La Parola della Domenica

di , 29 Ottobre 2010

31ª del Tempo Ordinario
Sap 11,22 –12,2   Hai compassione di tutti, perché ami tutte le cose che esistono.
Sal 144   Benedirò il tuo nome per sempre, Signore
2Ts 1,11 – 2,2   Sia glorificato il nome diCristo in voi, e voi in lui.
Lc 19, 1-10   Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Dal libro della Sapienza si capisce quanto Dio ama tutto quello che ha creato.  Da qui capiamo la bontà universale di Dio.  Essendo il Creatore Egli potrebbe  annientare, colpire qualsiasi forma che produce il male.  Invece ha  compassione per tutti, non guarda ai peccati degli uomini, in vista del pentimento.  Poiché il Signore ama tutte le cose esistenti, e niente disprezza di  tutto ciò che ha creato.  Da questo punto di vista si può considerare la punizione  del Signore come una correzione che conduce il peccatore alla conversione,  perché Dio tutto ciò che ha creato può solo amarlo.  Come un padre  può solo perdonare un errore del proprio figlio, nella speranza che il figlio  capisca il suo sbaglio, perché il padre non può distruggere ciò che ha creato, ma solo amarlo.  Lo  stesso fa Dio con gli uomini.  La seconda lettera ai Tessalocinesi di Paolo viene scritta per la preoccupazione  di quest’ultimi sul tempo della venuta di Cristo.  Paolo fa capire loro che questa non è imminente,  ma il cristiano deve attendere la venuta del Signore non nell’ozio o abbandonando il lavoro, come avevano  fatto credere alla comunità un gruppetto di persone.  Ma aspettare il Signore con l’impegno concreto,  nella fede, nella carità e nel lavoro.  Per questo Paolo prega il Signore, in maniera tale che ai Cristiani non  venga mai meno la fede in Dio.  Questo brano di Luca, parla del viaggio di Gesù nella Galilea per arrivare  a Gerusalemme.  Nel suo viaggio,Gesù il Re, il discendente di Davide, deve salvare il suo popolo.  Gesù è  venuto a cercare ed a salvare ciò che era perduto, non solo accoglie i peccatori che vanno da Lui ma addirittura  va a casa loro.  Emblematico il caso di Zaccheo, capo dei pubblicani e uomo ricco.  Gesù, giunto a  Gerico incontra Zaccheo, quest’ultimo si pente di aver defraudato il prossimo, si libera della ricchezza e  pensa ai poveri.  In questo modo egli si può considerare discepolo di Gesù, ottenere la salvezza e mediante  la sua fede far parte della famiglia di Abramo.  Quindi, se tutti ci comportiamo come Zaccheo, aprendo  il cuore e le mani e invocando il Signore, sicuramente la parola di salvezza del Padre sarà per tutti:  poveri, ricchi, colti, ignoranti, di qualunque razza e nazione.

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