I difficili no di un parroco

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di , 4 Febbraio 2014

safe_imageQuanto mi pesa dover dire di no!

Evangelizzare nella vita quotidiana della vita parrocchiale non è facile . Il dramma della mia condizione di parroco è che mentre vorrei essere l’uomo del sì, l’uomo che accoglie sempre, la mia posizione di presidente della comunità, di responsabile dell’ortodossia, di maestro della fede mi costringe invece a correggere ed orientare ed a volte purtroppo a dover vietare e questa è la cosa più pesante.
Questa fatica si esprime soprattutto nella pratica quotidiana dell’ufficio parrocchiale.
Ogni giorno in ufficio si giocano partite mortali. Quando una persona entra di solito lo fa perché ha una richiesta specifica da fare: vuole un battesimo, o iscrivere un bambino al catechismo, o chiede un funerale o mille altre cose.
Si comporta in genere come chi va in un’agenzia a comprare un servizio: sa già cosa vuole e non è lì per ascoltare lezioni (c’è già così poco tempo nella vita, ci sono i figli da andare a prendere a scuola, la spesa da fare…), alla fine dei conti quello che mi domanda è semplicemente un sì o un no.
E qui comincia la lotta.

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MESSA DEL PAPA ALLA DOMUS SANCTAE MARTHAE: SE PERDIAMO IL SENSO DI DIO, IL PEGGIORE DEI PECCATI CI APPARE UNA PICCOLEZZA.

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di , 31 Gennaio 2014

 1506016_678099592240479_430411164_nQuando viene meno la presenza di Dio tra gli uomini, “si perde il senso del peccato” e così può accadere di far pagare ad altri il prezzo della nostra “mediocrità cristiana”. Lo ha affermato oggi Papa Francesco all’omelia della Messa mattutina in Casa Santa Marta. Chiediamo a Dio, ha esortato il Papa, la grazia che in noi non diminuisca mai la presenza “del suo Regno”.

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Il disegno di Dio

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di , 12 Gennaio 2014

mariaQuaranta giorni dopo la nascita di Gesù, i genitori lo portano a Gerusalemme, nel tempio, “per presentarlo al Signore”. Alla radice di questo gesto sta un atto di fede.

Maria e Giuseppe riconoscono che quel bambino non appartiene a loro, che è più grande delle loro attese e delle loro speranze; che in quel bambino si compirà una missione che non viene da loro, ma da Dio stesso. Nello stesso tempo, essi sanno che la missione di Gesù cambierà anche la loro vita di genitori e che essi dovranno tenerne conto nel loro modo di pensare e preparare il futuro. Presentando Gesù al tempio, essi esprimono la loro accettazione di questa missione (quella di Gesù e la loro) che ancora non conoscono ma che sanno essere dentro al disegno di Dio e quindi buona.

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“I 5 passi al Mistero”: un esperimento di confronto sulle ragioni della fede

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di , 12 Gennaio 2014

untitledNella “casa” di S. Filippo Neri, a Roma, si svolgono da sei anni incontri di catechesi per giovani e adulti aperti al dialogo con i più lontani.

Un metodo semplice – mezz’ora di introduzione e un’ora di risposte in due fasi a domande scritte estratte a caso tra quelle presentate dai partecipanti – ma con radici che attingono alla predicazione di S. Filippo Neri: sono questi gli ingredienti de “I 5 passi al Mistero”, una catechesi per giovani e adulti che si svolge ormai da sei anni presso la parrocchia S. Maria in Vallicella – Chiesa Nuova di Roma  con grande affluenza di partecipanti. Le ragioni di un tale “successo” le spiega ad Aleteia padre Maurizio Botta, dell’Oratorio di S. Filippo Neri, ideatore dell’iniziativa.

Qual è lo spirito di questa iniziativa?

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No alla guerra tra di noi!

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di , 5 Dicembre 2013

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All’interno del Popolo di Dio e nelle diverse comunità, quante guerre! Nel quartiere, nel posto di lavoro, quante guerre per invidie e gelosie, anche tra cristiani! La mondanità spirituale porta alcuni cristiani ad essere in guerra con altri cristiani che si frappongono alla loro ricerca di potere, di prestigio, di piacere o di sicurezza economica. Inoltre, alcuni smettono di vivere un’appartenenza cordiale alla Chiesa per alimentare uno spirito di contesa. Più che appartenere alla Chiesa intera, con la sua ricca varietà, appartengono a questo o quel gruppo che si sente differente o speciale.

