Un cammino di Comunione

di , 6 Settembre 2009

A don Nandino 

Don NandinoSono passati circa 7 anni da quando ci siamo trovati a parlare del nuovo incarico che i superiori ci avevano assegnato, e oggi siamo qui a salutarci.  Sono passati 7 anni da quando abbiamo scattato quella foto in bianco e nero che serviva per annunciare il nostro arrivo qui a Murano e ora siamo chiamati a voltare pagina nel libro della nostra vita.  Un libro che, per quanto siamo stati capaci, abbiamo scritto insieme. 

Sono stati sette anni importanti, vissuti con entusiasmo e trepidazione in alcuni momenti, in altri con fatica e difficoltà, anche se alle volte difficili, ma con la convinzione che stavamo servendo il Signore nei fratelli che Lui ci aveva posto accanto.  Io oggi voglio ringraziare il Signore con te, caro don Nandino, perché abbiamo condiviso questa esperienza insieme.  E’ vero che siamo diversi, e aggiungo per fortuna, ma quello che ha mosso i nostri passi era cercare di portare le persone a Cristo, infatti siamo stati chiamati a questo nella vocazione sacerdotale. 

Abbiamo cercato di farlo come siamo fatti ciascuno di noi.  Ci siamo voluti bene e ci siamo rispettati.  Sono convinto che, l’esperienza che abbiamo vissuto darà i suoi frutti.  Se volgo lo sguardo indietro vedo più le cose belle e significative che abbiamo condiviso e vissuto, che quelle difficili che abbiamo dovuto affrontare per i nostri caratteri e per le nostre personali passioni.  Riesco ad individuare le esperienze che ci hanno fatto maturare assieme come presbiteri della Chiesa, dalle Celebrazioni, alle esperienze con gli adulti e i giovani, ai vari momenti che hanno significato la vita dell’Unità Pastorale….  , l’elenco lo lascio al nostro cuore. 

Ora il Signore ti chiama ad altri incarichi, e chiama me a continuare il cammino iniziato assieme.  Chiedo al Signore che ti doni lo Spirito Santo per sapere guidare con saggezza Pax Christi, questa associazioni a cui il Signore oggi ti invia, come anche domando che ti doni lo Spirito del Consiglio per poter accompagnare le persone che incontrerai nel tuo ministero al Porto. 

La nostra fraternità sacerdotale, siccome non ce la siamo inventata ma ci è stata donata dal Signore, si è certamente rafforzata e continuerà a rimanere un segno nelle nostre vite, e spero una testimonianza per queste comunità.  Quando celebreremo l’Eucarestia ci sentiremo vicini, anzi in comunione, e non credo che questo sarà solo per me, ma per tutti i fratelli e le sorelle che hanno camminato nella fede con noi in questi anni. 

Fraternamente 
Don Carlo

I commenti non sono attivi

Panorama Theme by Themocracy