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di , 25 gennaio 2016

PELLEGRINAGGIO GIUBILARE

Sabato 27 Febbario le parrocchie del nostro vicariato sono invitate a compiere il pellegrinaggio alla Basilica di San Marco per ricevere l’indulgenza dei propri peccati e intraprendere una vera strada di conversione. Il programma prevede: ritrovo alle ore 15.30 davanti alla chiesa di San Moisè a Venezia. Piccola osta di preghiera e pellegrinaggio verso la Basilica di San Marco; Ingresso della Porta Santa e celebrazione Eucaristica presieduta dal Patriarca e concelebrata dai sacerdoti del vicariato Mercoledì 3 Febbraio alle ore 20.30 presso la Sala San PioX (parrocchia San Pietro) verrà mons don Orlando Barbaro per introdurci al senso del pellegrinaggio giubilare.

PELLEGRINAGGIO GIUBILARE COME PARTECIPARE:

Al pellegrinaggio giubilare possono partecipare tutti: famiglie con figli – giovani – adulti – anziani. Raccomandiamo la partecipazione di tutti i chierichetti e del gruppo giovani e scout. E’ necessario raccogliere le adesioni entro domenica 14 febbraio presso le sacrestie di San Donato e San Pietro nell’apposito modulo. Dobbiamo comunicare dieci giorni prima il numero dei partecipanti.

Mons. Luigi Caburlotto 

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di , 13 maggio 2015

Il primo sacerdote parroco veneziano che sta per essere beatificato:
Sabato 16 Maggio alle ore 10.30 nella Piazza di San Marco

imgresEgli fondò le Suore Figlie di S. Giuseppe, fu educatore e formatore di educatori in istituzioni pubbliche e private, uomo di dialogo. Figlio di gondolieri, fu educato nella Scuola dei Ven. fratelli Padre Antonangelo e Marco Cavanis, quindi nel Seminario patriarcale. Il 24 settembre 1842 il patriarca Jacopo Monico lo ordinò sacerdote, e l’anno successivo lo assegnò quale cooperatore alla parrocchia di S. Giacomo dall’Orio.

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1630, Venezia, la Peste e il “Grande Voto a Maria” ( 21 Novembre )

