La Parola della Domenica

di , 30 Gennaio 2011

Sal 2.3:3.12-13   Lascerò in mezzo e te un popolo umile e povero
Sal 145   Beati i poveri in spirito
1Cor 1.26-31   Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo
Mt 5. I- l2   Beati i poveri in spirito

Il Vangelo di questa Domenica è il brano delle Beatitudini e inizia con la celebre frase: “Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli”. L’affermazione “beati i poveri in spirito” è oggi spesso fraintesa come qualcosa da lasciare credere agli ingenui. E infatti Gesù non ha mai detto semplicemente: “Beati i poveri in spirito!” ma “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”, che è una cosa ben diversa. Si fraintende completamente il pensiero di Gesù e lo si banalizza quando si cita la sua frase a metà. Guai a separare la beatitudine dal suo motivo. Cos’è questo benedetto regno dei cieli che ha operato la vera “inversione di tutti valori”? È la ricchezza che non passa, che i ladri non possono rubare, né il tempo consumare. È la ricchezza che non si deve lasciare ad altri con la morte, ma che si porta con sé. È il “tesoro nascosto” e la “perla preziosa” per avere la quale vale la pena, dice il Vangelo, dare via tutto. Il regno di Dio, in altre parole, è Dio stesso. La sua venuta ha prodotto una specie di “crisi di governo” di portata mondiale, un riassetto radicale. Ha aperto orizzonti nuovi. I vecchi valori del mondo -denaro, potere, prestigio- sono risultati cambiati, relativizzati, anche se non rinnegati, a causa della venuta dei regno. Chi è ormai il ricco? Un uomo che ha messo da parte un’ingente somma di denaro; nella notte c’è stata però una svalutazione del cento per cento; al mattino si alza che è un “nullatenente”, anche se ancora forse non lo sa. I poveri, al contrario, sono avvantaggiati dalla venuta del regno di Dio, perché, non avendo nulla da perdere, sono più pronti ad accogliere la novità e non temono il cambiamento. Essi possono investire tutto sulla nuova moneta. Sono più pronti a credere. Noi siamo portati a ragionare diversamente. Crediamo che i cambiamenti che contato sono quelli visibili e sociali, non quelli che avvengono nella fede. Ma chi ha ragione? Noi abbiamo conosciuto, nel secolo scorso, molte rivoluzioni di questo tipo, ma abbiamo anche visto quanto facilmente, dopo un po’ di tempo, esse finiscono per riprodurre, con altri protagonisti, la stessa situazione di ingiustizia che dicevano di voler eliminare. Ci sono piani e aspetti della realtà che non si colgono a occhio nudo, ma solo con l’aiuto di una luce speciale! Il Vangelo, e in particolare la nostra luce speciale, la beatitudine dei poveri. Permette di cogliere quello che c’è sotto, o al di là, della facciata. Permette di distinguere quello che resta da quello che passa.

[Padre Raniero Cantalamessa]

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