il Vangelo della domenica, la riflessione di Don Carlo

di , 23 Maggio 2009

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

“Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo ad ogni creatura”, così Gesù saluta i suoi amici prima di tornare al Padre e continuare alla sua destra la missione salvifica. La domenica dell’Ascensione al cielo del Signore, ci dona un brano evangelico dove riceviamo pure noi un mandato. Andate, c’è lo ripete ancora Gesù, andate dappertutto, non solo dove è più facile e conviene, ma in tutto mondo a tutti gli uomini e donne della terra: “La storia della salvezza comincia con l’elezione di un uomo, Abramo, e di un popolo, Israele, ma la sua intenzione è l’universalità, la salvezza di tutti i popoli. La storia della salvezza è sempre marcata da questo intreccio di particolarità e di universalità.”(Benedetto XVI^ Regina Coeli di domenica 17/05/2009) Queste  le parole  con cui il Papa spiegava domenica al Regina Coeli il significato profondo del suo recente pellegrinaggio in Terra Santa. Ci aiutano a cogliere il significato profondo della nostra vocazione di discepoli inviati. La nostra è una chiamata personale ma per l’universalità, non siamo discepoli per noi stessi, per i nostri interessi e bisogni, siamo mandati ad annunciare una salvezza. Questo lo possiamo fare perché per primi noi siamo stati salvati, redenti dalla Croce e Risurrezione di Gesù. L’invio, prima di salire al cielo, ci domanda di non rinchiuderci, di non pensare solo a noi stessi, ai nostri gruppi, alle nostre parrocchie, come fossero l’unico luogo dove siamo mandati. Come persone e come comunità cristiane siamo inviati a tutto il mondo; a fare che? A proclamare il Vangelo a ogni creatura. A proclamare Gesù la buona Parola per la vita e sulla vita. La Chiesa e i Cristiani non sono inviati dal Signore a costruire chi sa che enti benefici o assistenziali, centri caritativi e di ausilio, questo è un inganno nel quale  tante volte cadiamo anche come parrocchie e come preti. Ci lasciamo convincere dal mondo che se la Chiesa non è così non è Chiesa. Invece Gesù ci invia a proclamare il vangelo perché “chiunque crede e sarà battezzato sarà salvo, chi invece non crederà sarà condannato. Ecco è l’adesione a Cristo il centro del mandato, è il rivestirsi della Sua vita che siamo chiamati ad  annunciare e proporre, i segni che accompagnano, oggi come allora, sono i segni sacramentali: “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno”. Possono sembrare segni anacronistici, ma invece sono i segni che costituiscono l’azione evangelizzatrice della Chiesa universale, e di ogni Chiesa locale e particolare. Questi segni ancora accompagnano chi evangelizza, perché si scorge l’opera di Gesù nel fatto che la gente che vede il discepolo che vive realmente della Parola, chiede perdono a Dio dei propri peccati, si riconcilia con i fratelli, impara la lingua nuova dell’Amore all’altro, anche il nemico. Quanti racconti potremmo raccogliere. Certo anche i gesti di solidarietà sono presenti, ma come conseguente accoglienza di questo Amore. E Gesù dove è? Dal cielo, dalla destra del Padre continua la sua azione, infatti “agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.!” Ancora agisce con noi e conferma la Parola con segni concreti, la lista la potrei fare, non basterebbe tutto il giornale.

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