La Parola della Domenica

di , 8 Gennaio 2011

Battesimo del Signore
Isaia 42,1-4.6-7;  Salmo 28;  Atti 10,34-38;  Matteo 3,13-17. 

Matteo sottolinea fortemente l’intenzione profonda di Gesù di essere battezzato  da Giovanni insieme ai peccatori.  Tale volontà è collegata strettamente alla consapevolezza  che si tratta di un passaggio prezioso e necessario dell’opera di salvezza  che Egli è venuto a portare e a compiere.  In questo suo recarsi dalla Galilea al Giordano dove Giovanni svolge la sua missione,  si svela l’intenzione chiara di Gesù di “farsi battezzare da lui”.  Per questa  volontà risoluta di Gesù nasce tra lui e Giovanni il dialogo che solo Matteo tra gli  evangelisti riferisce.  Nella prospettiva di Giovanni non ha senso che si faccia battezzare  proprio la persona a causa della quale tutti gli altri vengono alla sua predicazione  e al battesimo di penitenza e conversione che egli amministra.  Ma l’obiezione di Giovanni provoca  la risposta di estrema importanza che Gesù dà a lui e a tutti noi: “Lascia fare per ora, perchè conviene  che adempiamo ogni giustizia”. 

Se i soggetti di quell’ «adempiamo ogni giustizia» sono Gesù e Giovanni, al  contempo ne sono coinvolti tutti quelli che fanno parte della grande storia della salvezza, noi compresi.  La “giustizia” di cui parla Gesù è tutta l’opera divina di salvezza che comprende tutta la creazione e tutta la  storia del popolo di Dio, di cui Giovanni è l’ultima voce profetica di attesa e di preparazione.  La giustizia divina  non è infatti una norma fissa e una dottrina intellettuale e morale, ma è una “storia” che Dio stesso conduce  attraverso vicende e persone che rivelano il cammino progressivo della volontà divina di salvezza.  Tutta la Scrittura è in questo senso memoria di questa “giustizia”, di questa azione divina che ora si compie.  L’ultimo passo, quello che Gesù ora compie unendosi alla vicenda e al cammino dell’umanità peccatrice,  provocherà la rivelazione divina della sua realtà profonda di Figlio unigenito di Dio Padre, l’Amato di Dio,  Colui nel quale si raccoglie e si adempie la volontà divina della salvezza di tutto il mondo.  Così, mentre Gesù si immerge radicalmente nella condizione dell’umanità peccatrice, lo Spirito di Dio scende  su di Lui. 

Questo ci rimanda allo Spirito che aleggiava sulle acque della prima creazione, profezia di questa  nuova creazione di cui Egli è la fonte; un’altra figura profetica della nuova creazione viene richiamata  qui dalla colomba che ci ricorda lo stesso segno apparso a Noè che trova la creazione ri-emersa dalle acque  del diluvio.  “Una voce dal cielo”, quella di Dio Padre, proclama Gesù come il Figlio l’amato, in cui Dio  pone tutto il suo compiacimento, cioè tutto il suo disegno di salvezza. 

(Elaborazione da un commento al Vangelo di Matteo di don Giovanni Nicolini – 2010)

I commenti non sono attivi

Panorama Theme by Themocracy