La preghiera delle Lodi e dei Vesperi

di , 29 Novembre 2009

La Chiesa indica come “…  duplice cardine dell’Ufficio quotidiano…  ”  le Lodi del mattino e i  Vespri serali.   Le Lodi si recitano “…  allo spuntar della nuova luce del giorno”, mentre i  Vespri”…  si celebrano quando si fa sera e il giorno ormai declina”.  La liturgia delle ore ci ricorda che la preghiera è personale tuttavia non è mai un atto privato, finalizzato  ai propri bisogni.  Se uno prega soltanto quando ne sente il bisogno, non fa che ripetere se stesso  e non si apre al grande cielo. 

Partendo pure dalla propria esperienza, pregare è aprirsi ai bisogni di  tutti e dare voce alla grande domanda di grazia, di perdono, di pace, di riconoscenza che scaturisce  dall’universo intero.  Quindi c’è un profondo senso nel pregare anche quando personalmente non se ne avverte un bisogno urgente  ed è per questo che va scandito durante la giornata e soprattutto in comunione (“dove due o tre sono uniti nel mio nome io sarò  con loro… “) ; Pregare non è chiudersi, ma aprirsi.  «… bisogna pregare sempre, senza stancarsi» (Lc 18,1). 

E’ un dovere che non  rimane solo un impegno razionale fine a se stesso bensì nutre, educa e rafforza la nostra vita e, con le parole del Salmo 91, fa  sperimentare al nostro cuore che “è bello dar lode al Signore e cantare al tuo nome, o Altissimo, annunziare al mattino il tuo amore,  la tua fedeltà lungo la notte”. 

Ricordatevi, fratelli, che se il vostro cuore è rivolto al Signore, anche la vostra mente lo sarà, e con essa lo sarà  tutto il vostro essere.  In caso contrario, tutte le preghiere che riuscirete a recitare nell’arco delle ventiquattro  ore, senza interruzione, non serviranno a nulla: saranno solo suoni che escono dalla vostra bocca, ma che mai  giungeranno a Dio
(Richard Baxter)

I commenti non sono attivi

Panorama Theme by Themocracy