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Ascoltare e non mettere in pratica la Parola di Dio fa male

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di , 5 Dicembre 2013

600910_649720378411734_96035006_n«Chi pronuncia parole cristiane senza Cristo, cioè senza metterle in pratica, fa male a se stesso e agli altri, perché è vinto dall’orgoglio e causa divisione, anche nella Chiesa». E’ questo, in sintesi, quanto ha affermato Papa Francesco, stamani, durante la Messa presieduta nella Cappella di Santa Marta: ascoltare e mettere in pratica la parola del Signore è come costruire la casa sulla roccia.  Papa Francesco spiega la parabola evangelica proposta dalla liturgia del giorno.

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Francesco ai giovani: «Dovete vivere, non vivacchiare»

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di , 4 Dicembre 2013

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«Non spettatori ma protagonisti» nelle «sfide» del mondo contemporaneo. Non mediocri o annoiati, non omologati. «Non si può vivere senza guardare le sfide», «non state al balcone, lottate per dignità e contro la povertà». Questo lo stile di vita che il papa latinoamericano ha proposto ai giovani, celebrando nella basilica vaticana i vespri di Avvento, primo incontro con gli universitari degli atenei romani del suo pontificato.

«Vivere, mai vivacchiare», ha detto, e «non lasciatevi rubare l’entusiasmo giovanile». Gli studenti delle università romane, in particolare quelle pontificie, sono uno spaccato di giovani da diverse parti del mondo. Incontrandoli oggi, in un contesto liturgico e di preghiera, papa Bergoglio ha lanciato alcuni messaggi, sulla linea di altri incontri con i ragazzi, come, tra gli altri, quello con i giovani argentini, a Rio, nell’ambito della Giornata mondiale della gioventù.

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Il Papa ai fedeli: chi pratica la misericordia non teme la morte

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di , 28 Novembre 2013

943012_400928876705563_97133337_nCirca 50 mila fedeli oggi in Piazza San Pietro per l’udienza generale, nonostante la giornata molto fredda. Il Papa ha fatto innanzitutto i complimenti ai pellegrini presenti: “perché voi siete coraggiosi con questo freddo in piazza! Complimenti, tanti!”.

 

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Evangelii Gaudium – la gioia del Vangelo

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di , 27 Novembre 2013

 

970969_495294930546179_846080279_nCinque capitoli, 288 paragrafi, più di centotrenta pagine. La prima esortazione apostolica di Papa Francesco, considerato che la Lumen Fidei uscita a giugno era la rielaborazione di un testo già scritto in gran parte da Benedetto XVI,  “Evangelii Gaudium”, consegnata simbolicamente domenica in occasione della chiusura dell’Anno della fede, è un testo programmatico. A dirlo è lo stesso Francesco, nelle prime righe del testo: “Ciò che intendo qui esprimere ha un significato programmatico e delle conseguenze importanti”. L’auspicio, aggiunge il Pontefice, è “che tutte le comunità facciano in modo di porre in atto i mezzi necessari per avanzare nel cammino di una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno. Ora non ci serve una semplice amministrazione. Costituiamoci in tutte le regioni della terra in uno stato permanente di missione”.

Ecco alcuni spunti, importante sarebbe leggerla tutta e meditarla e passare all’azione…

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Non c’è vera carità se non si annuncia Cristo

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di , 22 Novembre 2013

CARIT-~1Introducendo l’incontro internazionale sul tema Testimoniare la fede attraverso la carità, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha discettato su alcuni dei fondamenti più importanti della cristianità.

La fede, ha ricordato il cardinale Bagnasco, “è dono di Dio” che l’uomo può accettare o meno e comunque è sempre “originata dalla chiamata divina e mai dall’iniziativa umana”. Gli uomini d’oggi, tuttavia, “spesso non colgono questo ordine e lo invertono, pensando che Dio sia oggetto della loro scelta”. Dio, però, “non accetta di essere un elemento fra i tanti nella vita dell’uomo, altrimenti sarebbe ridotto a oggetto o a idolo”.

La fede da sola, tuttavia, è insufficiente e necessita delle opere (cfr. Gc 2,26), espressione massima della carità. “Chi non porta frutto nella carità – ha proseguito Bagnasco – mostra quindi di non avere realmente accolto nella fede il Cristo, che trasforma l’uomo e lo rende nuova creatura (2Cor 5,17)”.

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