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Maria, porta dell’Avvento

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di , 12 dicembre 2015

MariaNel poema della santa liturgia, la Madre di Dio, Maria, sta dinanzi a noi come «porta dell’Avvento». Maria di Nazareth è la Donna dell’annunciazione, la Vergine del «sì», il nuovo «Roveto ardente», in cui il Totalmente Altro si manifesta e si fa presente come Dio Vicino: un cuore aperto all’ascolto di quel Dio che parla e che vuole entrare nella storia degli uomini attraverso la disponibilità e l’accoglienza di una sua creatura. Maria di Nazareth è la Donna della visitazione, «Vergine, cattedrale del Silenzio, anello d’oro del tempo e dell’eterno» (D. M. Turoldo), la nuova «arca dell’Alleanza», la Credente in cammino, carica di quel «Frutto benedetto» che spande una gioia che fa sussultare.

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Vieni, Signore Gesù, vieni presto!

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di , 28 novembre 2015

 

 

 

 

I domenica di Avvento Anno C, 29 novembre 2015
Lc 21,25-28.34-36

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.  Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.  Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

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Gesù, un “Re al contrario”

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di , 22 novembre 2015

XXXIV domenica del tempo Ordinario B, 22 novembre 2015
Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo Gv 18,33b-37

ImmaginePilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei? ». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me? ». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto? ». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re? ». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

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“La tua fede ti ha salvato”

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di , 24 ottobre 2015

XXX domenica del tempo Ordinario, anno B,

25 ottobre 2015 Mc 10,46-52

Giovanni-Vanzulli.-Il-cieco-nato-I-miracoli-di-gesù-E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te? ». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. Prosegui la lettura '“La tua fede ti ha salvato”'»

17 Domenica del Tempo Ordinario

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di , 22 luglio 2015

17e-B-67521_395x210Letture: 2Re 4,42-44; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15
Siamo tutti un unico corpo 1 «Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione». Chiamati a far parte della famiglia di Dio mediante il battesimo, siamo costituiti anche come un unico corpo, in Cristo Gesù. Da qui l’esortazione paolina a «vivere in umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandoci a vicenda nell’amore». Siamo tutti un unico corpo: abbiamo a cuore di conservare una comunione vera e profonda per mezzo del vincolo della pace. Proviamo a trarre delle conseguenze pratiche da tutto questo. S.siamo un unico corpo, significa che la fame del fratello è anche la mia fame, il freddo che sente nelle sue ossa è anche il freddo che indurisce le mie membra, il giudizio che gli cade addosso, perché diverso da me, perché straniero, ammalato, povero, è il giudizio mortificante che sento pesare anche sopra il mio capo. Possiamo anche cercare di obiettare: cosa possiamo fare noi, di fronte a tante ingiustizie, di fronte a tanto dolore e disperazione? Abbiamo solo venti pani d’orzo. Abbiamo solo cinque pani e due pesci. C’è poco nelle mani dei poveri, e quel poco rischia di non essere sufficiente per nessuno. «Il venti per cento della popolazione mondiale consuma risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alle future generazioni ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere»

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Festa del SS.Redentore

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di , 19 luglio 2015

Letture: Ez 34,11-16; Rm 5,5-11; Gv 3,13-17
Anche la Chiesa deve invocare guarigione

La festa più sentita dai veneziani è quella del Redentore. La grande epidemia di peste del 1575, che investì tutta l’Italia, fece a Venezia cinquantamila vittime. Vista l’inutilità di ogni rimedio, il doge esortò il popolo a pregare e deliberò la costruzione di un tempio votivo dedicato al Redentore non appena la pestilenza fosse terminata. S.decretò che la terza domenica di luglio, mese in cui il morbo cessò, fosse per sempre dedicata al pellegrinaggio di tutta la città al tempio votivo, costruito poi da Andrea Palladio.

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Chi si lascia toccare dalla carne del Signore vive

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di , 25 giugno 2015

13° Domenica del Tempo Ordinario (anno B)
Letture: 1,13-15; 2,23-24; 2Cor 8,7.9.13-15; Mc 5,21-43

unnamed Chi si lascia toccare dalla carne del Signore, vive 1 «Si radunò attorno a Gesù molta folla, ed egli stava lungo il mare». La folla, che si muove ancora dentro l’orizzonte delle istituzioni giudaiche, vede in quest’uomo una speranza nuova. Gesù «stava lungo il mare»: il mare è il luogo di tutti, dove tutte le esperienze umane si incrociano; in questo senso è il simbolo dell’universalità: Gesù è in terra giudaica, ma il suo messaggio è per tutti.

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Solo l’amore di Cristo può possedermi fino in  fondo

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di , 19 giugno 2015

12° Domenica del Tempo Ordinario (anno B)

Letture: Gb 38,1.8-11; 2Cor 5,14-17; Mc 4,35-41

Ges e la tempesta sedata«Se.uno è in Cristo è una nuova creatura». Me la ricordo bene questa parola, perché ha determinato la conversione della mia vita. I lettori mi scuseranno se, allora, parlerò un poco della mia storia, ma lo faccio solo nella speranza di dare concretezza alla Parola della Scrittura. Molti sapranno degli avvenimenti che segnarono la fine degli anni sessanta del secolo scorso. Era appena terminato il Concilio, nato dalla profezia di papa Giovanni, che voleva un profondo rinnovamento della Chiesa, affinché fosse in grado di dialogare con la modernità. Anche dal mondo delle università e delle fabbriche, da ogni luogo dove si guardava al futuro con uno sguardo di rinnovata speranza, dilagava come un’onda di piena, un irresistibile movimento popolare e giovanile che premeva a gran voce per il cambiamento rapido delle strutture e delle istituzioni.

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11° Domenica del Tempo Ordinario (anno )

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di , 16 giugno 2015

imagesLetture: Ez 17,22-24; 2Cor 5,6-10; Mc 4,26-34 «

Io innalzo l’albero bBasso» 1 «Camminiamo nella fede e non nella visione». Il brano di San Paolo che oggi viene proposto alla nostra meditazione sembra mettere in tensione due poli: da una parte «l’abitare nel corpo», e dall’altra «l’abitare presso il Signore». S.parla di lontananza, di esilio, e tutto farebbe pensare ad una corsa veloce verso una fine imminente, dove ogni realtà terrestre verrà assorbita nella visione di Dio. Come se la storia, con i suoi drammi e le sue tragiche domande, non esistesse. Come se fosse del tutto irrilevante fermarsi per strada per prendersi cura dell’ennesima vittima dei mercanti di morte. Abitare nella compagnia degli uomini, curvarsi sulle loro ferite, sarebbe come rinunciare a porre la questione del fine ultimo e del possibile approdo verso un al di là, un oltre, che travalichi gli stretti orizzonti degli affanni quotidiani e delle urgenze interminabili? Prosegui la lettura '11° Domenica del Tempo Ordinario (anno )'»

Preghiera Spirito Santo

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di , 25 maggio 2015

imgresVieni!
E ti riconosceremo nel sorriso di un bimbo, nell’attesa serena di un anziano; nel cammino religioso e fedele del musulmano e dell’indù, come anche nel cuore di tutti i cercatori di Dio. E non sarai straniero nemmeno per chi non ti crede per niente. Sarai anche nei volti sfigurati dal dolore e dalla malattia, come un sussurro di speranza. Sarai nella morte, come pegno sicuro di resurrezione.

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