L’entrata nel catecumenato di Id Thanpoong

di , 30 Gennaio 2011

Id Thanpoong riceverà il battesimo la notte di pasqua in basilica a San Marco

La gioia della Chiesa. La nota comincia con il dare indicazioni sul primo incontro con le persone che avanzano la richiesta del battesimo, che deve essere «accogliente e cordiale», visto che «chi chiede di diventare cristiano non deve essere trattato come un “problema” o una fatica in più, ma deve poter riconoscere la gioia della Chiesa per una decisione che – quando è autentica – è opera dello Spirito Santo». Parroco e catechisti sono chiamati prima di tutto a discernere le motivazioni della richiesta, eventualmente purificandole e approfondendole, – chiarire le idee sul cammino che porterà al battesimo, che richiederà circa due anni (salvo un permesso del Patriarca) di costante impegno. «La lunghezza del catecumenato è resa necessaria dal fatto che oggi non è facile essere cristiani: senza una autentica esperienza comunitaria di vita cristiana la fede rischia di non reggere all’impatto con un mondo non sempre in sintonia con i valori propugnati dal cristianesimo».

Ammissione al catecumenato. Il primo passo sarà quindi l’ammissione al catecumenato, con la quale «la Chiesa si prende cura di introdurre e accompagnare queste persone all’incontro personale con Cristo all’interno di una gioiosa e profonda esperienza di vita comunitaria». Si spiega che «la consegna dei vangeli che avviene durante il rito esprime la sostanza di quel che sarà il cammino catechistico successivo: non solo conoscere una dottrina e una morale, ma conoscere, amare e seguire Gesù Cristo vivo e presente nella sua Chiesa». …Il miglior sussidio da utilizzare? I quattro vangeli. Solo dopo è bene passare ai catechismi.

I riti. In ossequio al Rica (Riti per l’iniziazione cristiana degli adulti) si ricorda che i catecumeni non partecipano a tutta la liturgia eucaristica, ma vengono dimessi dopo la liturgia della parola. Dopo circa un anno si celebra (‘«iscrizione del nome», o elezione: comincia da allora il tempo della preparazione immediata, più intensa; e agli iniziali “garanti” succedono i “padrini”. Comincia allora il “tempo della purificazione e dell’illuminazione”, che si compie con gli scrutini e le consegne del Credo e del Padre Nostro (in Quaresima), come prevede appunto il Rica. La data più opportuna per la celebrazione dell’iniziazione cristiana, che spetta al Patriarca (salvo autorizzazione a un delegato o al parroco), è la Veglia pasquale.

Mistagogia. Il passo successivo sarà la “mistagogia”: «La formazione dei neofiti non termina con il battesimo, ma prosegue ancora per qualche tempo per renderli più consapevoli della grazia ricevuta nei sacramenti dell’iniziazione, per aiutarli a inserirsi nella vita della parrocchia e per educarli ad accostarsi al sacramento della riconciliazione».

[tratto da orientamenti per l’iniziazione cristiana degli adulti, Patriarcato di Venezia]

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