Terza settimana – stendere la copertura

di , 12 Dicembre 2010

 Il telo sospeso è la caratteristica principale e più evidente della  tenda, sotto ad esso si trova riparo nel sole e nella pioggia, si trovano  l’intimità e la sicurezza.  Per la nostra comunità vuol dire riscoprire  la bellezza delle relazioni, essere luogo dove si fa esperienza  dell’amore di Dio e si offre accoglienza per tutti.  Una vita di comunità che si regge sui  pali giusti non ha paura di accettare la pluriformità delle esperienze che si possono vivere  al proprio interno.  Per questo il telo di copertura potrà anche essere il risultato di un  patchwork tra realtà con sensibilità proprie, ma uguali riferimenti di sostegno.  Cucire tra  loro tutte queste “pezze” di grandezza, colore e consistenza differenti è un lavoro non  da poco, un esercizio di pazienza che però premierà nella bellezza del risultato.  Il patchwork  si avvicina di più al volto di Dio, mentre l’omogeneità dei tessuti – con conseguente  scarto di chi non ci piace perché ha una “trama” diversa dalla nostra – assomiglierà  di più a chi la cuce.  Domandiamoci se questo è un buon servizio al Vangelo.  Gli inviti di  Isaia nell’infondere coraggio l’un l’altro, così come quelli di San Giacomo, ci saranno  preziosi in questa settimana, mentre dal Vangelo viene dato proprio questo monito: non  farci un’immagine di Dio (e della sua Chiesa) a nostro piacimento, ma leggere i segni che  rivelano la Sua reale presenza salvifica in obbedienza allo Spirito.  L’esercizio è quindi quello di scoprire le caratteristiche di ciascuno e valorizzarle nel  posto giusto, perché ne abbia a godere l’intera comunità; facendo attenzione a non accostare  semplicemente l’attività di uno a quella dell’altro, ma sforzandosi di fissare quei  punti che ci “bucano” un po’, ma ci rendono una “tela compatta ed efficace”.

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