La Parola della Domenica

di , 13 Febbraio 2011

6ª del Tempo Ordinario
Sir 15,16-21   A nessuno ha comandato di essere empio
Sal 118   Beato chi cammina nella legge del Signore
lCor 2,6-1Q   Dio ha stabilito una sapienza prima dei secoli per la nostra gloria
Mt 5,17-37   Così fu detto agii antichi, ma io vi dico

La liturgia eucaristica di questa domenica ha come tema centrale i comandamenti, norme di vita rivelate al popolo eletto e norme di vita iscritte nel cuore di ogni uomo che voglia vivere un’autentica libertà. La libertà, infatti, come dirà anche Paolo, non può essere un pretesto per realizzare, sempre e comunque, i propri desideri, le proprie ambizioni e i propri progetti, anche a scapito degli aitri, ma, al contrario, se è autentica, essa è la capacità di armonizzarsi con la libertà degli altri in un vivere civile e sociale pacifico e solidale, un vivere che, secondo il progetto di Dio, è guidato e animato dall’amore reciproco. Di questa fondamentale legge morale ed etica, ci parla anche il libro sapienziale del Siracide. I comandamenti, legge che Dio ha dato all’uomo, non sono un peso opprimente ma l’espressione dell’amore del Padre che tutela i suoi figli e li guida nel cammino della vita. Affinché esso sia un giusto cammino è chiesto all’uomo di accogliere con fiducia la parola del suo Dio perché essa è parola di vita; l’unica che veramente tuteli il vivere di ognuno nella grande comunità degli uomini. Tuttavia, l’obbedienza alla legge non può essere una coercizione. Dio non usa la forza, ma rispetta la libertà di ognuno Sta, dunque all’uomo scegliere il proprio destino di vita o di morte, di accoglienza di Dio e della sua parola che salva e dà la vita, oppure un destino di morte e di disamore lontano dal suo Creatore e Padre. La piena osservanza delia legge, l’obbedienza totale e convinta della parola di Dio, infatti, è un’obbedienza che parte dal cuore ed è ciò di cui ci parla, in questa domenica, il passo del Vangelo di Matteo che è parte del lungo discorso di Gesù sulle beatitudini. Gesù attacca la degenerazione dell’osservanza in freddo legalismo: un’osservanza formale, ormai priva di fede viva e di sincero amore, perché l’amore, appunto, è il ” compimento” al quale il Signore si riferisce. Il compimento della legge di cui Cristo parla è sinonimo di pienezza, quella pienezza che è il senso profondo della legge di Dio, riconosciuta, accolta e amata come dono che ci fa veramente uomini liberi, persone che agiscono con intelligenza e saggezza, anzi, con sapienza, come l’apostolo Paolo scrive; sapienza ci è donata in ogni parola rivelata. Ed ecco l’insegnamento di Cristo: non esiste infatti solo l’omicidio, a dare la morte fisica. Esiste anche l’odio, l’ira, la vendetta, il giudizio che, screditando, uccide; esiste il sospetto, la diffamazione; esiste il disprezzo e tutto quanto l’inimicizia e la mancanza d’amore generano, inquinando pesantemente i rapporti umani. E Gesù è inesorabile quando si agisce contro l’amicizia e l’amore, quell’amore che ci rende somiglianti a Dio, e cresce fino a renderci capaci di misericordia e perdono. E’ un amore che non ammette deroghe quello di cui Cristo parla, e che sta a fondamento di tutta la legge. Nessuna offerta, infatti, è gradita a Dio se chi presenta il suo dono non è capace di amare il suo prossimo. Infatti, son le cose che escono dal cuore quelle che contaminano l’agire umano, è sempre il cuore quello che deve esser risanato dalla capacità di amare veramente; e amare significa donazione di sé, una donazione incondizionata, sincera profonda e fedele. Amare, non è possedere l’altro per il proprio piacere ma donarsi senza limiti, realizzando una profonda comunione che oltrepassa la sfera del corpo e diventa affinità interiore, in un legame che dura nel tempo, e, spesso, vorrebbe oltrepassarlo. Sta all’uomo scegliere il proprio destino che inizia già nel tempo e la sua scelta è tra la vita e la morte, tra il bene e il male, la scelta fondamentale di tutta la nostra esistenza è nella nostra libertà: o con Dio, in Cristo, o lontano da lui, privi della vera libertà e di amore, quell’amore che pacifica e salva, ora nel tempo e poi per sempre, [omelia Frati Capuccini]

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