La Parola della Domenica

di , 10 Dicembre 2011

3ª di Avvento
Prima Lettura (Is 61,1-2.10-11) Gioisco pienamente nel Signore.
Salmo Responsoriale (Lc 1) La mia anima esulta nel mio Dio.
Seconda Lettura (1Ts 5,16-24) Spirito, anima e corpo si conservino irreprensibili per la venuta del Signore.
Vangelo (Gv 1,6-8.19-28) In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.

Il periodo di Avvento ci viene proposto come preparazione alla venuta del Signore che si incarna in una donna per la nostra salvezza. Grande momento per l’uomo per rivedere il percorso della propria vita e “pulire” l’anima da tutto ciò che non è perfetto e lasciarla libera per il Cristo che scende fra noi come un “bambino”. Nella prima lettura il profeta Isaia ricorda come il Signore ha ispirato il profeta a comunicare a tutti coloro che soffrono nelle diverse situazioni che sta per venire una grande gioia perché tutte le miserie del popolo sono state riscattate.  Ognuno dovrà essere pronto a ricevere questa venuta e rendere il proprio cuore disposto all’accoglienza del Cristo e dei fratelli. Il salmo responsoriale esplode nell’esultanza di Elisabetta nel vedere Maria che ha in grembo il “Messia”. Luca ci racconta come “il suo spirito esulti in Dio” per il grande dono della maternità che ha concesso ad entrambe, e magnifica il Signore per tutte le grandi cose che ha compiuto verso gli umili, i poveri, i mansueti, gli operatori di pace. Nella seconda lettura l’apostolo Paolo raccomanda di stare lieti, di pregare, di “vagliare tutte le cose” per scegliere solo le buone e perfette per la vita dell’uomo al fine di preservare tutto: spirito mente e corpo pronti per la venuta del Signore.

Ciò che l’apostolo raccomanda allora è anche oggi valido per noi, infatti tutto il nostro essere deve essere libero dai condizionamenti per poter accettare la venuta del Cristo. Nel Vangelo l’apostolo Giovanni ci ricorda come tutti gli uomini devono essere testimoni di bene per gli altri. Giovanni è venuto a preparare la via al Messia, la sua voce grida dal deserto, e predica ma non è creduto. Quando un Gruppo di scribi e leviti, inviati dal popolo, gli domandano se è il Messia o Elia o un profeta lui risponde di non essere nessuno dei tre ma solo l’inviato del Signore per preparare la venuta del Salvatore Gli stessi però ribadiscono di non comprendere perché egli, Giovanni, battezzi le genti nel Giordano, e non comprendono neppure quello che risponde alla domanda Giovanni: “io battezzo con acqua ma colui che verrà dopo di me al quale io non sono degno di slacciare neppure il sandalo, battezzerà in Spirito e Verità”. Giovanni ha testimoniato nella sua vita il Cristo che stava per nascere al mondo, ma non è stato creduto, tutti noi oggi dobbiamo vivere nella testimonianza vera dei valori cristiani ma molto spesso non siamo credibili perché viene messo in evidenza il nostro egoismo e non il cuore. Siamo pronti a guardare gli altri e piuttosto che per criticarli per prendere il bene che possiedono? ci fermiamo sulla porta o entriamo?  [C.P.M. Italia]

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