Category: Catechesi

Terza domenica di Avvento

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di , 10 Dicembre 2011

Il Battista venne tentato di darsi il merito del successo della sua predicazione: sarebbe stato facile, infatti, eleggersi leader della folla che accorreva da lui presso il Giordano! Chi cammina sulla via di Dio non deve dimenticare di lasciare a Lui l’iniziativa, per assumere il ruolo di testimone dell’azione divina. Come dice Giovanni nel vangelo di questa domenica ci è chiesto di non pretendere di essere la luce, ma di saperla riconoscere per indicarla a tutti. Il sistema GPS, in realtà, non può consigliare un percorso con le sole informazioni in suo possesso, ma ha sempre bisogno di rivolgersi “in alto”, cioè ai satelliti, per conoscere la sua posizione esatta e così indicare la via migliore per giungere a destinazione. Ricordiamoci che Gesù si proclamerà la via che porta al Padre “Io sono la Via, la Verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv 14,6) per questo il Battista, riconosce la sua posizione rispetto a Lui e lo indica

Prima domenica di Avvento

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di , 26 Novembre 2011

Con l’inizio dell’Avvento, in famiglia o nella comunità cristiana, rischiamo di innestare il pilota automatico: destinazione: Natale… con tutti i classici “allegati” della festa. Se invece “navighiamo a vista” è anche peggio, il tempo dell’Avvento diventa un periodo come un altro: la festa ci passerà sopra la testa e così l’ennesimo Natale sarà archiviato. “Vegliate” l’invito evangelico che ci ridesta richiamando un compito ineludibile. Non è per niente utile infatti addormentarsi , gettare al vento tempo e occasioni per l’incontro con Dio che, non dimentichiamo, è sempre il nostro orizzonte, il motivo per cui siamo in viaggio. Allora le “coordinate” vanno inserite in uno speciale “navigatore”… perché con una méta chiara, la via ci venga rivelata e l’incontro possa realmente avvenire, come e dove il Signore stesso vorrà. Quali sono le coordinate del nostro viaggio di Natale? Verso cosa o Chi stiamo andando?

Da meditare in avvento

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di , 26 Novembre 2011

Pillole della visita pastorale
… Per vivere bisogna respirare. Ecco, Gesù l’ho incontrato in una maniera molto semplice: “respirando” la fede dei miei cari… mia mamma, i miei catechisti i parrocchiani, gli amici… e man mano che passano gli anni se noi lo vogliamo il rapporto con Gesù si fa sempre più forte… nonostante i miei limiti e i miei difetti Lui mi è stato vicino, attraverso lo Spirito Santo mi ha chiesto di diventare prima sacerdote e poi Patriarca… Per essere un bravo uomo autentico bisogna domandare perdono al Signore e agli amici… uno deve sempre riprendersi quando cade…
Non bisogna solo aver fame di pane ma anche fame di Dio. Noi dobbiamo portare agli altri questo messaggio, eh? …
Guardiamoci dentro: noi riusciamo ad essere buoni? Non ci succede di essere cattivi anche noi? Tutti abbiamo certi momenti quando andiamo contro il bene, che è Gesù, quando insultiamo, quando giudichiamo, quando diciamo male ,… noi uomini abbiamo un grande desiderio di fare il bene ma c’è una forza potente in noi che facciamo il male e non il bene che vogliamo… come si combatte? Incominciando da noi … avendo l’umiltà di chiedere perdono al Signore e stando vicino a Lui vivendo bene ogni giorno restando amico anche di chi è diverso da noi… Ricordate l’amico di tutti gli amici è Gesù …

[tratto dall’ Incontro del Patriarca Angelo con i bambini]