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di , 15 novembre 2014

mesopanditissa  10636224_565867143540667_8971674193998740464_nA Venezia, all’imbocco del Canal Grande, troneggia nitida ed imponente sul paesaggio della città, la Basilica della Madonna della Salute. È una delle chiese più belle e grandiose di tutta Venezia e sta a testimoniare l’amore riconoscente dei Veneziani verso la Madonna, per averli liberati dal contagio della peste del 1630. Non è la prima volta che essi fanno la triste esperienza di quanto sia terribile la peste: quella del 1348 ha portato via i due terzi della popolazione, e quella del 1575, anche se meno violenta, è così insistente e duratura che la Serenissima ricorre all’aiuto divino e fa voto di costruire la Chiesa del Redentore alla Giudecca. Quella del 1630 è particolarmente violenta, e Venezia presenta uno spettacolo desolantissimo: i lazzaretti sparsi per le isole sono incapaci di contenere gli appestati che pertanto rimangono nelle case, il più delle volte senza medici, essendo insufficienti, quelli rimasti, per un servizio tanto intenso. Le medicine presto si esauriscono, ed anche le riserve di viveri vengono a mancare. Persino i cadaveri non trovano degna sepoltura e rimangono abbandonati per le strade, aumentando il contagio tra i vivi. Sono stati i Lanzichenecchi, venuti in Italia per l’assedio di Mantova, a diffondere la peste che in un baleno infetta la Lombardia e quindi l’Italia tutta: è la peste descritta con tanto realismo da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi. Venezia, città di mare e di grandi commerci, forte della esperienza passata, prende ogni precauzione per evitare che il male entri nella laguna, ma il morbo compare improvvisamente in città portato, dicono gli storici, dall’ambasciatore di Carlo Gonzaga Nevers, il marchese de’ Strigis, che si reca a trattare la pace con l’Imperatore Ferdinando II, portando con sé preziosi doni, ed una lettera per il Doge Nicola Contarini. Il Senato della Repubblica lo blocca al suo ingresso in città e lo obbliga ad una quarantena, prima nell’isola del Lazzaretto vecchio e poi, per sua comodità, nell’isola di San Clemente. Ma per inevitabile fatalità, o per imprudenza da parte del falegname che presta alcuni lavori di adattamento della casa, la peste che colpisce l’ambasciatore ed i suoi familiari, compare nella contrada di San Vito, poi in quella di San Gregorio, ed in breve in tutte le contrade. In mezzo a tanta sventura, Venezia, ormai incerta e disorientata, si trova impotente a lottare contro il male. Il Patriarca Giovanni Tiepolo, con il Clero ed i fedeli, “versando lagrime di dolore e di compunzione”, guida pubbliche processioni e solenni esposizioni del SS.Sacramento in Cattedrale, ad implorare la clemenza del Cielo. Il Doge ed il Senato della città deliberano che per quindici sabati si facciano in San Marco particolari preghiere con processione, portando l’immagine miracolosa della Vergine, seguita da tutte le Autorità. Il 26 ottobre, primo dei quindici sabati, dopo la processione, sotto le volte maestose di San Marco, davanti alla statua della Madonna Nicopeia, il Doge, a nome di tutta Venezia, con voce che tradisce l’emozione, pronuncia il Voto di «erigere in questa Città e dedicare una Chiesa alla Vergine Santissima, intitolandola Santa Maria della Salute, e che ogni anno, nel giorno che questa Città sarà pubblicata libera dal presente male, Sua Serenità et li successori suoi anderanno solennemente col Senato a visitar la medesima Chiesa a perpetua memoria della Pubblica gratitudine di tanto beneficio». 1Per l’erezione della Chiesa viene scelta l’area della Trinità, nel posto dell’antica dogana marittima, fino ad allora occupata dal Seminario. Tra i tanti, viene scelto il progetto di Baldassarre Longhena, allora ventiseienne, ed il 1° aprile 1631, nonostante la malattia del Doge, viene benedetta la prima pietra. La costruzione però, che inizia solo nel 1633, si protrarrà a lungo: nel 1653 la Chiesa viene aperta al culto, ma potrà essere solennemente consacrata solo il 9 novembre 1687, a lavori ultimati. L’architetto Longhena, che non avrà la consolazione di vedere l’opera finita, perché muore ottantaseienne nel 1682, crea un vero capolavoro, una delle opere più belle e fantasiose dell’architettura barocca. Ideata a forma di corona del Rosario, e preceduta da quindici gradini, quanti sono i misteri del Rosario, è di pianta ottagonale coperta da una grande cupola emisferica, su un alto tamburo. Una cupola minore, affiancata da due campanili, copre il presbiterio. La facciata, preceduta da un ampia scalinata, si presenta come un grandioso arco di trionfo, nel quale si apre il portale. L’interno, vasto e luminoso, è caratterizzato dall’ampio vano della cupola centrale, delimitato dalle colonne e pilastri che reggono le otto arcate. Nel perimetro della rotonda si aprono sei cappelle ed, in fondo, quella con al centro l’Altare maggiore marmoreo, veramente monumentale. In alto, sulle nuvole, la statua della Madonna, in piedi come una maestosa Signora che regge sul braccio sinistro il Bambino. Sulla destra un angioletto scaccia con una fiaccola la peste, raffigurata da una vecchia strega; sulla sinistra, una nobile signora prostrata in preghiera rappresenta Venezia; ai lati dell’altare le statue di San Marco e di San Lorenzo, patroni di Venezia. Al centro dell’altare è collocata, dal 21 novembre 1670, l’Icona della Madonna detta Mesopanditissa (Mediatrice di pace) portata da Francesco Morosini dopo che l’isola di Creta cade nelle mani dei Turchi.

