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Preghiera Spirito Santo

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di , 25 maggio 2015

imgresVieni!
E ti riconosceremo nel sorriso di un bimbo, nell’attesa serena di un anziano; nel cammino religioso e fedele del musulmano e dell’indù, come anche nel cuore di tutti i cercatori di Dio. E non sarai straniero nemmeno per chi non ti crede per niente. Sarai anche nei volti sfigurati dal dolore e dalla malattia, come un sussurro di speranza. Sarai nella morte, come pegno sicuro di resurrezione.

Per non dimenticare

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di , 29 gennaio 2015

ebrei Marcel Callo 6/12/1921, Rennes (Francia). 19/3/1945, Mathausen (Germania). 23 anni

A Mauthausen, il 19 marzo 1945, spirava Marcel Callo, scout e martire. Il Papa Giovanni Paolo II lo ha solennemente proclamato “beato”, in San Pietro in Roma, il 4 ottobre 1987: unoScout de France, Marcel Callo. Marcel Callo, quando era un giovanissimo Scout de France Al di là della notizia, un giovane, Marcel Callo, morto santamente in un campo di sterminio tra i più terribili, Mauthausen, la sera del 19 marzo 1945, a non ancora 24 anni. Era stato portato in Mauthausen dal lager di Flossemburg, e qui dal lager di Gotha, e qui dal campo di lavoro di Zella Mehlis, con una sentenza di condanna; troppo cattolico, “zu vile Katholisch”: se non si fosse manifestato “troppo cattolico”, sarebbe probabilmente rimasto in un campo di lavoro, e le bastonate, gli estremi sfinimenti forse gli sarebbero stati risparmiati.

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Il coraggio di servire

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di , 10 dicembre 2014

images.jpg pillolaCoraggio e servizio sono due parole che mi portano a pensare in grande; penso agli eroi, ad esempio, e me le immagino stampate a caratteri cubitali nelle prime pagine dei quotidiani e delle riviste. Eppure, unite assieme, mi trasmettono un senso di umiltà che si trova solo nei gesti piccoli, inaspettati, nascosti… Servizio non è solo soddisfare gli altri dove ne hanno bisogno o compiere il proprio dovere perché ci si sente obbligati da qualcosa; servire, per me, non è metterci la faccia ma metterci prima di tutto il cuore. “Coraggio di servire” infatti, vuol dire “mettere il cuore nell’aiutare gli altri”, ed è quel cuore che fa la differenza. Rivivendo le mie esperienze di servizio mi accorgo che tendere la mano con coraggio è una difficile sfida con sé stessi. Superare questa sfida però, ti lascia dentro qualcosa in più, qualcosa come un sorriso o un abbraccio, e non lo dimenticherai mai.

11 Febbraio “Giornata del Malato”

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di , 9 febbraio 2014

papa-francesco-abbraccia-giovane-disabileMESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA XXII GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2013
Fede e carità: «Anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1 Gv 3,16)

Cari fratelli e sorelle,
1. In occasione della XXII Giornata Mondiale del Malato, che quest’anno ha come tema Fede e carità: «Anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1 Gv 3,16), mi rivolgo in modo particolare alle persone ammalate e a tutti coloro che prestano loro assistenza e cura. La Chiesa riconosce in voi, cari ammalati, una speciale presenza di Cristo sofferente. E’ così: accanto, anzi, dentro la nostra sofferenza c’è quella di Gesù, che ne porta insieme a noi il peso e ne rivela il senso. Quando il Figlio di Dio è salito sulla croce ha distrutto la solitudine della sofferenza e ne ha illuminato l’oscurità. Siamo posti in tal modo dinanzi al mistero dell’amore di Dio per noi, che ci infonde speranza e coraggio: speranza, perché nel disegno d’amore di Dio anche la notte del dolore si apre alla luce pasquale; e coraggio, per affrontare ogni avversità in sua compagnia, uniti a Lui.

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Pensieri …

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di , 3 marzo 2012

Il profeta Ezechiele prega il Signore così: “Donaci Signore un cuore nuovo. Togli da noi il cuore di pietra e donaci un cuore di carne” E iniziata la Quaresima e vorrei suggerire di provare a riviverla con uno spirito nuovo, rivolgendo la nostra attenzione a coloro che soffrono: non ci sono soltanto la malattia e l’infermità. Ci sono anche la solitudine, la tristezza, il senso di inutilità, la mancanza di speranza, la stanchezza del vivere. Il nostro Patriarca Francesco nel suo messaggio ci ha detto : “Sarò collaboratore della vostra gioia”. Per prepararci alla gioia della Risurrezione, cerchiamo di rivolgere ogni giorno della Quaresima una piccola attenzione, una visita breve, anche solo una telefonata o un sorriso a coloro che attorno a noi hanno bisogno di sentirsi ricordati e amati.  [Adriana]

La Parola della Domenica

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di , 21 settembre 2009

Sap 2,12.  17-20 “Condanniamo il giusto a una morte infamante”. 
Sal 53  “Il Signore sostiene la mia vita” 
Giac 3,16-4,3  “Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un  frutto di giustizia”. 
Mc 9,30-37  “Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti”. 

