La Parola della Domenica

di , 21 Maggio 2011

5ª di Pasqua
Prima lettura (At 6,1-7)   Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.
Salmo responsoriale (Sal 32)   Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Seconda lettura (1Pt 2,4-9)   Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.
Vangelo (Gv 14,1-12)   Io sono la via, la verità e la vita.

Gesù prima di lasciare questo mondo affida agli apostoli l’opera da lui  iniziata.  Tocca a noi popolo di sacerdoti, profeti e re continuarne l’opera  al servizio di Dio e dei fratelli.  Il nostro pellegrinaggio terreno va verso il  Padre, da cui ha inizio e in cui deve avere il suo termine, e presso la  casa del Padre noi troveremo riposo, protezione e sicurezza.  Ivi ci riuniremo  a lui, che ci ha preceduto (come al solito egli ci precede sempre e  in ogni cosa) per conservarci il posto da secoli per noi pensato, a patto  che ne siamo degni.  Per essere degni di raggiungere la casa del Padre  il Figlio si fa via.  A noi non resta che percorrerla, sino in fondo, senza  spaventarci quando si fa aspra.  In quei momenti non ci resta che continuare  a salire guardando il suo volto, il volto del Padre, e così troveremo  la forza per continuare nell’impresa.  Negli Atti Luca.  ci da vedere che, nella Chiesa primitiva non c’è, come spesso  ci viene mostrato, solo abbracci e baci.  Anche allora, come oggi, si sono delle diversità, tra cristiani della diaspora  e cristiani palestinesi.  Tali diversità vengono prontamente appianate dal collegio apostolico che chiedono ai fratelli  della diaspora di scegliere sette tra loro sui quali essi imporranno le mani.  Si evidenziano così i pilastri sui quali viene  edificata la Chiesa: la Parola di Dio, predicata dagli apostoli e la Carità verso i più deboli ( servizio delle mense) lasciata  ai Diaconi.  Dobbiamo lasciarci trasformare in pietre vive In Cristo risorto quanti crediamo in lui siamo trasformati  “in polpo sacerdotale” il cui compito consiste nell’annunciare la salvezza operata dal Risorto.  Come l’antico Israele  venne costituito “popolo sacerdotale” ai piedi della roccia del Sinai così, i credenti in Cristo, la Chiesa, vengono,  anch’essi costituiti “popolo sacerdotale” intorno alla roccia che è il Risorto.  È rimanendo a lui strettamente collegati  che ci trasformiamo in pietre vive atte a costruire la Chiesa corpo mistico di Cristo.  Durante l’ “ultima cena” Gesù  parla con i “suoi amici” della sua relazione con il Padre e li prepara al suo congedo imminente, precisando però che,  il suo “andarsene” non è da leggersi scomparire ma “precederli” nella casa del Padre.  Tommaso, a nome degli undici  rimasti, domanda quale sia la via dove si trova questa casa del Padre.  Gesù gli risponde indicando se stesso come  via ma anche come immagine del Padre.  Questa immagine paterna non facile da cogliere perché va vista non  con i sensi ma col cuore che indaga sulla “verità e la vita”.  Se vogliamo raggiungere anche noi la casa del Padre è  necessario che, con determinazione, costi quel che costi, diventiamo anche noi, per gli altri, via verità e vita. [C.P.M Italia]

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