La Parola della Domenica

di , 21 Settembre 2009

Sap 2,12.  17-20 “Condanniamo il giusto a una morte infamante”. 
Sal 53  “Il Signore sostiene la mia vita” 
Giac 3,16-4,3  “Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un  frutto di giustizia”. 
Mc 9,30-37  “Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti”. 

Come vivere questa Parola?  È un linguaggio controcorrente quello di Gesù nel vangelo  odierno.  La croce, che ci ha invitati a prendere e a seguirlo  (vangelo di domenica scorsa) non è solo la sofferenza e la  morte che comunque prima o poi arriva, ma è uno stile di  vita che oggi ci invita a ‘scegliere’ ciascuno di noi in prima  persona: quello del servizio e del dono completamente in  perdita.  In un mondo che fin dall’adolescenza ci educa ad  essere ‘premier’-primi per avere un posto di prestigio e di  potere…  , la parola di Gesù è un paradosso!  Solo gli ingenui e  gli ‘idioti’ possono intenderla!  Eppure la parola di Gesù è esplicita: “Se uno vuol essere  il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti”.  Di più!  Il padrone stesso si faccia  ‘volontariamente il servitore di tutti’!  Questa è una rivoluzione!  Ma attenzione: una rivoluzione da fare all’interno dell’uomo:  un cambiamento del cuore, la rinuncia a dominare gli altri, asservendoli ai propri  bisogni.  Secondo il vangelo di Gesù primi si può essere solo nel servizio, nel  dono di sé, nel gesto d’amore… Gesù prende un bambino e lo pone in mezzo: ecco  il bambino è l’emblema della minorità, della debolezza.  Il bambino non ha nulla da  darti, chiede solo che tu lo ami, che tu lo serva…  “Chi accoglie uno solo di questi  bambini nel mio nome, accoglie me”.  Che non ci capiti, di non accogliere Gesù nel  povero che stende la mano, nel malato che attende un sorriso, nel depresso che cerca  una mano amica.  Facciamoci servi dei servi, forse potremo avere la fortuna di  incontrare il Servo Gesù!  Chiediamo oggi, allo Spirito Santo di illuminare gli angoli  bui della nostra coscienza, dove si annidano pensieri e sentimenti di potere, di vanagloria,  di competitività. 

Vieni Spirito purificatore, ridammi ogni giorno la consapevolezza  della mia piccolezza e la gioia di poterla mettere a servizio  del Regno dei cieli.

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