 18.30 le sarà consegnato il Credo, che poi restituirà in un celebrazione il sabato Santo, e sabato prossimo vivrà il terzo scrutinio, preghiera per chiedere al Signore la liberazione dal peccato.

Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2011

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di , 12 Marzo 2011

“Con Cristo siete sepolti nel Battesimo, con lui siete anche risorti” (cfr Col 2,12)

3.  Il nostro immergerci nella morte e risurrezione di Cristo attraverso  il Sacramento del Battesimo, ci spinge ogni giorno a  liberare il nostro cuore dal peso delle cose materiali, da un  legame egoistico con la “terra”, che ci impoverisce e ci impedisce  di essere disponibili e aperti a Dio e al prossimo.  In Cristo,  Dio si è rivelato come Amore (cfr 1Gv 4,7-10).  La Croce di  Cristo, la “parola della Croce” manifesta la potenza salvifica di  Dio (cfr 1Cor 1,18), che si dona per rialzare l’uomo e portargli  la salvezza: amore nella sua forma più radicale (cfr Enc.  Deus  caritas est, 12).  Attraverso le pratiche tradizionali del digiuno,  dell’elemosina e della preghiera, espressioni dell’impegno di  conversione, la Quaresima educa a vivere in modo sempre più  radicale l’amore di Cristo.  Il digiuno, che può avere diverse  motivazioni, acquista per il cristiano un significato profondamente  religioso: rendendo più povera la nostra mensa impariamo  a superare l’egoismo per vivere nella logica del dono e  dell’amore; sopportando la privazione di qualche cosa – e non  solo di superfluo – impariamo a distogliere lo sguardo dal nostro  “io”, per scoprire Qualcuno accanto a noi e riconoscere  Dio nei volti di tanti nostri fratelli.  Per il cristiano il digiuno non  ha nulla di intimistico, ma apre maggiormente a Dio e alle necessità  degli uomini, e fa sì che l’amore per Dio sia anche amore  per il prossimo (cfr Mc 12,31).  Nel nostro cammino ci troviamo di fronte anche alla tentazione  dell’avere, dell’avidità di denaro, che insidia il primato di Dio  nella nostra vita.  La bramosia del possesso provoca violenza,  prevaricazione e morte; per questo la Chiesa, specialmente  nel tempo quaresimale, richiama alla pratica dell’elemosina,  alla capacità, cioè, di condivisione.  L’idolatria dei beni, invece,  non solo allontana dall’altro, ma spoglia l’uomo, lo rende infelice,  lo inganna, lo illude senza realizzare ciò che promette, perché  colloca le cose materiali al posto di Dio, unica fonte della  vita.  Come comprendere la bontà paterna di Dio se il cuore è  pieno di sé e dei propri progetti, con i quali ci si illude di potersi  assicurare il futuro?  La tentazione è quella di pensare, come il  ricco della parabola: “Anima mia, hai a disposizione molti beni  per molti anni… “. 

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