La Parola della Domenica

di , 11 Aprile 2010

2ª di Pasqua
 At 5.12- 16   Venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne
Sal 117   “Rendete grazie al Signore perchè è buono, il suo amore è per sempre
Ap 1,9-11.12-13.17-19    Ero morto, ma ora vivo per sempre
Gv 20,19-31   Otto giorni dopo venne Gesù.
 

Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo Amore cosi recita il ritornello del salmo responsoriale di questa seconda domenica di Pasqua che la Chiesa dedica alla contemplazione della Misericordia di Dio, della quale Gesù di Nazareth, il Cristo, è il segno più alto e chiaro.  Ma vediamo le letture.  La pagina degli Atti degli Apostoli tratteggia in modo chiaro i lineamenti della “Nuova Generazione”: di una società di credenti in Gesù Cristo, Risorto.  Il brano in questione ci propone i ritratti essenziali della comunità cristiana di Gerusalemme nelle sue componenti basilari:!  .  L’azione apostolica accompagnata dai segni.  L’opera di Gesù non termina con la sua morte e risurrezione ma continua nell’attività di coloro che gli sono stati accanto dall’inizio del suo ministero pubblico.  I miracoli e prodigi di cui parla il testo odierno sono solo un mezzo reale e concreto di dire come nell’attività della chiesa, ed in particolar modo in quella dei suoi ministri, si rende viva ed efficace l’annunzio del regno di Dio.  La chiesa è “sacramento di Dio”…  attraverso la sua opera Dio trasmette la sua grazia e chiama tutti alla santità.  2.  La comunione fraterna nella preghiera e nella vita…  risulta essere un principio ed un elemento fondante di tutta la comunità.  La comunione serve a far prendere coscienza che la comunità non è chiamata a stare insieme solo nei “momenti ufficiali”, ma è necessario un lavoro che porta ad una progressiva trasformazione: una comunità-famiglia.  Tutto questo significa che ciascuno secondo le proprie capacità da il suo contributo a che nessuno manchi qualcosa…  e che tutti abbiano una totale uguaglianza.  3.  La forza della testimonianza e dell’esempio…  il numero di coloro che arrivano alla fede è sempre notevole.  Il valore della testimonianza sta nel portare gli altri alla fede.  Il nostro impegno all’interno della comunità ecclesiale deve essere quello di condurre gli altri a Gesù Cristo.  Per cui la fede e la testimonianza sono “verità” che devono essere vissute in comunità.  Tutti, ma proprio tutti, devono essere illuminati dal mio amore per Gesù Cristo…  così il proselito potrà essere rafforzato nella sua fede.  Il programma di Gesù (cf.  Lc 4) ha in queste pagine degli Atti il suo concreto riscontro.  Tutto il Mistero Pasquale viene descritto in questo scenario del libro dell’Apocalisse.  Gesù Cristo in virtù della sua morte e risurrezione è divenuto il centro della storia e della vita di ogni uomo….  Gesù Cristo si presenta come la Speranza del mondo; il Signore incontrastato che offre all’uomo, soprattutto alle categorie più abiette, un orizzonte di fiducia e di luce.  Di fronte a questa vista tutta la Chiesa cade in profonda adorazione di lode e l’eucarestia celebrata diviene anticipazione delle realtà future….  Tutto è memoriale!!  In questo cammino di profonda assimilazione a Gesù Cristo ci possono essere dei momenti “bui” o delle brusche frenate.  La difficoltà e le oscurità del credere fanno parte della vita del Cristiano.  La scrittura ci insegna che è difficile credere, la fede è una conquista faticosa.  Allora c’è bisogno di tanta pazienza e umiltà…  il passaggio da una fede “iniziale” ad una fede “matura” necessita di un cammino serio in cui la libertà dell’uomo si lascia avvolgere e abbracciare dall’amore di Dio…  e si arriva davvero alla realizzazione piena e completa.  Il riconoscere il Signore è un trapassamento, attraverso le sue ferite, da parte del nostro cuore, della nostra anima e della nostra mente.  Se non vediamo e non tocchiamo, non c’è nulla che la comunità ci può tramandare al di là di un messaggio aleatorio.  Per far partire la comunità dei credenti con la forza della testimonianza ci voleva proprio lui: Tommaso.  Detto “Didimo”, cioè gemello, e di chi, se non di ognuno di noi?  Tommaso è il catalizzatore e la forza promotrice del messaggio concreto dell’esperienza con il Risorto: la sua richiesta non è solo una curiosità per lui, ma è la curiosità che si fa ricerca in noi, nella comunità e nel mondo intero, attorno alla domanda di chi sia il nostro Signore e il nostro Dio.  La fusione tra l’ideale della comunità e la pratica nella vita della persona fa da ago della bilancia nell’equilibrio del cammino della Chiesa che parte alla luce pasquale.

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