Testimonianze sui gruppi d’ascolto

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di , 20 ottobre 2014

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Francesca –  Per me il Gruppo di ascolto: – è un arricchimento guidato dalla Parola del Signore, nell’ascolto e nella condivisione, in semplicità, con tutto il gruppo! – è un’ora di serenità.

Papa Francesco in Terra Santa sulle orme di Paolo VI°.

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di , 24 maggio 2014

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Papa Bergoglio in Giordania, Israele e Palestina a 50 anni da Paolo VI: 14 discorsi in 3 giorni. Misure eccezionali di sicurezza. Dall’aereo che lo porta ad Ammam invia un tweet: “Accompagnatemi con le vostre preghiere”.Papa Francesco è ad Amman, capitale della Giordania, prima tappa dell’atteso viaggio in Terra Santa. Bergoglio è arrivato al palazzo reale Hosseiniya di Amman, dove è stato ricevuto da re Abdallah. Il pontefice si è intrattenuto con il sovrano, con la regina Rania, in abito bianco e con i figli della coppia prima della cerimonia ufficiale di benvenuto. Domenica il Papa andrà prima in Palestina, poi in Israele, mentre lunedì sera è atteso il rientro in Vaticano.Questo per il Papa è un viaggio ” Nel Segno della Pace e del Dialogo”soprattutto nelle relazioni fra Cattolici,Ortodossi ,Ebrei e Mussulmani. A distanza di cinquant’anni dall’incontro a Gerusalemme fra Papa Paolo VI° e il Patriarca Athenagora le relazioni tra le confessioni Cristiano-Ortodosse continuano nel loro cammino Ecumenico e puntano sempre di più ad un rapporto spirituale di rispetto e confrontro anche con l’Ebraismo e il mondo Islamico.Facciamo nostro dunque l’appello di Papa Francesco ad accompagnarlo nella preghiera ,affinchè il Signore illumini ogni uomo di buona volontà sulla strada della pace e della fratellanza per il bene comune del mondo intero.

Fiaccolata al Capitello in Laguna.

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di , 18 maggio 2014

CAP_598x900 2009_0520_203936_sMercoledì 21 Maggio l’Unità Pastorale di Murano con la Parrocchia di Cristo Re di Sant’Erasmo organizzano la tradizionale fiaccolata notturna al capitello situato in laguna a metà strada fra le due isole, raggiungendolo con le barche a remi e a motore. Durante questo pellegrinaggio lagunare reciteremo il S.Rosario e canteremo a Maria affidandole tutti i desideri e le intenzioni che portiamo nel cuore e pregheremo in modo particolare per la vita del nostro territorio veneziano. Lo scorso anno abbiamo avuto l’occasione di essere accompagnati dal nostro Patriarca Francesco che guidandoci nella preghiera ci ha esortato a mantenere sempre vive le nostre tradizioni che ci sono state tramandate dai nostri padri e che ci aiutano nel nostro cammino cristiano. Saranno messi a disposizione per i fedeli  che vogliono partecipare dei barconi, il ritrovo è alle ore 20,30 presso la Chiesa di S.Maria degli Angeli per poi proseguire in laguna con il corteo di imbarcazioni.

Venezia piange il suo ” Vecchio Patriarca” Card.Marco Cè.

