Festa della Dedicazione delle nostre chiese

di , 6 Novembre 2010

La santita’ delle nostre chiese 
Sono sante le nostre Chiese per l’appartenenza a Dio, per la celebrazione del Sacrificio, per le preghiere e le lodi  che vi si offrono all’ospite divino.  Per un titolo più valido di quello che potevano vantare l’antico tabernacolo e il tempio,  la dedicazione le ha separate da tutte le case degli uomini e esaltate sopra tutti i palazzi della terra.  Tuttavia,  nonostante i riti che le riempiono di magnificenza, nel giorno della consacrazione che le riserva a Dio, esse sono  sempre senza sentimento e senza vita.  Che dobbiamo dire allora, se non che la sublime funzione della dedicazione  delle chiese come pure la festa che ne perpetua il ricordo, non si arrestano al santuario costruito con le nostre mani,  ma si elevano a realtà viventi e più auguste?  La gloria principale del nobile edificio è simboleggiarne la grandezza.  L’umanità sotto l’ombra delle sue volte si inizierà a ineffabili segreti, il mistero dei quali si compirà oltre l’esistenza del  mondo, nel meriggio del cielo.  Vediamo la dottrina relativa a questo punto… . 

…  Dio ha un solo santuario degno di lui: la sua vita divina, il tabernacolo di cui è detto che egli si circonda (Sal 17,12)  quando curva i cieli (ivi 10) rende fitte le tenebre (ivi 12) agli occhi mortali, luce inaccessibile (1Tm 6,16) in cui abita  nella sua gloria la tranquilla Trinità.  Nondimeno, o Dio altissimo, ti degni comunicare alle anime nostre questa vita  divina, che i cieli non possono contenere (3Re 8,27) e meno ancora la terra, e fai gli uomini partecipi della tua natura  (2Pt 1,4).  Nulla allora impedisce che in lui risieda la Santa Trinità.  Tu fin dal principio (Pr 8,22) come legge del mondo  in formazione (ivi 27) all’abisso, alla terra e al cielo potevi dichiarare che le tue delizie sarebbero nello stare con i  figli degli uomini (ivi 31).  Venuta la pienezza dei tempi, Dio mandò il Figlio suo (Gal 4,4) facendolo figlio di Adamo, perché nell’uomo abitasse  corporalmente la pienezza della divinità (Col 2,9).  Da quel giorno la terra vinse il cielo e ogni cristiano fu partecipe di  Cristo e, fatto dimora dello Spirito Santo (1Cor 3,16), portò Dio nel suo corpo (ivi 6,20). 

Il tempio di Dio è santo, diceva  l’Apostolo, e il tempio siete voi, tempio è il cristiano, tempio è l’assemblea cristiana.  Poiché Gesù Cristo chiama tutta l’umanità a partecipare della sua pienezza (Gv 1,16; Col 2,10), l’umanità a sua volta  completa Cristo (Ef 1,23).  Essa fu ossa delle sue ossa, carne della  sua carne (Gen 11,23), un corpo solo (Ef 6,30), formando con  lui l’ostia, che deve eternamente bruciare sull’altare dei cieli nel  fuoco dell’amore; in quanto poi è la pietra d’angolo, su essa sono  poste altre pietre viventi (1Pt 2,4-7): l’assemblea dei predestinati,  che sotto la cura degli architetti apostolici (1Cor 3,10) sorse tempio  santo del Signore (Ef 2,20-22).  Così la Chiesa è la Sposa e  per Cristo e con Cristo è casa di Dio.  (da: dom Prosper Guéranger: L’Anno Liturgico)

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