La Parola della Domenica

di , 12 Dicembre 2010

3ª di Avvento
Is 35, 1- 6a .8a.10   Ecco il vostro Dio, egli viene a salvarvi.
Sal 145   Vieni, Signore, a salvarci!
Gc 5, 7- 10   Rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.
Mt 11, 2-11   Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?

E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo! 
La ricerca della verità obbliga in coscienza ogni uomo.  Nessuno deve ancorarsi alla non verità.  Nessuno dovrà fermarsi alla verità imperfetta.  Ognuno deve progredire di verità in verità fino al raggiungimento di quella che è rivestita di perfezione assoluta.  Ogni uomo può costruire la sua vera umanità solo se va alla ricerca della più alta verità, della verità tutta intera.  Se questo non lo fa’, allora il suo rapporto con la verità è stolto, insipiente, poco intelligente.  La verità sta all’intelligenza come la luce al sole.  La nostra verità non è però un’idea.  È una persona.  È Cristo Gesù.  Tutti sono chiamati a cercare Cristo Gesù.  Tutti sono invitati a testimoniare Lui come unica e sola verità del Padre sulla nostra terra.  Secondo la Legge di Mosè, la testimonianza andava fatta sul fondamento di due testimoni concordi.  Nessuno però poteva testimoniare per se stesso.  Giovanni è testimone di Gesù.  Lui però è uno solo.  Ne occorre un altro perché la testimonianza sia legalmente valida.  È questo il motivo per cui Giovanni manda i suoi discepoli a Cristo Signore.  Questi devono passare tutti alla verità piena.  Per passare occorre loro che questa verità venga testimoniata anche da Gesù Signore.  Gesù però non può rendere testimonianza di se stesso.  Non è legale.  Rende loro testimonianza per mezzo della Scrittura Antica che si compie nella storia.
Quanto il Profeta Isaia annunzia del Messia del Signore si sta compiendo in Cristo Gesù.  I discepoli di Giovanni lo constatano con i loro occhi.  Vedono il compimento dell’antica profezia.  Gesù però va ben oltre.  Rende testimonianza alla verità di Giovanni: questi è vero profeta.  Egli è il messaggero mandato da Dio dinanzi al Signore che sta per venire.  Ora i discepoli di Giovanni possono scegliere Cristo Gesù, se vogliono.  Possiedono la duplice testimonianza di Gesù e di Giovanni, di Gesù e della Scrittura.  Se loro cercano realmente la verità, sono dinanzi alla verità.  Ogni uomo è obbligato dalla sua umanità a cercare la verità e in essa compiersi e realizzarsi.  Ad ogni uomo però deve essere sempre donata la garanzia di una testimonianza sicura, infallibile, inequivocabile.  Ci stiamo accingendo a celebrare il mistero della venuta di Gesù, della verità che si è fatta carne.  Siamo noi testimoni credibili dinanzi al mondo?  Oppure esso è giustificato nella sua incredulità?  Per Cristo Gesù non è la testimonianza su di Lui che ci rende credibili, bensì è la testimonianza che diamo sopra di noi.  La nostra credibilità è la carità, l’amore sino alla fine.  Vergine Maria, Madre della Redenzione, Donna credibile per la tua carità e misericordia, Angeli e Santi di Dio, rendeteci credibili per il nostro grande amore.  [Revisione omelie varie]

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