Festa della dedicazione delle nostre Chiese

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di , 29 Ottobre 2011

Domum Dei decet sanctitudo: Sponsum eius Christum adoremus in ea (invitatorio di Mattutino). Il pensiero liturgico del giorno è precisato in questa formula invitatoriale. “Deve essere santa la casa di Dio: in essa adoriamo il Cristo, suo Sposo”. Che mistero è questo di una casa, che nello stesso tempo è sposa? Sono sante le nostre Chiese per l’appartenenza a Dio, per la celebrazione del Sacrificio, per le preghiere e le lodi che vi si offrono all’ospite divino. Per un titolo più valido di quello che potevano vantare l’antico tabernacolo e il tempio, la dedicazione le ha separate da tutte le case degli uomini ed esaltate sopra tutti i palazzi della terra. La sublime funzione della dedicazione delle chiese come pure la festa che ne perpetua il ricordo, non si arrestano al santuario costruito con le nostre mani, ma si elevano a realtà viventi e più auguste. La gloria principale del nobile edificio è simboleggiarne la grandezza. Il mistero della dedicazione.
Dio ha un solo santuario degno di lui: la sua vita divina, il tabernacolo di cui è detto che egli si circonda (Sal 17,12) quando curva i cieli (ivi 10) rende fitte le tenebre (ivi 12) agli occhi mortali, luce inaccessibile (1Tm 6,16) in cui abita nella sua gloria la tranquilla Trinità. Nondimeno, o Dio altissimo, ti degni comunicare alle anime nostre questa vita divina, che i cieli non possono contenere (3Re 8,27) e meno ancora la terra, e fai gli uomini partecipi della tua natura (2Pt 1,4). … Il tempio di Dio è santo, diceva l’Apostolo, e il tempio siete voi, tempio è il cristiano, tempio è l’assemblea cristiana.
Poiché Gesù Cristo chiama tutta l’umanità a partecipare della sua pienezza (Gv 1,16; Col 2,10), l’umanità a sua volta completa Cristo (Ef 1,23). Essa fu ossa delle sue ossa, carne della sua carne (Gen 11,23), un corpo solo (Ef 6,30), formando con lui l’ostia, che deve eternamente bruciare sull’altare dei cieli nel fuoco dell’amore; in quanto poi è la pietra d’angolo, su essa sono poste altre pietre viventi (1Pt 2,4-7): l’assemblea dei predestinati, che sotto la cura degli architetti apostolici (1Cor 3,10) sorse tempio santo del Signore (Ef 2,20-22). Così la Chiesa è la Sposa e per Cristo e con Cristo è casa di Dio. Lo è in questo misero mondo in cui si tagliano, nella fatica e nella sofferenza, le pietre elette, che saranno poi poste nel luogo previsto dal disegno di Dio (Inno di Vespro). Lo è nella felicità del cielo, dove il tempio eterno si accresce di ogni anima partita di quaggiù, in attesa che, compiuto con l’arrivo del nostro corpo immortale, sia dedicato dal nostro grande Pontefice, nel giorno della inimitabile dedicazione che chiuderà i tempi (1Cor 15,24): consegna solenne del mondo riscattato e santificato al Padre che gli diede il proprio Figlio (Gv 3,16), a Dio divenuto tutto in tutti (1Cor 15,28).
… Allora la profezia di san Giovanni, il prediletto, sarà realizzata: Ho veduto la città santa, la nuova Gerusalemme, che discendeva dai cieli, ornata come una sposa per lo sposo e ho udito una gran voce che veniva dal trono e diceva: Qui è il tempio di Dio (Ap 21,2.3). In questa domenica così importante celebriamo anche la tradizionale festa dei lustri di matrimonio La parrocchia è lieta di celebrare questa ricorrenza perché il sacramento del matrimonio è il campo fertile dove si vive l’amore e si moltiplicano i frutti benedetti da Dio.

Festa di tutti i Santi

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di , 29 Ottobre 2011

Nella schiera dei Santi vediamo la varieta’ dell’amore di Dio
“La moltitudine di santi di ogni razza e cultura che popola la storia umana è il segno della varietà impressa da Dio al genere umano e testimonia la forza del suo amore. Celebriamo oggi con grande gioia la festa di tutti i Santi. Visitando un vivaio botanico, si rimane stupefatti dinanzi alla varietà di piante e di fiori, e viene spontaneo pensare alla fantasia del Creatore che ha reso la terra un meraviglioso giardino. Analogo sentimento ci coglie quando consideriamo lo spettacolo della santità: il mondo ci appare come un ‘giardino’, dove lo Spirito di Dio ha suscitato con mirabile fantasia una moltitudine di santi e sante, di ogni età e condizione sociale, di ogni lingua, popolo e cultura. Ognuno e’ diverso dall’altro con la singolarità della propria personalità umana e del proprio carisma spirituale. Tutti però recano impresso il ‘sigillo’ di Gesù, cioè l’impronta del suo amore, testimoniato attraverso la Croce. Sono tutti nella gioia in una festa senza fine, ma, come Gesù, questo traguardo l’hanno conquistato passando attraverso la fatica e la prova, affrontando ciascuno la propria parte di sacrificio per partecipare alla gloria della risurrezione”. [Benedetto XVI]

85ª Giornata missionara mondiale

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di , 22 Ottobre 2011

«Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi» (Gv 20,21)