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di , 14 maggio 2014

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Marco Cé Nasce ad Izano (Cremona) l’8 luglio 1925 da una famiglia di agricoltori. Riceve l’ordinazione sacerdotale il 27 marzo 1948 dalle mani dell’arcivescovo Luigi Traglia, vicegerente di Roma, città in cui si trova per compiere gli studi teologici presso la Pontificia Università Gregoriana e il Pontificio Istituto Biblico, dove consegue la laurea in teologia dommatica e la licenza in Sacra Scrittura. In seguito, insegna al seminario diocesano di Crema, dove dal 1958 assume l’incarico di rettore. Nella sua diocesi di origine ha presieduto sin dalla sua fondazione la Commissione Liturgica seguendo l’attuazione della riforma liturgica di Paolo VIEletto vescovo titolare di Vulturia e vescovo ausiliare di Bologna il 22 aprile 1970 da papa Paolo VI, viene ordinato nella cattedrale di Crema il 17 maggio dello stesso anno (giorno di Pentecoste) dal vescovo Carlo Manziana; inizia il suo ministero episcopale il 29 giugno 1970 durante la solenne concelebrazione tenutasi nella basilica di San Petronio. Dopo sei anni di permanenza nell’arcidiocesi di Bologna (in cui ricoprirà l’incarico di vicario generale) viene nominato assistente ecclesiastico generale dell’Azione CattolicaIl 7 dicembre 1978 papa Giovanni Paolo II lo nomina patriarca di Venezia, succedendo così al cardinale Albino Luciani, eletto il 26 agosto 1978 al soglio di Pietro con il nome di papa Giovanni Paolo I e prematuramente scomparso dopo soli 33 giorni di pontificato. È stato creato e pubblicato cardinale da papa Giovanni Paolo II nel concistoro del 30 giugno 1979 e ha ricevuto il titolo di San Marco. Era il più giovane cardinale italiano vivente. Il 3 marzo 2002 accoglie il suo successore, il patriarca Angelo Scola. Ricoverato all’Ospedale civile di Venezia per la frattura di un femore, si spegne il 12 maggio 2014. Oggi 14 maggio la salma e stata traslata dall’Ospedale civile alla Basilica di S.Marco dove riceverà l’omaggio di tutti i fedeli della Chiesa Veneziana fino a sabato, dove dopo i solenni funerali sarà tumulata nella Cripta accanto alle reliquie del S.Evangelista.

Curiosità

Dopo la morte di Giovanni Paolo II partecipa al conclave che eleggerà al quarto scrutinio il cardinale Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI; proprio da lui fu chiamato a predicare gli esercizi spirituali quaresimali per la Curia romana, che si tennero in Vaticano tra il 5 e l’11 marzo 2006.Ai tempi del conclave del 2005 era decano del Sacro collegio il cardinale Ratzinger. Marco Cé era, invece, il decano anagrafico ovvero il più anziano di tutti i cardinali partecipanti al conclave.

 

Pellegrinaggio Mariano a Murano con il Patriarca

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di , 5 maggio 2014

DSC_1076 Sabato mattina il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia ha guidato a Murano il Pellegrinaggio Diocesano nel segno di Maria. Accolto dal parroco Don Alessandro Rosin e da Mons.Rino Vianello nella Chiesa di S.Maria degli Angeli gremita di fedeli ha proseguito processionalmente con la recita del S.Rosario per le fondamenta dell’isola fino alla Basilica dei SS.Maria e Donato dove con la Celebrazione Eucaristica e l’Atto di Affidamento alla Madonna ha concluso questo intenso momento di fede e di preghiera.Nella sua Omelia Mons.Moraglia ha voluto sottolineare in riferimento a Maria alcuni aspetti della nostra vita cristiana ribadendo con fermezza che :”La Fede è Fede Apostolica o è mancanza di Fede”e “Dio in ogni momento è sulle stracce di ogni uomo e vuole continuamente incontralo e ricevere da lui il suo “si”come lo ha fatto la Vergine nel Mistero della sua Annunciazione dove si è completamente affidata al progetto di Dio.Dopo la Celebrazione il Patriarca ha voluto soffermarsi con i fedeli salutandoli e intrattenendosi con loro a colazione sul campo antistante la basilica,dopodichè nel pomeriggio ha incontrato i ragazzi che si stanno preparando a ricevere il sacramento della Confermazione e alle ore 16,30 nella Parrocchia di S,Pietro Martire ha amministrato le S.Cresime concludendo in un clima di festa questa giornata che è rimasta nel cuore di tutti noi.

