Ascensione del Signore

di , 5 Giugno 2011

C’è un piccolo particolare che apre il testo di oggi, piccolo ma drammaticamente  significativo: non sono dodici, ma undici, i discepoli  convocati sul monte di Galilea per essere mandati sino ai confini della terra a  portare il Vangelo della salvezza e della pace.  Un corpo ferito, dunque!  Una necessaria  sproporzione tra la santità del compito e del progetto, e la povertà della  storia di ciascuno e di tutti.  Annotiamo anche la precisazione che accentua questa sproporzione: “essi però  dubitarono”.  Nella versione precedente questa debolezza era attribuita ad  “alcuni”, mentre qui essa viene estesa, e quindi ci siamo dentro tutti, perché il dono della fede porta con sé  l’esigenza di accettare il dubbio.  Forse dobbiamo uscire da una certa retorica istintiva che lascia il dubbio  come appannaggio certo del non credente, dell’ateo.  In realtà si può pensare che la sorte del credente sia  innanzi tutto la profonda percezione del suo essere “non credente”, viaggiatore perennemente non arrivato.  Cercatore di un fuoco nella notte dove lo splendore certo della fiammella nella notte è capace di raccogliere  intorno a sé e in sé tutta la tensione, l’attenzione, il desiderio, la stanchezza, la paura, la tentazione di fermarsi  perche la notte si è fatta troppo buia e fredda.  E peraltro quella fiamma continua a rimanere piccola e  lontana.  I maestri d’Israele ne parlano come di una bellissima seducente donna che ti fa cenno e t’invita,  ma quando sei vicino a raggiungerla, ecco allora si ritrae, intrecciando in te la seduzione, la delusione e il  dolore.  Forse, dunque, il dubbio è il compagno non congedabile di ogni sentiero della fede.  Del resto vediamo come questa fede così povera non sembri preoccupare e fermare Gesù nella comunicazione  del progetto universale che ci invade e ci requisisce.  Egli continua imperterrito a proclamare le sue  prerogative in forza delle quali conferisce il mandato di andare presso “tutti i popoli” ad annunciare la salvezza.  La grande missione è oggi ancora del tutto iniziale.  In molte terre e in moltissimi cuori neppure inaugurata e  – a detta di alcuni – in molte terre e molti cuori sembra già tramontata, dimenticata.  Ma la fede, seppure  dubbiosa e povera, ci chiede di credere incessantemente che Lui è sempre con noi, fino alla fine dei giorni.  (adattamento da don Nicolini – Vangelo di Matteo – 2010)

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