Ogni anno la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale.  È un giorno destinato a ravvivare in tutti i fedeli,  anche nei pastori, la consapevolezza che la Chiesa è missionaria per sua essenza, per sua natura, per  volontà di Cristo.  L’evangelizzazione non è un compito imposto dall’esterno, ma scaturisce dall’essere stesso  della Chiesa.  Non si può essere autenticamente cristiani e non essere missionari, non avendo lo zelo apostolico,  il desiderio di proclamare l’amore di Gesù Cristo agli uomini.  Possiamo affermare in modo inequivocabile  che lo zelo missionario di una comunità o di una Chiesa locale, viene ad essere un segno della sua  vitalità spirituale.  Allo stesso tempo, l’evangelizzazione è il modo migliore per rafforzare la fede.  Come indicato  nel Beato Papa Giovanni Paolo II, la fede si rafforza donandola (cfr RM,2).  Il tema della Giornata Missionaria Mondiale di oggi, è: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando  voi” (Gv 20, 21).  La dimensione missionaria della Chiesa è un prolungamento dell’invio di Cristo da parte del  Padre.  La Chiesa, come suo Corpo mistico, prolunga l’incarnazione di Cristo, la sua presenza fisica tra gli  uomini.  Ogni cristiano diventa, mediante il battesimo, la bocca di Cristo per annunciare il suo regno tra gli  uomini.  Il Papa ricorda che nella liturgia della Chiesa, specialmente nella Messa, si attualizza l’invio dei battezzati  per l’evangelizzazione del mondo.  Come i discepoli di Emmaus, tutti i fedeli che hanno avuto un vero  incontro con Cristo, si sentono spinti ad annunciarlo subito a tutti gli uomini.  La vicinanza del Signore, che si  trattiene per condividere con loro il pane, fa sì che quei due discepoli che camminavano disincantati diventino  apostoli che sentono la necessità imperiosa di annunciare a tutti che Gesù, il Cristo, è vivo.  La partecipazione  autentica alla liturgia porta sempre frutti in uno spirito missionario.  Benedetto XVI afferma, nel suo Messaggio per la Giornata Missionaria 2011, che “destinatari dell’annuncio  del Vangelo sono tutti i popoli” e ribadisce che la missione affidata da Cristo alla sua Chiesa è ancora molto  lontana dal suo compimento.  “Non possiamo rimanere tranquilli al pensiero che, dopo duemila anni, ci sono  ancora popoli che non conoscono Cristo e non hanno ancora ascoltato il suo Messaggio di salvezza.  Non  solo; ma si allarga la schiera di coloro che, pur avendo ricevuto l’annuncio del Vangelo, lo hanno dimenticato  e abbandonato, non si riconoscono più nella Chiesa; e molti ambienti, anche in società tradizionalmente cristiane,  sono oggi refrattari ad aprirsi alla parola della fede.  È in atto un cambiamento culturale, alimentato  anche dalla globalizzazione, da movimenti di pensiero e dall’imperante relativismo, un cambiamento che porta  ad una mentalità e ad uno stile di vita che prescindono dal Messaggio evangelico, come se Dio non esistesse,  e che esaltano la ricerca del benessere, del guadagno facile, della carriera e del successo come scopo  della vita, anche a scapito dei valori morali”.  Tale situazione richiede una rinnovata passione per l’evangelizzazione  in tutti i fedeli.  Ogni battezzato deve sentire questa missione come propria, e sostenere con la  preghiera e l’aiuto economico, il servizio dei nostri missionari per far conoscere agli uomini l’amore salvifico  di Dio, specialmente nelle Chiese più povere e carenti di risorse finanziarie.  L’intercessione di Maria, Stella  dell’Evangelizzazione, porti a compimento il desiderio del Santo Padre: “La Giornata Missionaria ravvivi in  ciascuno il desiderio e la gioia di ‘andare incontro all’umanità portando a tutti Cristo”. 
(dal sito agenziafides.  org commento al Messaggio del Papa Benedetto XVI in relazione alla Giornata Mondiale Missionaria)

Due pensieri del parroco…

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di , 18 Ottobre 2011

Rispondo alla chiamata: “Il Padre cerca adoratori che possano adorarlo in spirito e verità” (Gv. 4)? desidero impegnarmi personalmente con Gesù, realmente presente nel SS.Sacramento dell’Eucaristia, per adorarlo con fedeltà, un’ora la settimana? …

