La testimonianza del Patriarca Angelo Scola

di , 4 Settembre 2011

«Questi dieci anni da Patriarca di Venezia mi hanno ridimensionato, in senso etimologico: mi hanno  cioè portato ad una autocoscienza più realistica di quel che sono».  Il card.  Scola lo aveva detto alla festa del Redentore, nel luglio scorso: «Questi anni a Venezia mi  hanno cambiato e solo ciò che cambia fa crescere».  Ora esplicita quel pensiero: «Questo tempo a  Venezia mi ha fatto via via capire quanto ancora di intellettualistico e di astratto c’era nel mio modo  di vivere e di proporre l’esperienza cristiana, cosa che poteva non favorire il mio rapporto con il  popolo di Dio, che è invece il compito numero uno del pastore».  L’immersione nell’incontro quotidiano, semplice con il popolo di Dio, in particolare nell’esperienza  della Visita pastorale ha prodotto questo esito: «Ho imparato un po’ di più ad abbandonarmi alle  circostanze, a non pretendere di dominarle, ad aprirmi di più a tutte le persone che incontravo, a  cercare sempre il positivo nel mio interlocutore anche quando vistosamente aveva un’opinione diversa  dalla mia.  E’ un ridimensionamento che va nella direzione di una domanda di maggiore umiltà.  Meno fiducia nelle mie capacità, nelle mie forze; più domanda di aiuto a Dio e alla Vergine  Santissima, come dice il mio motto: “Basta la Tua grazia”».

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