Il Patriarca Francesco “è venuto tra noi”

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di , 22 febbraio 2014

DSC_0134 Giovedì scorso 20 Febbraio la nostra Unità Pastorale di Murano è stata” allietata”nel pomeriggio dalla visita del nostro Patriarca Francesco Moraglia. Sua prima sosta, nella Basilica dei SS.Maria e Donato, chiesa “madre “dell’isola dove ad attenderlo in preghiera si erano riuniti numerosi fedeli accomunati dalla recita del santo rosario. Qui Mons. Francesco, dopo aver compiuto ” L’Atto di Affidamento dell’Isola” nelle mani della ” Vergine Orante”, ha ricevuto l’accoglienza da parte del Parroco Don Alessandro Rosin, che con brevi ma toccanti parole ha presentato la realtà delle nostre Comunità Cristiane e l’espressione artistica delle nostre Chiese Parrocchiali in cui queste sono “inserite”. Il Patriarca dopo i saluti ha voluto sottolineare il nostro “privilegio” di vivere la fede attorniati da questi”stupendi capolavori d’arte” e ha invitato i presenti a ricordare nella preghiera “coloro che ci hanno preceduto e che ci hanno lasciato in dono queste “preziose eredità” che rappresentano i valori autentici di una fede vissuta e tradotta in immagini ed in forme “ineguagliabili”. Accompagnato da Don Alessandro, poi Mons. Moraglia ha voluto procedere a piedi verso S.Pietro Martire dove lo attendevano una numerosa assemblea di ragazzi accompagnati dalle giovani famiglie.

DSC_0293Anche con loro, il Patriarca ha voluto intrattenersi per un dialogo “cordiale e fraterno”rispondendo alle varie domande proposte dai ragazzi e successivamente incontrando in Sala Zanetti il mondo giovanile degli “Scout di Murano”. Alle 19 è iniziata in S.Pietro la solenne Concelebrazione Eucaristica, a cui oltre al Vescovo erano presenti il Parroco Don Alessandro, Mons. Dino Pistolato, Mons. Rino Vianello, Don Umberto Bertola, Don Luciano Barbaro e Don Morris segretario particolare di sua Eccellenza. Nella sua omelia il Patriarca ha voluto sottolineare il ruolo della “famiglia e degli educatori”nella società del nostro tempo e l’impegno che il cristiano deve assumere con “coraggio e speranza”nelle sfide che la vita continuamente propone. Al termine della S.Messa, molti presenti hanno voluto salutare personalmente il Patriarca davanti al presbiterio con una parola e una fraterna stretta di mano per poi proseguire nella Sala Pio X° dove dopo un “momento conviviale” Mons. Francesco si è accomiatato con la promessa di far ritorno in primavera per il Pellegrinaggio Mariano alla Basilica di S.Maria e Donato e per l’Amministrazione a S.Pietro del Sacramento della Confermazione.

Murano attende il “Patriarca Francesco”!!!

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di , 16 febbraio 2014

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L’Unità Pastorale di Murano attende con gioia e trepidazione la visita del Patriarca Francesco Moraglia che avverà nella serata di giovedì 20 febbraio. Il programma prevede una prima sosta alle 15,30, nella Basilica dei SS.Maria e Donato dove alle 16 compirà l’atto di affidare l’isola nelle mani della Madre di Dio con una preghiera comune.Poi il patriarca procederà a piedi ,verso la chiesa di S.Pietro Martire dove alle 16,45 incontrerà le famiglie in maniera particolare i genitori dei bambini che frequentano la catechesi settimanale.A seguire,nella sala parrocchiale”Zanetti”incontrerà i giovani dei vari gruppi parrocchiali e gli scout.Alle 19 sempre in S.Pietro celebrerà la S.Messa assieme al parroco Don Alessandro e a Don Umberto e avrà modo di parlare a tutta la comunità cristiana muranese. Quindi dopo il saluto della delegata isolana della Municipalità di Venezia-Murano-Burano,Sig.Lucia Cimarosti,parteciperà ad un momento conviviale di festa e di saluto nella sala parrocchiale”S.Pio X°”.

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