La Parola della Domenica

di , 21 Novembre 2009

34a del Tempo Ordinario – Cristo Re
Dn 7,13-14  Il suo potere è un potere eterno. 
Sal 92  Il Signore regna, si riveste di splendore. 
Ap 1,5-8  Il sovrano dei re della terra ha fatto di noi un  regno, sacerdoti per il suo Dio. 
Gv 18,33b-37  Tu lo dici: io sono re. 

Parola della domenicaTutta la nostra storia è indelebilmente segnata dall’evento  Cristo. 
Tutta la nostra liturgia tende come ad un approdo, ad un culmine, alla scoperta  e alla solenne proclamazione della sovranità e regalità del nostro Salvatore e  Signore.  Così ogni anno concludiamo ed iniziamo l’anno liturgico, Ciò che era stato  preannunciato con accenti apocalittici come un personaggio misterioso a lungo atteso  e vagheggiato, ora è presente e vivo: ha conquistato il suo trono regale umiliandosi  nella carne, scalando un monte e immolandosi per noi sul patibolo della  croce.  È la conquista del crocifisso, è la nostra redenzione. 

Egli aveva affermato  che il suo regno non è come quelli del nostro  mondo ed infatti egli non ha conquistato poteri umani,  non si è dotato di potenza, ma ha conquistato  il mondo ed ha affascinato tutti noi a prezzo della  sua stessa vita.  Una conquista scaturita soltanto  dall’amore, dalla misericordia, dalla piena riconciliazione. 

Alla domanda di Pilato: «sei tu re?  » Gesù  risponde: «Tu lo dici; io sono re».  Egli è il testimone  della verità perché è venuto a cancellare la  menzogna che ci ha indotto al peccato.  Egli è la  Voce che ristabilisce il nostro dialogo con Dio dopo  averlo interrotto dopo il primo peccato; ora lo invochiamo  chiamandolo Padre. 

Egli è la via che ci riconduce alla casa paterna dopo il  nostro vagabondare nei pascoli immondi.  Egli è il re della pace e il Signore dei risorti.  La nostra sudditanza è scandita dalla libera e gioiosa adesione al suo vangelo,  da una incondizionata fedeltà, da una continua e crescente comunione con lui.  Dobbiamo soltanto tendere l’orecchio dell’anima alla sua voce, ai suoi preziosi insegnamenti. 

Questa è la via per affermare la sua regalità e per espandere e far  crescere il suo regno.  Ci vuole come testimoni anche quando siamo chiamati a pagarne  il prezzo, anche quando ci potrebbe costare la vita.  I martiri non si sono assoggettati  alle angherie dei potenti e prepotenti del mondo per proclamare l’indiscutibile  primato di Cristo, la sua divina sovranità.

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