Il pellegrinaggio in Polonia

di , 16 Luglio 2010

Siamo appena tornati dalla gita-pellegrinaggio in Polonia. Una settimana dove abbiamo avuto la possibilità di vedere e toccare non solo luoghi belli e importanti, ma soprattutto un popolo ancora legato al Suo Signore e alla sua Chiesa. Rimangono nel nostro ricordo le tante chiese visitate, le piazze e i palazzi, i giardini, il colore verdere di prati e boschi infiniti. 

Rimane in particolare dentro di noi la vista di  tante persone che pregavano e queste erano soprattutto giovani, famiglie giovani con bambini piccoli, gruppi di ragazzi delle parrocchie in pellegrinaggio. Proprio questo aspetto, visto in particolare al Santuario della Madonna Nera di Jasna Gora a Chestochowa, ha toccato tutti i partecipanti. Infatti la storia della Polonia, soprattutto degli ultimi 60 anni, non è una storia facile e semplice, prima il nazismo e l’invasione tedesca e la guerra, poi il comunismo e la sottomissione a Mosca hanno segnato questo popolo. Ciò che era ed è riferimento forte e radicale era la fede in Gesù Cristo e la Chiesa.    

La visita è iniziata a Varsavia, l’attuale capitale, e si è conclusa a Cracovia, la “vera” capitale, non solo perché lo è stata, ma perchè ancora lì si possono vedere il Castello del Walvel dove sono sepolti i re polacchi. Il castello del Wavel contiene pure la Cattedrale di Cracovia, sede episcopale del Card. Carol Woitila, divenuto il servo di Dio Papa  Giovanni Paolo II. E proprio sulle sue orme abbiamno camminato in questi giorni. Visitando la sua casa natale, la sua chiesa parrocchiale, dove ha ricevuto il battesimo e gli altri sacramenti, il santuario della Divina Misericordia così caro al suo cuore, abbiamo accolto ancora il suo spirito, la sua testimonianza di  fede che rimana viva.

Non è mancata la visita molto struggente al campo di concetramento e sterminio di Auschwitz e di Birkenau, luoghi dove il male e l’odio  hanno raggiunto il loro punto più drammatico. La visita più gradita è stata quella di don Sebatian che è rimasto con noi due giorni. La sua amicizia è sempre più forte e sincera.  Abbiamo ringraziato il Signore di questa visita e non mancherà l’occasione di condividerla con tutti.

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