Tag articolo: peccato

La mano di Cristo, il pastore buono

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di , 17 aprile 2016

IV domenica di Pasqua  Gv 10,27-30 27

unnamedLe mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». Il capitolo 10 del vangelo secondo Giovanni contiene una lunga discussione tra Gesù e alcuni farisei che egli dichiara in una situazione di peccato, perché credono e dicono di vedere mentre in realtà non vedono e non operano un discernimento circa l’identità di Gesù e la qualità della sua azione (cf. Gv 9,40-41). Con una parabola Gesù cercare di rivelare loro come egli non sia un ladro ma sia il pastore che entra ed esce attraverso la porta dell’ovile, non in incognito, il pastore che cammina davanti a pecore che lo seguono perché riconoscono la sua voce. Prosegui la lettura 'La mano di Cristo, il pastore buono'»

DOMENICA DI PASQUA

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di , 23 marzo 2016

domenica-di-pasqua-risurrezione-del-signore-a-L-ku8LvEGv 11,55-12,11  Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono   a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa? ». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.  Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri? ». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura.

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Gesù, tentato come noi

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di , 11 febbraio 2016

1-avv[1] È la prima domenica del tempo di Quaresima, tempo severo ma “favorevole” (2Cor 6,2) per il cristiano: soprattutto, tempo di lotta contro le tentazioni. Per questo la chiesa all’inizio di questo tempo ci offre sempre il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto, tentazioni che secondo Luca saranno sempre presenti nella sua vita, fino alla fine (cf. Lc 23,35-39). Anche Gesù sapeva che sta scritto: “Figlio, se vuoi servire il Signore, preparati alla tentazione” (Sir 2,1). Gesù era stato immerso nel Giordano dal suo maestro Giovanni il Battista, e durante quell’immersione lo Spirito santo era sceso su di lui dal cielo aperto, mentre la voce del Padre gli diceva: “Tu sei il mio Figlio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento” (Lc 3,22).

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Maria, porta dell’Avvento

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di , 12 dicembre 2015

MariaNel poema della santa liturgia, la Madre di Dio, Maria, sta dinanzi a noi come «porta dell’Avvento». Maria di Nazareth è la Donna dell’annunciazione, la Vergine del «sì», il nuovo «Roveto ardente», in cui il Totalmente Altro si manifesta e si fa presente come Dio Vicino: un cuore aperto all’ascolto di quel Dio che parla e che vuole entrare nella storia degli uomini attraverso la disponibilità e l’accoglienza di una sua creatura. Maria di Nazareth è la Donna della visitazione, «Vergine, cattedrale del Silenzio, anello d’oro del tempo e dell’eterno» (D. M. Turoldo), la nuova «arca dell’Alleanza», la Credente in cammino, carica di quel «Frutto benedetto» che spande una gioia che fa sussultare.

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Vieni, Signore Gesù, vieni presto!

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di , 28 novembre 2015

 

 

 

 

I domenica di Avvento Anno C, 29 novembre 2015
Lc 21,25-28.34-36

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.  Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.  Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

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“La tua fede ti ha salvato”

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di , 24 ottobre 2015

XXX domenica del tempo Ordinario, anno B,

25 ottobre 2015 Mc 10,46-52

Giovanni-Vanzulli.-Il-cieco-nato-I-miracoli-di-gesù-E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te? ». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. Prosegui la lettura '“La tua fede ti ha salvato”'»

Solo l’amore di Cristo può possedermi fino in  fondo

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di , 19 giugno 2015

12° Domenica del Tempo Ordinario (anno B)

Letture: Gb 38,1.8-11; 2Cor 5,14-17; Mc 4,35-41

Ges e la tempesta sedata«Se.uno è in Cristo è una nuova creatura». Me la ricordo bene questa parola, perché ha determinato la conversione della mia vita. I lettori mi scuseranno se, allora, parlerò un poco della mia storia, ma lo faccio solo nella speranza di dare concretezza alla Parola della Scrittura. Molti sapranno degli avvenimenti che segnarono la fine degli anni sessanta del secolo scorso. Era appena terminato il Concilio, nato dalla profezia di papa Giovanni, che voleva un profondo rinnovamento della Chiesa, affinché fosse in grado di dialogare con la modernità. Anche dal mondo delle università e delle fabbriche, da ogni luogo dove si guardava al futuro con uno sguardo di rinnovata speranza, dilagava come un’onda di piena, un irresistibile movimento popolare e giovanile che premeva a gran voce per il cambiamento rapido delle strutture e delle istituzioni.

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Domenica di pentecoste

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di , 22 maggio 2015

16_PentecAAl prendere dimora del Padre e del Figlio e all’invio dello Spirito si aggiungono i doni che Cristo elargisce ai discepoli al momento di lasciarli. In primo luogo la pace. Perché i discepoli sappiano di che si tratta, Gesù afferma, e lo ripete chiaramente, che è la sua pace quella che egli dà ai suoi. Altrimenti, quanto facili sarebbero qui le illusioni e le false speranze! È la pace di colui che sulla terra non aveva dove posare il capo, e che è dovuto andare sulla croce. Prosegui la lettura 'Domenica di pentecoste'»

VI Domenica di Pasqua

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di , 9 maggio 2015

PasqA6-w2Letture: At 10,25-26.34-35.44-48; 1Gv 4,7-10; Gv 15,9-17

Tutto si risolve solo nell’amore
«In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui». Un tempo molti pensavano che la salvezza fosse ‘meritata’ dalle opere compiute. S.passava la vita ad acquistare meriti per assicurarsi il paradiso. E molti altri, tra i quali il nostro fratello Martin Lutero, leggendo in modo attento le Sacre Scritture, ci hanno fatto comprendere che la verità non era esattamente questa. «A nulla valgono le opere – dicevano –; ci si salva solo mediante la fede». Abbiamo impiegato un po’ di tempo, con dispute infinite e con divisioni laceranti, e alla fine abbiamo ammesso che doveva essere proprio così. Ma abbiamo cambiato solo il vocabolario, non la comprensione della questione. Molti continuano a pensare la fede come ad un’opera. Tant’è che si diceva – e si dice ancora – «Io ho la fede, e dunque mi salvo; ma che ne sarà di coloro che non hanno la fede?

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Seconda Domenica di Avvento

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di , 5 dicembre 2014

2 domenica di avventoVangelo ricomincia sempre.
7 dicembre, II domenica di Avvento, anno B

Inizio  del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta  scritto nel profeta Isaia: Ecco, dinanzi a te   io  mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via.   Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via  del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: “Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo”. Ascoltiamo oggi i primi versetti del vangelo secondo Marco.

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