Un passaggio necessario

di , 25 Settembre 2011

Un passaggio necessario: dalla convenzione alla convinzione della fede in Gesù Cristo
“… Quindi il passaggio dalla convenzione alla convinzione si chiama conversione: senza la conversione della persona la comunità non cambia; senza comunità la persona non è provocata alla conversione(Patriarca Angelo, visita Pastorale 15/16/2011) Queste parole che il Patriarca Angelo ci ha lasciato in occasione della sua visita Pastorale sono importanti per il nostro cammino che riprende in questa domenica. Infatti ciò a cui siamo chiamati, non solo oggi, ma sempre, è la conversione a Gesù Cristo, una conversione che ci permetta di uscire dagli schemi convenzionali della fede, per vivere con convinzione la nostra relazione con Gesù. Il Patriarca ci dice che senza un effettivo cambiamento del nostro cuore e della nostra mente, un cambiamento che si radica nella proposta entusiasmante di Gesù di seguirlo ogni giorno, assumendo i suoi atteggiamenti, la sua carità, vivendo il perdono reciproco e il servizio fraterno. Senza questo personale cambiamento la Comunità non cambia, non si rinnova nel vangelo. Ma altresì la Comunità, anche la più povera e sgangherata, serve alle persone perché la conversione si attui. Infatti il cambiamento non succede per uno sforzo dell’individuo, ma perché viene provocato ogni giorno proprio dalla Comunità, dai fratelli e sorelle che la formano. Viene provocato a cercare la verità del suo agire,dei suoi affetti, del modo con cui vive il lavoro e il tempo libero, esercitandoli dentro e fuori della Comunità stessa,avendo come modello Gesù. Questo perché dentro la Comunità noi possiamo trovare i sacramenti, la preghiera , la Parola, la carità che ci indicano con pazienza il cammino da seguire. Raccogliamo con serietà queste parole e del nostro Patriarca e lasciamo guidare dallo Spirito, l’adorazione permanente sarà il luogo semplice per sentirle direttamente da Gesù. L’eucaristia domenicale sarà l’esperienza concreta per vedere come Cristo ancora si dona alla nostra vita per alimentarci, e perché noi possiamo donarci ai fratelli. Così i cammini di catechesi, a tutti i livelli, serviranno a sedimentare dentro di noi la Parola di Dio che è la “lampada che guida il nostro Cammino”. Accettiamo con umiltà le varie proposte che ci verranno offerte, anche quando non le consideriamo “funzionali a noi” o che non fanno parte del “Mio” progetto, perché diventeranno certamente delle occasioni nelle quali il Signore ci parlerà e ci provocano a ripensare la nostra risposta quotidiana a Gesù. [Don Carlo]

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