Nel segno del beato Daniele

di , 12 Novembre 2011

Dall’inizio dell’estate  sino a domenica 16 ottobre si sono svolte tra Cormons, Murano e  Pordenone alcune particolari celebrazioni eucaristiche per ricordare  la nobile figura del beato Daniele d’Ungrispach nel sesto centenario  della sua morte avvenuta per cause violente nel convento camaldolese  di San Mattia di Murano nel mese di settembre del 1411.  Le  varie esperienze di vita vissute da Daniele in questi luoghi ricchi di  storia e di tradizioni spirituali, sono state il filo conduttore che hanno ispirato il Comitato  Organizzatore a riscoprire questo “modello di santità” alla luce dei nostri giorni, quale  esempio di fede , carità e amore verso i poveri e i bisognosi.  Guardando alla sua attività di  facoltoso mercante, di uomo impegnato nella vita politica del suo tempo e di autentico apostolo  della preghiera e della Parola di Verità, sono emerse a poco a poco le sue molteplici  doti umane e le sue autentiche virtù cristiane , che l’hanno forgiato a vivere l’avventura  della sua esistenza sotto il “segno della volontà di Dio”.  A conclusione di queste iniziative  del centenario, che presumibilmente si svolgeranno a fine maggio qui a Murano con una  solenne celebrazione presieduta dal nuovo Patriarca in basilica di San Donato alla presenza  dei vescovi di Gorizia e Pordenone saranno avviati al Vaticano presso le autorità competenti  ulteriori studi e ricerche sulle virtù, sulle opere e in particolare sulle testimonianze di  culto attribuite a Daniele.  Il materiale accuratamente raccolto e studiato, servirà per ufficializzare  definitivamente la causa di beatificazione già allora riconosciuta dal vescovo di Torcello  e riconfermata dalla Chiesa anche dopo la conclusione del Concilio di Trento.  Un mio  particolare ringraziamento lo devo al nostro parroco don Carlo per avermi voluto quale  rappresentate dell’Unità Pastorale di Murano alle varie celebrazioni dandomi così il modo  di approfondire le mie conoscenze su questo “uomo di Dio” che nella nostra isola ha trovato  nell’ascesi , nella contemplazione e nel dono della vita il compimento della sua vocazione.  (Gianluigi Bertola)

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