La Parola della Domenica

di , 5 Febbraio 2011

5ª del Tempo Ordinario
Is 58,7-10   La tua luce sorgerà come l’aurora
Sal 111   Il giusto risplende come luce
1Cor 2,1-5  Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso
Mt 5,13-16   Voi siete la luce del mondo

La liturgia odierna propone alla nostra riflessione due immagini-simbolo che Gesù applica ai suoi discepoli: “Voi  siete il sale della terra,..  voi siete la luce del mondo”.  Gesù, la sola luce vera del mondo, chiede ai discepoli e pertanto  a noi, che ci appelliamo del nome di cristiani, di essere altrettanto, nonostante le nostre fragilità.  La buona  notizia appresa va trasmessa non solo con le parole ma soprattutto con la bontà.  Pertanto noi cristiani possiamo  essere sale e luce solo grazie alla comunione con lui; solo se le nostre azioni rendono gloria al Padre di Gesù Cristo  e Padre nostro.  Sale e luce sono due immagini-simbolo che ci indirizzano alle Scritture, in quanto, il sale era  segno di alleanza (bisognava metterne un po’ su ogni offerta presentata a Dio), mentre la luce era il simbolo della rivelazione messianica  che trionfa sulle tenebre del paganesimo.  Sale e luce, ancora, evocano l’ambiente domestico, i gesti familiari della tavola.  Isaia propone un  programma di condivisione e di giustizia sociale che è ricompensato, in chi lo mette in pratica, con l’amicizia di Dio e la stima da parte degli  uomini.  Il vuoto ritualismo di gesti e di parole (digiuni e penitenza), hanno di religioso solo l’apparenza, non hanno senso né presso Dio né  presso gli uomini.  Anche a noi, che temiamo che l’amore per Dio sia una fuga dinanzi alle esigenze dell’amore per il prossimo, oggi Isaia  propone le stesse parole ricordandoci che gesti e parole sono inscindibili dal contenuto.  L’uomo che teme il Signore sarà ricompensato da  Dio, con delle benedizioni di natura terrena, consone alla mentalità retributiva di ogni “pio israelita”.  Sono le azioni che compiamo che ci  fanno risplendere, ma non di luce propria, perché siamo immagine del creatore, che ci ha creato per amore.  La prima lettera di Paolo ai Corinzi  ricorda al nostro orgoglio di cristiani che nessuno di noi è all’altezza del vangelo che vuole diffondere, che siamo solamente delle fibre  ottiche che, se non siamo illuminati dalla fonte della luce, non trasmetteremo nessuna luce e nessuna immagine.  Per trasmettere la luce, che  si origina dalla fonte luminosa, è necessario, che le fibre del nostro essere, non siano spezzettate dall’orgoglio e dall’arroganza.  Luce e sale  danno gusto all’esistenza dell’uomo.  La luce fa sì che contempliamo le bellezze del creato mentre il sale insaporisce il cibo che, in varie maniere,  Dio ci dona.  L’uomo è stato creato dall’Altissimo con il compito di illuminare i fratelli e dare gusto, il gusto di Dio, a tutta la creazione e  alla propria e alla altrui esistenza.  Come il cristiano può essere luce, può essere sale?  La risposta la si trova nel vangelo odierno: “perché  vedano le vostre opere buone” che “povero in spirito, operatore di pace, mite, puro di cuore, misericordioso”, in poche parole ” il discepolo  degno di fede” deve ogni giorno, con assiduità compiere per indurre i propri fratelli in Cristo “a rendere gloria al Padre che è nei cieli”. 
Revisione di vita – A noi Gesù rivolge oggi le stesse parole ” voi siete il sale della terra, la luce…”, che riflesso di Dio facciamo
vedere?  – Di che cosa siamo capaci di digiunare? Di quello che abbiamo in abbondanza o di ciò che non abbiamo e ci diamo da fare per averlo?

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