Nel nostro piccolo, come fedeli, siamo felici nel poter rispondere all’invito del Signore Gesù: “Restate qui e vegliate con me”. Lui che ha donato la sua vita per salvarci ci chiede come ai discepoli di vegliare. È triste riscontrare nella realtà quotidiana quello che l’evangelista Matteo scrive nel capitolo 26 al versetto 40: “Non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora”. Proprio così, nella vita di tutti i giorni spesso non c’è posto per Gesù. A tal proposito vorrei rinnovare l’appello a lasciarsi amare dal Signore iscrivendosi all’Adorazione Eucaristica Permanente, infatti, tutti coloro che lo desiderino possono pregare, con Gesù Eucarestia. Assumiamoci l’impegno di un’ora alla settimana sarà così possibile mantenere viva l’Adorazione Eucaristica di cui Gesù ha voluto farci dono nella sua immensa misericordia. Concludo, rinnovando l’invito ad iscriversi almeno un’ora. Ringrazio dunque tutti gli adoratori, iscritti e non, per la loro presenza.

Che cos’è dunque la lectio divina?
è un modo particolare di accostarsi alla Parola di Dio, in vista soprattutto della preghiera, e l’ascoltorisposta di (quindi colloquio con) Dio attraverso la parola scritta: “Nei libri sacri il Padre (…) viene incontro ai suoi figli e discorre con loro” (DV. 21) La Chiesa si fonda sulla Parola di Dio, nasce e vive in essa. Ivi trova “l’annuncio della sua identità, la grazia della sua conversione, il mandato della sua missione, la fonte della sua profezia, la ragione della sua speranza” (Sinodo 2008, Instrumentum Laboris, 12). La lectio divina è lettura riflessiva e ascolto orante – da soli o in gruppo – della Bibbia, accolta come Parola di Dio. Con la guida dello Spirito Santo, nell’esperienza di meditazione e silenzio, di contemplazione e condivisione, la Parola diventa sorgente di grazia, dialogo orante, appello alla conversione, proposta profetica e orizzonte di speranza. Benedetto XVI ha invitato tutti alla creatività: “Quale punto fermo della pastorale biblica, la lectio divina va ulteriormente incoraggiata, anche mediante l’utilizzo di metodi nuovi, attentamente ponderati, al passo con i tempi” (Ai biblisti, 16.IX.2005). Anche noi abbiamo iniziato al venerdì dopo l’eucarestia in chiesa a San Donato questa esperienza, rinnovo l’invito a partecipare.

Don Carlo

Incontro per i genitori

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di , 16 Settembre 2011

Luunedì 19 settembre in sala San Gerardo incontro dei genitori dei bambini delle elementari

  • Ore 15.30 genitori dei bambini dei gruppi arcobaleno 2 e 3 (seconda e terza elementare)
  • Ore 16.30 genitori dei bambini del gruppo mamre 4 (quarta elementare)
  • Ore 17.30 genitori dei bambini del gruppo mamre 5 (quinta elementare)

Mercoledì 21 Settembre ore 17 in sala San Gerardo incontro dei genitori dei ragazzi dei gruppi:

  • Sichem 1, 2 ,3 (prima, seconda e terza media);
  • Kairós ( i ragazzi che hanno fatto la cresima )

Vi aspettiamo numerosi!  (Don Carlo e catechisti)

Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2011

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di , 26 Febbraio 2011

“Con Cristo siete sepolti nel Battesimo, con lui siete anche risorti” (cfr Col 2,12)
Presentiamo da questa settimana il testo del messaggio del Papa Benedetto per la prossima quaresima, perché meditando le parole del Santo Padre iniziamo a preparare questo tempo importante del nostro cammino.

