La Parola della Domenica

di , 4 Dicembre 2010

2ª di Avvento
Is 11, 1 – 10   Giudicherà con giustizia i miseri
Sal 71 Vieni,   Signore, Re di giustizia e di pace
Rm 15, 4 – 9   Gesù Cristo salva tutti gli uomini
Mt 3, 1 – 12   Convertitevi: il regno dei cieli è vicino!

Il brano che più ci ha colpito nelle letture di questa domenica è il passo del profeta Isaia.  Una  profezia molto coinvolgente, incredibile e insperata.  Ragione umana non può certamente  ritenere attuabili le immagini che il profeta disegna nella mente del lettore: il lupo con l’agnello,  il leone e il vitello, il leopardo col capretto e tutti sotto la guida di un fanciullo.  Impossibile,  incredibile.  Fino al giorno in cui Gesù ha reso concreta e reale la promessa profetica.  Ora tocca a noi.  Le parole del  profeta possono diventare realtà, Gesù ce ne ha dato gli strumenti e ci ha insegnato il modo.  Dobbiamo solo credere  in lui, seguire la sua Parola.  Non è una promessa persa nel vuoto, non sono parole campate in aria, ma fatti concreti  vissuti al nostro fianco, camminando con i nostri padri, soffrendo come mai nessuno al mondo e risorgendo  coma mai nessuno ha fatto o potrà fare.  E in questa promessa ben si inseriscono le parole del Battista che a sua  volta annuncia l’incredibile.  La salvezza è vicina per chi la saprà accogliere nella penitenza, ma la condanna è imminente  per chi, ascoltata la profezia, non si impegnerà sul cammino tracciato da Gesù.  Il battesimo con acqua ci apre  la strada della salvezza, ma sarà il battesimo con Spirito Santo e fuoco che ci permetterà di raggiungere la meta.  Non è la promessa di un percorso facile, di un cammino senza difficoltà.  Perché allora cerchiamo, vogliamo, pretendiamo  una vita fatta solo di benessere, appagamenti terreni, premi e gratificazioni in questo mondo.  E quale grande  metafora della vita in genere è la vita di una comunità cristiana , in cui ci si deve accogliere al di là delle difficoltà e  delle fatiche, in cui le diversità e i contrasti debbono essere temperate nel Signore, in cui il cammino insieme deve  essere il frutto di una scelta e di una convinzione di amore e di fede.  Se riusciamo a comprenderci, aiutarci, amarci,  vivere serenamente potremo sperimentare la promessa di Gesù ed evitare le minacce e le difficoltà annunciate dal  Battista.  Dipende da noi, da ognuno di noi.  Ma si può fare.  Ce lo insegna San Paolo: “Accoglietevi gli uni gli altri… “.  Impariamo a vivere in pace, prima di pretendere la pace dagli altri, tra i popoli, tra i nemici.  La pace non si può imporre,  occorre viverla, sperimentarla, offrirla prima di chiederla.  Allora il lupo potrà vivere accanto all’agnello: in pace.  E attendiamo il Natale in cui un fanciullo ci guiderà. 

[revisione monaci benedettini silvestrini]

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