Fratelli …

di , 12 Settembre 2009

“Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro.  Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.  Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto.  E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo.  E rendete grazie!  La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.  Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori.  E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.  ” (Col 3,12-17) 

BuonPastoreQuante parole sono uscite dalle nostre bocche quest’estate riguardo alla decisione dei Superiori, visto l’incarico assunto da don Nandino di coordinatore nazione di Pax Christi, di trasferirlo ad altro incarico.  Non solo sono uscite dalle nostre bocche ma sono pure state scritte, e fatte conoscere attraverso delle lettere che hanno creato confusione e tristezza sia per i contenuti che per le modalità con le quali esse sono state proposte.  Purtroppo non bastasse la confusione che già si era innescata per queste lettere e per le “voci di strada” su cose non vere, che si sono aggiunte delle lettere anonime, fatte girare per le case, che hanno ulteriormente creato un clima di disorientamento e di poca verità su quello che stava accadendo, soprattutto per le parole bugiarde e offensive che in esse sono contenute. 

Consapevole che ogni passaggio porta con se delle fatiche, consapevole che un cambio di parroco non è mai facile da affrontare da parte della Comunità che lo vive, e ancora di più dai preti che per obbedienza lo accolgono; consapevole che l’esperienza dell’ Unità Pastorale aveva già innescato delle paure che non dovevano trovare spazio nei cuori di chi sa che la storia la conduce Dio e non gli uomini: sono qui a chiedere che tutti insieme facciamo un passo verso quella strada nella quale ora il Signore ci chiede di camminare.  Questo passo in avanti ci chiede CONVERSIONE cioè domandare perdono a Dio dei peccati che necessariamente abbiamo commesso perché non ci siamo fidati di Lui.  Ci siamo fidati di noi stessi, delle nostre “idee”, del nostro “abbiamo fatto sempre così e ora?  “.  Non abbiamo dato credito all’opera che certamente il Signore ci stava chiedendo di vivere, e abbiamo così dato il fianco a parole, dicerie, giudizi.  Credo che questa conversione sia per noi oggi necessaria, e la conferma mi viene dal fatto che mentre mi accingevo a scrivere queste righe, come faccio sempre, prima di mettermi al lavoro nel pomeriggio, ho letto le letture della messa che avrei celebrato da li a poco.  Con mia sorpresa ho letto questa pagina della Lettera di Paolo ai Colossesi che ho riportato all’inizio e ho sentito che era il modo con cui il Signore mi stava chiedendo di entrare nella storia che sto vivendo in questi giorni.  In modo particolare mi stava chiedendo di riconoscere fino in fondo il mio peccato di giudizio verso alcune persone. 

Infatti in questi giorni così convulsi e avendo purtroppo sottomano tutte, o quasi, le lettere, ho ritenuto che estensori delle lettere anonime fossero alcune persone che in buona fede avevano anche scritto una delle lettere, da loro firmate e inviate ai Superiori.  Quindi desidero chiedere pubblicamente scusa e perdono ai Sig.  Valter e Ivana Furlan, ai Sig.  Toso Luigi e Gabriella, al Sig.  Trevisan Ettore e al Sig.  Barbini Cesare, il mio errore è di non aver capito la loro richiesta, i loro timori, e  rivolgo a loro l’invito a far proprie le Parole che l’apostolo Paolo ci ha detto: “Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto.  E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo.  E rendete grazie!  “, perché il bene che vogliono a questa comunità cristiana possa realmente trasformarsi in sostegno per questa parrocchia. 

Chiedo a loro, ma anche a tutti che da ora in poi se hanno desiderio di sostenere e accompagnare questa comunità Cristiana lo facciano incontrandosi prima con me.  La Chiesa, a differenza di altre realtà, è un gregge ed ha un pastore.  Ora il gregge non può determinarsi come tale se non segue il pastore che Dio in quel momento manda come guida.  Questo è per la Chiesa universale che ha il Papa, questo è per la Chiesa particolare cioè la diocesi che ha il Vescovo, questo è per la porzione di Chiesa particolare che sono le parrocchie con il Parroco.  Certamente chiunque desidera servire la comunità con spirito di umiltà e di obbedienza troverà il suo posto.  Lo stesso San Paolo ce lo ricorda:” E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre”, ecco a questo siamo chiamati.  ” 

Tanti sono preoccupati per me, se ce la farò, se non ce la farò, se sarà abbandonata una parrocchia a privilegio dell’altra.  Ma guidare una comunità cristiana non è necessariamente fare tante cose, è prima di tutto guidarla a Cristo nella Fede.  Certo non è sempre così semplice perché il Pastore ha bisogno che le pecore lo seguano. 

E questo  ora chiedo a voi, di camminare con me verso Cristo, seguendo tutti insieme Lui: il Buon Pastore.  Io sono convinto che quello che il Signore ci sta chiedendo è di seguire Lui, di servirLo nel servire gratuitamente queste comunità di Murano, di annunciare la sua Parola in questo tempo nel quale tante persone non ritengono necessario per la loro vita un rapporto vivo con il Signore, di fare e-sperienza viva del Risorto nei Sacramenti celebrati e vissuti.  Per questo c’è la necessità che ciascuno di noi faccia la sua parte, imparando a riconoscere il proprio ruolo e educandosi a quell’amore nella sequela che Gesù nel vangelo ci chiede di far nostro, cioè quello della Croce. 

Don Carlo

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