La Parola della Domenica

di , 2 Maggio 2009

4ª di Pasqua
At 4,8-12 In nessun altro c’è salvezza 
Sal 117 La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo. 
1Gv 3,1-2 Vedremo Dio così come egli è. 
Gv 10,11-18Il buon pastore dà la propria vita per le pecore… 

Il Vangelo che leggiamo oggi è notissimo e suscita in tutti noi ricordi che risalgono al primo catechismo,  alle prime esperienze sulla parola di Gesù.  Cosa può esserci di nuovo, quale insegnamento ne  possiamo trarre che già non sia stato reso evidente?  Il Pastore buono, che ama le pecore, infonde in  tutti noi un senso di fiducia.  Proviamo ammirazione per il Pastore che dà la sua vita per le pecore.  C’è  un Pastore che ci cura, siamo a posto, non ci sono più problemi…  Ma abbiamo mai visto, noi cittadini,  come si muove, come agisce un gregge di pecore?  Avete mai fatto caso che si muovono quasi tutte  all’unisono, tutte in gruppo, specie in presenza di un ostacolo o di un pericolo.  E sempre seguendo il  pastore, riconoscendone la voce, seguendone il passo.  E ora guardiamo un po’ dentro di noi, dentro le  nostre comunità e le nostre famiglie e facciamoci una domanda fondamentale: che gregge siamo?  Se  da un lato Gesù si propone come Pastore buono, attento, premuroso, dall’altro ci pare chiedere con  decisione che noi si sia un gregge mansueto e fedele.  Non ci chiede di essere “pecore”, ma gregge, sostegno  reciproco, unità di intenti e di meta.  Che gregge è la nostra comunità?  Seguiamo il Signore come  un gregge o come pecore sparse?  Gesù, “testata d’angolo”, “pietra angolare  scartata dai costruttori”, non ci chiede slanci di eroismo, ma di essere docili  e fedeli pecorelle, che si muovono insieme, che viaggiano insieme al suo  seguito, che ascoltano ogni momento la sua voce, ne seguono il richiamo.  Quanta differenza tra il pensiero e l’azione, l’insegnamento di Gesù e la nostra  applicazione.  Non ci riesce di essere gregge, non pecore, ma gregge.  La pecora  da sola ha tutti i limiti che la consuetudine popolare le attribuisce: timorosa,  pavida, imbelle.  Il gregge, fedele e coeso, ha forza, fedeltà, fiducia nel Pastore  e in se stesso.  Ma tant’è…  Siamo pecore e ci affanniamo a ruggire, ma  senza l’aiuto del Pastore esce solo un flebile belato. 

Per la revisione di vita:

  • Quando ci siamo sentiti al seguito di Gesù perché  parte di una comunità in cammino? 
  • Come manteniamo unito il “gregge” della  nostra famiglia o della nostra comunità? 
  • Con che mezzi? 
  • Quando ci siamo  sentiti “pecore smarrite” isolate dal gregge più che abbandonate dal Pastore?

I commenti non sono attivi

Panorama Theme by Themocracy