Cari fratelli e sorelle, 

la Quaresima, che ci conduce alla celebrazione della Santa Pasqua, è per la Chiesa un tempo liturgico assai prezioso  e importante, in vista del quale sono lieto di rivolgere una parola specifica perché sia vissuto con il dovuto impegno.  Mentre guarda all’incontro definitivo con il suo Sposo nella Pasqua eterna, la Comunità ecclesiale, assidua  nella preghiera e nella carità operosa, intensifica il suo cammino di purificazione nello spirito, per attingere con  maggiore abbondanza al Mistero della redenzione la vita nuova in Cristo Signore (cfr Prefazio I di Quaresima).  1.  Questa stessa vita ci è già stata trasmessa nel giorno del nostro Battesimo, quando, “divenuti partecipi della  morte e risurrezione del Cristo”, è iniziata per noi “l’avventura gioiosa ed esaltante del discepolo” (Omelia nella  Festa del Battesimo del Signore, 10 gennaio 2010).  San Paolo, nelle sue Lettere, insiste ripetutamente sulla singolare  comunione con il Figlio di Dio realizzata in questo lavacro.  Il fatto che nella maggioranza dei casi il Battesimo  si riceva da bambini mette in evidenza che si tratta di un dono di Dio: nessuno merita la vita eterna con le proprie  forze.  La misericordia di Dio, che cancella il peccato e permette di vivere nella propria esistenza “gli stessi sentimenti  di Cristo Gesù” (Fil 2,5), viene comunicata all’uomo gratuitamente.  L’Apostolo delle genti, nella Lettera ai Filippesi, esprime il senso della trasformazione che si attua con la partecipazione  alla morte e risurrezione di Cristo, indicandone la meta: che “io possa conoscere lui, la potenza della sua  risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla  risurrezione dai morti” (Fil 3,10-11).  Il Battesimo, quindi, non è un rito del passato, ma l’incontro con Cristo che  informa tutta l’esistenza del battezzato, gli dona la vita divina e lo chiama ad una conversione sincera, avviata e  sostenuta dalla Grazia, che lo porti a raggiungere la statura adulta del Cristo.  Un nesso particolare lega il Battesimo alla Quaresima come momento favorevole per sperimentare la Grazia che  salva.  I Padri del Concilio Vaticano II hanno richiamato tutti i Pastori della Chiesa ad utilizzare “più abbondantemente  gli elementi battesimali propri della liturgia quaresimale” (Cost.  Sacrosanctum Concilium, 109).  Da sempre,  infatti, la Chiesa associa la Veglia Pasquale alla celebrazione del Battesimo: in questo Sacramento si realizza quel  grande mistero per cui l’uomo muore al peccato, è fatto partecipe della vita nuova in Cristo Risorto e riceve lo  stesso Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti (cfr Rm 8,11).  Questo dono gratuito deve essere sempre ravvivato  in ciascuno di noi e la Quaresima ci offre un percorso analogo al catecumenato, che per i cristiani della Chiesa  antica, come pure per i catecumeni d’oggi, è una scuola insostituibile di fede e di vita cristiana: davvero essi  vivono il Battesimo come un atto decisivo per tutta la loro esistenza.  (Continua)

Educare alla pienezza della vita

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di , 5 Febbraio 2011

L’educazione è la sfida e il compito  urgente a cui tutti siamo chiamati,  ciascuno secondo il ruolo proprio e la specifica vocazione.  Auspichiamo  e vogliamo impegnarci per educare alla pienezza della  vita, sostenendo e facendo crescere, a partire dalle nuove generazioni,  una cultura della vita che la accolga e la custodisca dal  concepimento al suo termine naturale e che la favorisca sempre,  anche quando è debole e bisognosa di aiuto.  Come osserva Papa Benedetto XVI, «alla radice della crisi  dell’educazione c’è una crisi di fiducia nella vita» (Lettera alla  Diocesi e alla città di Roma sul compito urgente dell’educazione,  21 gennaio 2008).  Con preoccupante frequenza, la cronaca riferisce  episodi di efferata violenza: creature a cui è impedito di nascere,  esistenze brutalmente spezzate, anziani abbandonati, vittime  di incidenti sulla strada e sul lavoro.  Cogliamo in questo il segno di un’estenuazione della cultura della  vita, l’unica capace di educare al rispetto e alla cura di essa in  ogni stagione e particolarmente nelle sue espressioni più fragili.  Il fattore più inquietante è l’assuefazione: tutto pare ormai normale  e lascia intravedere un’umanità sorda al grido di chi non  può difendersi.  Smarrito il senso di Dio, l’uomo smarrisce se stesso:  «l’oblio di Dio rende opaca la creatura stessa» (Gaudium et  spes, n.  36).  Occorre perciò una svolta culturale, propiziata dai numerosi e  confortanti segnali di speranza, germi di un’autentica civiltà  dell’amore, presenti nella Chiesa e nella società italiana.  Tanti  uomini e donne di buona volontà, giovani, laici, sacerdoti e persone  consacrate, sono fortemente impegnati a difendere e promuovere  la vita.  Grazie a loro anche quest’anno molte donne, seppur  in condizioni disagiate, saranno messe in condizione di accogliere  la vita che nasce, sconfiggendo la tentazione dell’aborto.  Vogliamo di cuore ringraziare le famiglie, le parrocchie, gli istituti  religiosi, i consultori d’ispirazione cristiana e tutte le associazioni  che giorno dopo giorno si adoperano per sostenere la vita nascente,  tendendo la mano a chi è in difficoltà e da solo non riuscirebbe  a fare fronte agli impegni che essa comporta. 

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