Educare i giovani alla giustizia e alla pace…

di , 7 Gennaio 2012

Messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della XLV giornata mondiale della pace
“educare i giovani alla giustizia e alla pace”

L’inizio di un nuovo anno,  dono di Dio all’umanità, mi  invita a rivolgere a tutti, con  grande fiducia e affetto, uno  speciale augurio per questo  tempo che ci sta dinanzi, perché  sia concretamente segnato  dalla giustizia e dalla  pace.  Con quale atteggiamento  guardare al nuovo  anno?  …  l’uomo di fede attende il Signore « più che le sentinelle  l’aurora » (v.  6), lo attende con ferma speranza, perché  sa che porterà luce, misericordia, salvezza.  Tale attesa nasce  dall’esperienza del popolo eletto, il quale riconosce di essere  educato da Dio a guardare il mondo nella sua verità e a non  lasciarsi abbattere dalle tribolazioni.  Vi invito a guardare il 2012  con questo atteggiamento fiducioso.  Tale attesa è particolarmente  viva e visibile nei giovani, ed è per questo che il mio  pensiero si rivolge a loro considerando il contributo che  possono e debbono offrire alla società.  Vorrei dunque presentare  il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace  in una prospettiva educativa: « Educare i giovani alla giustizia  e alla pace », nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo  e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza  al mondo.  Il mio Messaggio si rivolge anche ai genitori,  alle famiglie, a tutte le componenti educative, formative, come  pure ai responsabili nei vari ambiti della vita religiosa, sociale,  politica, economica, culturale e della comunicazione… Educare  – dal latino educere – significa condurre fuori da se stessi  per introdurre alla realtà, verso una pienezza che fa crescere  la persona. 

Tale processo si nutre dell’incontro di  due libertà, quella dell’adulto e quella del giovane…  Per  questo sono più che mai necessari autentici testimoni, e  non meri dispensatori di regole e di informazioni; testimoni  che sappiano vedere più lontano degli altri, perché la  loro vita abbraccia spazi più ampi.  Il testimone è colui che  vive per primo il cammino che propone.  Quali sono i luoghi  dove matura una vera educazione alla pace e alla giustizia?  Anzitutto la famiglia, poiché i genitori sono i primi  educatori.  La famiglia è cellula originaria della società.  « È  nella famiglia che i figli apprendono i valori umani e cristiani  che consentono una convivenza costruttiva e pacifica.  È nella famiglia che essi imparano la solidarietà fra le  generazioni, il rispetto delle regole, il perdono e  l’accoglienza dell’altro ».  Essa è la prima scuola dove si viene  educati alla giustizia e alla pace…  Ai genitori desidero  dire di non perdersi d’animo!  Con l’esempio della loro vita  esortino i figli a porre la speranza anzitutto in Dio, da cui  solo sorgono giustizia e pace autentiche.  Vorrei rivolgermi  anche ai responsabili delle istituzioni che hanno compiti  educativi: veglino con grande senso di responsabilità affinché  la dignità di ogni persona sia rispettata e valorizzata in ogni  circostanza.  Abbiano cura che ogni giovane possa scoprire  la propria vocazione, accompagnandolo nel far fruttificare i  doni che il Signore gli ha accordato.  Assicurino alle famiglie  che i loro figli possano avere un cammino formativo non in contrasto  con la loro coscienza e i loro principi religiosi.  Ogni ambiente educativo possa essere luogo di apertura al  trascendente e agli altri; luogo di dialogo, di coesione e di ascolto,  Mi rivolgo poi ai responsabili politici, chiedendo loro di  aiutare concretamente le famiglie e le istituzioni educative ad  esercitare il loro diritto-dovere di educare.  Non deve mai mancare  un adeguato supporto alla maternità e alla paternità.  Facciano in modo che a nessuno sia negato l’accesso  all’istruzione e che le famiglie possano scegliere liberamente  le strutture educative ritenute più idonee per il bene  dei propri figli.  Si impegnino a favorire il ricongiungimento di  quelle famiglie che sono divise dalla necessità di trovare mezzi  di sussistenza.  Offrano ai giovani un’immagine limpida della  politica, come vero servizio per il bene di tutti.  Non posso,  inoltre, non appellarmi al mondo dei media affinché dia il suo  contributo educativo.  Nell’odierna società, i mezzi di comunicazione  di massa hanno un ruolo particolare: non solo informano,  ma anche formano lo spirito dei loro destinatari e quindi  possono dare un apporto notevole all’educazione dei  giovani.  È importante tenere presente che il legame tra  educazione e comunicazione è strettissimo: l’educazione  avviene infatti per mezzo della comunicazione, che influisce,  positivamente o negativamente, sulla formazione della  persona.  … .  (continua)

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