Pensieri

di , 10 Settembre 2011

Da bambina-ragazza, andavo alla messa delle 8 tutte le domeniche, a digiuno dalla mezzanotte e confessata dal giorno prima, noi  bambine da una parte i maschietti dall’altra.  Il celebrante arrivava all’altare recitando in latino “salirò all’altare di quel Dio che  rende lieta la mia giovinezza”, saliva i gradini e celebrava rivolto all’altare tutto in latino, solo il vangelo era proclamato in italiano  rivolto all’assemblea.  La messa era poco partecipata, celebrava un Dio misterioso, lontano.  Negli anni ‘60 arrivò la riforma liturgica  e mi si è aperto il cuore.  Ho scoperto concetti e parole nuove, la chiesa non era più solo gerarchia ecclesiastica ma eravamo tutti  “popolo di Dio” laici compresi, coinvolti in un grande progetto di salvezza.  La messa diventava una GIOIA da condividere con la  comunità una continua scoperta della bellezza della liturgia.  Le messe domenicali dovrebbero esprimere questo spirito, in rio la messa del sabato sera è molto frequentata ma si fatica a volte trovare  i lettori i canti sono fiacchi, uscendo dalla chiesa dovrei chiedermi; ho solo adempiuto ad un dovere?  Ho pregato e servito solo  me stessa?  Mi sento cristianamente responsabile di questa comunità nella quale vivo?  (Adriana)

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