Piantare i pali

di , 4 Dicembre 2010

Seconda settimana – quali esperienze sono fondamentali 

Altra cosa non scontata sono i pali di sostegno.  Se piantati poco profondamente, non in numero sufficiente a reggere il peso  della copertura, troppo sottili o inclinati nel modo sbagliato…  il risultato sarà a rischio.  Non basta aver scelto e preparato  un buon terreno, occorre, infatti, alzare gli occhi a Dio e costruire una comunità su pilastri solidi, dando priorità a ciò che è essenziale per la  sua crescita.  Spesso questa operazione la sottovalutiamo, confondendo la qualità con la quantità e allora i “pali” da piantare si moltiplicano,  come le attività della parrocchia.  Difficile sarà farli stare tutti in piedi: toglieranno luce e spazio, disperderanno le energie di chi deve scavare,  con il rischio di fare tutto in modo approssimativo o di mollare prima che la tenda sia finita.  D’altra parte, pochi pali, malmessi, sono il  segno comunque di una povertà che denuncia la nostra pigrizia, l’egemonia di pochi che soffoca la partecipazione dei molti, l’incapacità di  andare al cuore della fede accontentandosi di gesti formali.  L’invito radicale di Giovanni Battista, nel vangelo di questa domenica ci aiuterà a  comprendere l’urgenza della scelta e della conversione. 

L’esercizio per la comunità sarà ri-dire (con parole proprie) su cosa si regge la vita ordinaria,  per alimentare la fede e quali sono quelle “secondarie”, importanti sì, ma che  non possono prosciugare tutta l’attenzione e le energie. 

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