Una scelta preferenziale: i poveri

di , 14 Dicembre 2008

“È tempo di ricordare che un uomo, per quanto lacero, vale più del decoro di un marciapiede.  E’ ora di riaprire il Vangelo della Carità per ritrovare i poveri alla porta di casa e accoglierli in quanto sono Cristo stesso.  Anche le leggi e i politici dovranno rivedere comportamenti razzisti e disumani perche dietro gli stracci di un povero o di un migrante c’è prima di tutto una persona!”

Scalpore e sconcerto hanno fatto qualche mese fa le parole di Mons.  Vittorio Nozza Direttore della Caritas Italiana sulla realtà dei poveri che anche a Venezia ha sempre avuto un osservatorio e una porta aperta di accoglienza per senza fissa dimora “di casa nostra”, immigrati e poveri di passaggio.

Sembra diventato normale – prosegue mons.  Nozza – interdire ai poveri città che passano per essere patrimonio dell’umanità.  Mentre lo sono solo per chi se lo può permettere.  Politica e opinione pubblica sono preda di bugie ed emergenze permanenti.  Ma la vera emergenza resta la solidarietà.  Ne scaturiscono atti che ledono i diritti di migranti ed esclusi.   Stupisce anche l’enfasi con cui decisioni politiche provocate dalla paura iniettata ad arte dalla televisione, sono cucinate e servite agli italiani ogni giorno. 

La mensa dei poveri Alla solidarietà, di cui non si parla più, si è sostituita la legge del più forte e la difesa dei nostri privilegi invece che la difesa dei diritti dei più deboli.  Senza esitazioni, senza incertezze, senza posare lo sguardo sulla sofferenza di chi tende la mano ma evita gli sguardi dei passanti.  Forse è tempo di ricordare, che rovistare in un cassonetto o nell’immondizia non è un divertimento per nessuno.  Tantomeno per un povero“.

Lo sanno bene gli operatori della nostra Mensa di Betania, che con dedizione instancabile mettono davanti a tutti il povero, come ci richiama Papa Benedetto nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace: “Bisogna superare lo scandalo della sproporzione esistente tra i problemi della povertà e le misure che gli uomini predispongono per affrontarli”.  E’ l’Avvento e il Natale il tempo giusto per rivedere i nostri stili di vita e orientare cuore e…denaro alle necessità di poveri. Fin da ragazzi dovremo educarci alla carità e per questo ogni anno la Diocesi chiama tutti i piccoli in Cattedrale per la Festa della Carità.

Già Giovanni Paolo II ammoniva circa la necessità di « abbandonare la mentalità che considera i poveri – persone e popoli – come un fardello e come fastidiosi importuni, che pretendono di consumare quanto altri hanno prodotto ».  E Benedetto XVI augura: “ad ogni discepolo di Cristo, come anche ad ogni persona di buona volontà, rivolgo pertanto il caldo invito ad allargare il cuore verso le necessità dei poveri e a fare quanto è concretamente possibile per venire in loro soccorso“.

Don Nandino e don Carlo   

I commenti non sono attivi

Panorama Theme by Themocracy