Andate

di , 23 Maggio 2009

Andate!”.  Ouesto verbo dovrebbe tornare a essere la fotografia della nostra vita cristiana, sia personale sia comunitaria.  Andare, camminare, girare, spostarsi, cambiare…  esattamente come faceva Gesù, che l’evangelista Marco ci racconta sempre pronto ad “andare altrove”.  Purtroppo invece la nostra fede, sia personale sia comunitaria è diventata statica, ferma, riservata a noi che stiamo già a Cafarnao, per quelli che ci cercano (Cfr.  Me 1,29-39) non per quelli che dobbiamo andare a cercare.  Pensiamo così come pensano tutti, e se tutti diventano piano piano razzisti, anche noi dimentichiamo il Vangelo e giorno dopo giorno lo diventiamo… 

Andate!”.  “Ma come si fa ad andare a proclamare il Vangelo a ogni creatura?  E’ difficile.  Non ti stanno a sentire-e non vogliono sentire”.  Già, come si fa?  Immaginiamo cosa avranno pensato gli “undici” e il gruppetto di discepoli che era con loro.  Loro non avevano le parrocchie, le diocesi, la curia romana, le scuole prestigiose di teologia, i biblisti raffinati, il diritto canonico, il catechismo della Chiesa cattolica, i convegni…  Non avevano niente di ciò che abbiamo noi.  Eppure: “Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano“. 

Andate!”.  Cristiani di oggi, perché state a guardare il cielo? 

Andate!”.  C’è una straordinaria somiglianza tra la consegna di Gesù e il saluto finale della Messa, quello che poi anticamente era la “missio” (l’impegno che i cristiani si prendevano al termine dell’eucaristia, momento tanto importante da dare il nome a tutta la celebrazione: missio – messa): “Andate in pace!  “.  Chissà se non sia il caso di togliere quel “in pace”, che può far pensare a un “andate tranquilli, il vostro dovere oggi l’avete fatto”?  Forse sarebbe meglio dire: “Andate a proclamare il Vangelo di Gesù che avete ricevuto”.  Ogni tanto bisognerebbe dire ai fedeli prima del saluto finale: “Girate lo sguardo intorno, guardatevi.  Tra di voi ci sono operai, impiegati, medici, infermieri, commercianti, commesse, casalinghe, pensionati…  Nella vita di ogni giorno, voi che state qua dentro – cento, duecento, trecento…  – incontrerete migliaia di persone.  Chi glielo annuncia il Vangelo a questa folla? 

Andate e proclamate il Vangelo“.  Il Vangelo.  Non un pressappoco.

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