La Parola della Domenica

di , 18 Febbraio 2012

7ª del Tempo Ordinario
Prima Lettura  (Is 43,18-19. 21-22. 24-25) Per amore di me stesso non ricordo più i tuoi peccati.
Salmo Responsoriale  (Sal 40) Rinnovaci, Signore, con il tuo perdono.
Seconda Lettura  (2Cor 1,18-22) Gesù non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».
Vangelo  (Mc 2,1-12) Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.

Il “sì, sì” di Dio ci spiazza. Scrive Paolo ” Solo il sì vi è stato in lui”, la parola di Cristo che monda, che libera, che cancella ogni negatività annidata nel pensiero umano, quella negatività che chiamiamo peccato. L’emblema del pensare negativo dell’uomo vecchio sono gli Scribi dell’episodio evangelico, i quali tacciano Gesù di bestemmiatore in quanto rimette i peccati. Il paralitico è, viceversa, in un classico paradosso evangelico, l’emblema dell’uomo che si pone alla ricerca della buona novella, che pur segnato da gravissimi limiti non solo bussa alla porta perché gli sia aperto, ma addirittura fa scoperchiare il tetto della casa per avvicinarsi al Cristo! Il paralitico sul suo lettuccio non è paralizzato dalla difficoltà di farsi strada, egli va al di là del suo limite umano perché è toccato dal desiderio. Desiderio di che? Di diventare libero. Il paralitico avrà la sua risposta: Cristo lo affranca, dai suoi peccati e dalla sua malattia, quasi un’endiadi nell’idea ebraica. Perché questo è il ruolo di Dio da sempre: ” Sono io che devo cancellare le tue colpe e non ricordarmi dei tuoi peccati” secondo Isaia, il Dio che accoglie e che perdona. Si definisce così nelle letture di oggi quello che è il disegno di salvezza del Dio della Bibbia, per il suo popolo e per ciascuno di noi: all’uomo è chiesto un atto di volontà, uno scatto di volontà sorretto dalla speranza, per andare verso Dio, per andare verso Cristo nel quale tutte le promesse di Dio hanno ” il loro sì”.

Il resto è un affidarsi. Secondo un cristiano che qualcosa ne sapeva, Kant, all’uomo viene domandato di rispondere affermativamente ad un imperativo categorico, dire “sì” a Dio, senza condizioni. Il paralitico ha detto il suo “sì” incondizionato, gli Scribi, pur avendo ricevuto il medesimo annuncio, sono rimasti confinati nel loro sapere convenzionale ed hanno rifiutato la novità radicale del Vangelo. ” Non considerate più il passato! Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? “. Quanto è complicato fare una cosa nuova, lo constatiamo noi ogni giorno della nostra esistenza. Quante cose nuove facciamo alla settimana? Certo, cerchiamo soddisfazione in qualche nuovo accessorio della nostra vita materiale, ma non ci accorgiamo del tesoro di vita nuova che ci offre l’esperienza del Cristo. Dio si fa carico di tutti i peccati, ma è l’uomo che deve prendere l’iniziativa e scoperchiare il tetto, dare aria alla casa. Non vi è libertà senza questa fiduciosa ricerca. L’abbandono a Dio presuppone quindi una volontà tenace, che è però sorretta dallo Spirito, quello Spirito che secondo la bella espressione di Paolo ci è stato dato in pegno nei nostri cuori. Il perdono ci fa tornare a casa col nostro lettuccio di vecchi problemi, perché ” possiamo pronunziare il nostro Amen! a gloria di Dio”. [C.P.M. Italia]

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