Come vivere questa Parola?  È un linguaggio controcorrente quello di Gesù nel vangelo  odierno.  La croce, che ci ha invitati a prendere e a seguirlo  (vangelo di domenica scorsa) non è solo la sofferenza e la  morte che comunque prima o poi arriva, ma è uno stile di  vita che oggi ci invita a ‘scegliere’ ciascuno di noi in prima  persona: quello del servizio e del dono completamente in  perdita.  In un mondo che fin dall’adolescenza ci educa ad  essere ‘premier’-primi per avere un posto di prestigio e di  potere…  , la parola di Gesù è un paradosso!  Solo gli ingenui e  gli ‘idioti’ possono intenderla!  Eppure la parola di Gesù è esplicita: “Se uno vuol essere  il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti”.  Di più!  Il padrone stesso si faccia  ‘volontariamente il servitore di tutti’!  Questa è una rivoluzione!  Ma attenzione: una rivoluzione da fare all’interno dell’uomo:  un cambiamento del cuore, la rinuncia a dominare gli altri, asservendoli ai propri  bisogni.  Secondo il vangelo di Gesù primi si può essere solo nel servizio, nel  dono di sé, nel gesto d’amore… Gesù prende un bambino e lo pone in mezzo: ecco  il bambino è l’emblema della minorità, della debolezza.  Il bambino non ha nulla da  darti, chiede solo che tu lo ami, che tu lo serva…  “Chi accoglie uno solo di questi  bambini nel mio nome, accoglie me”.  Che non ci capiti, di non accogliere Gesù nel  povero che stende la mano, nel malato che attende un sorriso, nel depresso che cerca  una mano amica.  Facciamoci servi dei servi, forse potremo avere la fortuna di  incontrare il Servo Gesù!  Chiediamo oggi, allo Spirito Santo di illuminare gli angoli  bui della nostra coscienza, dove si annidano pensieri e sentimenti di potere, di vanagloria,  di competitività. 

Vieni Spirito purificatore, ridammi ogni giorno la consapevolezza  della mia piccolezza e la gioia di poterla mettere a servizio  del Regno dei cieli.

Un semplice dono

di , 11 gennaio 2009

Durante le festività del Natale, i bambini di MAMRE 4 e alcuni di MAMRE 5, hanno reso concreto un loro desiderio, regalando i loro disegni natalizi a dei bambini del reparto Pediatrico di Venezia che durante le feste si trovavano ricoverati.

Visto che i disegni erano molti e, per fortuna, i bambini ricoverati pochi, assieme al Primario, abbiamo deciso, che i rimanenti disegni saranno donati a quei bambini che periodicamente frequentano l’ambulatorio.  Questo può essere per alcuni piccola cosa, ma per i nostri fanciulli è stato “regalare” un sorriso ai meno fortunati, proprio in questo periodo natalizio, ricco di emozioni!!

Dai catechisti di San Pietro

Propositi per la seconda settimana d’Avvento

di , 5 dicembre 2008

Innanzitutto il consumismo sfrenato rischia di farci perdere il vero senso del Natale, il vero dono è il Figlio mandato dal Padre. Invece, i negozi rimangono aperti anche di domenica e man mano che si avvicina il Natale, sale la febbre dei regali.  Cosi, ciò che dovrebbe essere un momento di riflessione per accogliere l’Emmanuel che sta per venire, si trasforma in un via vai continuo alla ricerca di tanti doni da comprare.

Forse qualche regalo bisogna pur farlo, ma attenzione, scegliamo un dono che regali dignità e non sfruttamento, giustizia e non oppressione Regalare un piccolo sorriso a quanti incontriamo lungo la nostra “strada” è veramente poco costoso ma rende veramente felice chi lo riceve e regala gioia a chi lo dona… Quanti Gesù ogni giorno nascono poveri e sono costretti a vivere ai bordi di una strada? Perché non iniziare da questo Natale un costante servizio ai poveri della propria città?

Avete mai pensato di destinare l’intera somma per i regali di Natale in uno dei tanti progetti della POIM donando ai vostri amici un bigliettino augurale che spieghi come sono stati usati i soldi per i loro regali? Beh questa è la volta buona per impegnarsi sul serio!

Ma ancora si potrebbe semplicemente aggiungere un posto a tavola proprio la sera del grande cenone, invitando un vicino che purtroppo e rimasto solo…  Oppure si potrebbe destinare quanto spendereste per una persona per quella cena per un progetto di solidarietà.

Vivere pienamente

di , 25 ottobre 2008

Cosa ci fa vivere pienamente? I soldi, i vestiti firmati, le feste, avere un posto di prestigio nella società, il credere di saper tutto?

Niente di tutto questo! Sembra un controsenso, ma il nostro Creatore ci ha dato un dono meraviglioso: la nostra vita terrena avrà una fine! Questo ci deve far vivere pienamente, non con l’angoscia della morte, ma con la gioia di vivere il momento, le piccole cose, di meravigliarci dell’insignificante, di tutto quello che di bello ci è stato donato e che noi continuiamo a ignorare.

Ma quando ci accorgiamo che queste piccole cose esistono? Quando ci viene a mancare tutto! E che ci fa mancare tutto in un momento? La sofferenza! Grande maestra!!!

In un attimo ci fa capire cos’era veramente importante nella nostra vita, ci fa desiderare anche una sola di quelle piccole cose che prima ignoravamo: un sorriso, una carezza, una parola, un po’ d’amore.

Renzo 

Il valore di un sorriso

di , 25 ottobre 2008

Un sorriso non costa nulla e rende molto.
Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante, ma il suo ricordo è talora eterno.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno.
Nessuno è così povero da non poterlo dare.
Crea felicità in casa; è sostegno negli affari; è segno sensibile dell’amicizia profonda.
Un sorriso dà riposo alla stanchezza; nello scoraggiamento rinnova il coraggio; nella tristezza è consolazione; d’ogni pena è naturale rimedio.
Ma è bene che non si può comprare, né prestare, né rubare,
poiché esso ha valore solo nell’istante in cui si dona.
E se poi incontrerete talora chi non vi dona l’atteso sorriso, siate generosi e date il vostro; perché nessuno ha tanto bisogno di sorriso come chi non sa darlo ad altri.

 

di P.Faber 

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